I poeti e gli attori disincantati (Simone Fagioli, Elisabetta Comastri, Sandro Costanzi, Paolo Parigi, Paola Gubbini, Loriano Grullini (Miklo), Marija Zipancic, Danilo Santi e Federica Mosca, Valerio Rosati) interpreteranno proprie compisizioni poetiche in memoria del M° Gian Carlo Menotti Questo verso ( Your unsurrendered beauty) tratto dalla cantata del M° Menotti Landscapes and remembrances, librettista e musicista delle proprie composizioni, rappresenta lo spirito con cui l’associazione Fare Cultura intende ricordare la figura indelebile e carismatica del M° Menotti, ricorendo il I febbraio 2010 il terzo anniversario della sua morte ( 1 febbraio 2007).
Gian Carlo Menotti è sicuramente uno dei più importanti compositori del Novecento per una serie di ragioni. La prima è la sua coerenza stilistica: nato a Verese nel 1911 e morto a Monte Carlo il I febbraio 2007 ha attraversato quasi tutto il Novecento conservando la sua identità tardo-romantica, anche quando rischiava di essere offuscata dalle avanguardie. In una intervista rilasciata al mensile Amadeus dichiara: «L’avanguardia…. è messa in gabbia come le bestie feroci allo zoo, nessuno se la porta a casa. Sono l’autore contemporaneo più rappresentato, almeno fuori dell’Italia, ma ora anche i critici cominciano a darmi ragione: c’è un ritorno ad una certa tradizione romantica, alla quale io sono rimasto fedele in tutta la mia carriera, malgrado gli attacchi feroci». Il secondo motivo è l’apertura a tutte le forme di arte, legata anche alle molteplici amicizie del Maestro.
Gian Carlo Menotti, presentato nel 1928 dal M° Arturo Toscanini al Curtis Institute of Music di Philadelphia , fondato nel 1924, strinse un profondo connubio con Samuel Barber, in quel medesimo instituto conobbe Bernstein, che vi si iscrisse nel 1939. Il Curtis non chiede rette ai suoi studenti, anzi se necessario li finanzia a vita, come era volontà della fondatrice Louise Curtis Bok, ma per frequentare il Curtis bisogna superare una selezione che premia solo gli eccellenti. Il periodo più florido per quanto concerne la composizione va dal ’37 al ’58: Amelia al ballo, La medium, Il console, La santa di Bleker Street, Maria Golovin; nel frattempo vince due Premi Pulitzer. Composizione poi in parte abbandonata per i grandi e sinergici sforzi del festival , condivisi con Visconti e Zeffirelli, Jerome Robbins, John Gielgud e Raymond Rouleau ; Romolo Valli, Giovanni Carandente, da poco scomparso e a cui si deve la storica e irrepetibile mostra internazionale Sculture nella città ( 1962, V festival dei Due Mondi).
La terza ragione della grandezza di Menotti è l’apertura ai giovani. Il maestro afferma: «Con i miei anni bisogna guardare in avanti. Voglio giovani intorno a me, di vecchio basto io. (…) A Spoleto mi sono sempre permesso il lusso di scoprire nuovi talenti, qui esordivano direttori e cantanti ventenni, alla scala chi se lo sognava? Molti sono stati scoperti in una notte e sono diventati subito star». Vorrei concludere sempre con un pensiero del Maestro, che sia credo il congedo più adatto per un artista e un culture universale delle arti, come ha dimostrato il suo operato culturale: «Ai critici non sono mai piaciuto, perché io non compongo per loro ma per quello che c’è di più nobile nell’umanità. Quello che avevo da dire comunque l’ho detto, la mia musica non morirà».