In una nota alla stampa, il consiglio direttivo dell'associazione culturale di promozione sociale Libera Storia, sollecita l'assessore alla cultura della Regione Umbria, Carla Casciari, a valorizzare i 4 luoghi della memoria individuati in Umbria dal comitato dei garanti delle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia (presidente Giuliano Amato, i membri sono stati poi designati dal decreto ministeriale del 9 luglio 2010, riportati al seguente link: www.italiaunita150.it), fornendo linee guida agli stessi dirigenti scolastici in vista di programmare gite e visite didattiche nei 371 siti a livello nazionale individuati dal comitato per l'importanza nei fatti dell'indipendenza, nonché a promuovere iniziative valide ad approfondire e conoscere il ruolo e la funzione dell'Umbria nelle dinamiche del processo unitario.
“In vista del 150° anniversario dell'Unità d'Italia il Comitato dei Garanti delle iniziative legate alle celebrazioni, presieduto dal professor Giuliano Amato, nell'ambito del progetto “I luoghi della memoria”, ha stilato un elenco di 371 località, di cui 4 in Umbria, teatro di avvenimenti rilevanti dell'indipendenza nazionale. A questo proposito ci auguriamo che abbiano luogo i necessari e debiti approfondimento del ruolo e della partecipazione della nostra Regione nelle dinamiche che hanno portato all'Unità d'Italia”. È quanto afferma una nota del consiglio direttivo dell'associazione culturale di promozione sociale, Libera Storia. “La conoscenza della storia contemporanea del nostro Paese è generalmente limitata a poche linee essenziali, realtà sulla quale le istituzioni e il sistema scolastico debbono cercare di intervenire promuovendo una conoscenza dinamica, e non solo meramente nozionistica, della storia d'Italia, per cui le imminenti celebrazioni possono costituire un'occasione irripetibile. Il territorio è uno spazio essenziale dell'identità locale e nazionale e l'individuazione di ben 371 luoghi ritenuti fondamentali per la nostra storia, ai quali è stato deciso di dare rinnovata linfa e visibilità attraverso opere di classificazione, descrizione, restaurazione e riqualificazione, fa sì che sia necessario che anche in Umbria ci si muova in tal senso, soprattutto in ambito scolastico. Il 150° dell'Unità non deve portare alla nostra Regione solo il progetto di completamento dell'aeroporto di Sant'Egidio, ma anche occasione afflusso turistico, di analisi e approfondimento della storia locale in rapporto con quella nazionale. Tra i luoghi dei fatti rilevanti dell'indipendenza nazionale o degli eventi bellici ad essi collegati – prosegue la nota – sono stati infatti inseriti le tappe del cammino della legione italiana nel 1849 (che attraversò l'Umbria passando per Terni l'8 luglio, Todi l'11 luglio, Orvieto il 14, Ficulle nella sera del 15 per poi passare in Toscana e tornare ad attraversare l'Appennino tra il 23 ed il 26 luglio nella regione di Citerna e Bocca Trabaria) e Perugia, dove il 14 giugno 1859 le truppe svizzere vengono autorizzate dal cardinale Antonelli al saccheggio della città, a cui seguirà l'occupazione del 20 giugno, con una strage che non risparmiò donne e bambini. Il centro storico di Perugia, per questi fatti, è stato inserito anche tra i luoghi della memoria, insieme all'ossario del cimitero monumentale, nel quale giacciono i resti dei soldati della campagna dell'esercito italo-piemontese tra Marche e Umbria del 1860. Senza dimenticare la Rocca Albornoz di Spoleto in relazione ai fatti del 17 settembre del 1860 e le città di Foligno e Terni che, insieme a Spoleto, costituivano le piazzeforti militari dell'esercito pontificio comandato all'epoca dal generale Christophe de Lamoriciere. Per questo motivo, rivolgiamo un appello all'assessore regionale Carla Casciari affinché si adoperi per valorizzare le località individuate nella nostra Regione, adotti le opportune linee di indirizzo atte alla conoscenza dei luoghi e dei fatti di cui furono protagonisti da parte degli studenti – soprattutto degli ultimi anni dei rispettivi cicli di studio – e solleciti gli stessi dirigenti scolastici, a poche settimane dall'inizio dell'anno scolastico, a privilegiare nelle gite didattiche le molteplici località individuate come attinenti e protagoniste del processo unitario e delle relative celebrazioni”.