Gli agenti della Polizia Provinciale hanno sorpreso, e denunciato a piede libero alla autorità giudiziaria, due uomini intenti nella manovra di un laccio costituito da un cavo di acciaio e catena, posto tra la vegetazione, per catturare selvaggina di media e grossa taglia come cinghiali, caprioli o daini. Oltre al laccio, veniva sequestrata una roncola inastata, di cui uno dei due era munito, probabilmente utilizzata per finire l'eventuale animale intrappolato. Il fatto è avvenuto, alle prime luci dell'alba di ieri (26 gennaio), in località Caligiana nel comune di Magione (Pg), una zona dove è molto presente questo tipo di selvaggina. Il laccio usato dai bracconieri è uno strumento rigorosamente vietato. Costituisce, tra l'altro uno dei più crudeli mezzi di cattura della selvaggina. L'animale, una volta intrappolato e stretto all'interno del cappio, nel tentativo di liberarsi, può anche automutilarsi, fino ad arrivare, dopo indicibili sofferenze, alla morte.
Gli agenti della Provinciale, che hanno sorpreso i due uomini, si trovavano in servizio presso il comprensorio del Trasimeno e stavano svolgendo attività di prevenzione e repressione del fenomeno del bracconaggio. La Polizia Provinciale non abbasserà la guardia nella lotta al bracconaggio, consapevole dell'importanza del proprio compito istituzionale in questa materia e della fiducia della cittadinanza nella sua continuità d'azione.