Sono passati 21 anni – era il 21 luglio del 2005 – dalla scomparsa di Fabrizio Catalano, che nel 2005, appena diciannovenne, fece perdere le proprie tracce ad Assisi, dove stava frequentando il secondo anno di un corso di musicoterapia.
La famiglia l’anno scorso, in occasione del ventennale, è tornata ad Assisi e in generale da allora non ha mai smesso di cercarlo e l’Associazione “Cercando Fabrizio e…”, presieduta dalla mamma Caterina Migliazza, continua a tenere viva la sua storia e, insieme, quella delle tante famiglie che convivono ogni giorno con l’assenza di una persona amata. Nel solo 2025 sono state presentate 25.358 denunce, circa 70 al giorno, mentre dal 1974 restano ancora da rintracciare 110.078 persone.
E anche quest’anno i genitori rinnovano l’appello alla ricerca di una verità che da oltre venti anni non arriva: “Ci sono date – spiega la mamma di Fabrizio, con il padre Ezio – che il tempo non riesce a trasformare in un semplice ricordo. Quando luglio si avvicina al giorno della scomparsa, il dolore torna più forte e la memoria corre inevitabilmente ad Assisi, a quel sentiero percorso da Fabrizio per l’ultima volta, ai luoghi delle ricerche, ai punti in cui furono ritrovati alcuni dei suoi effetti personali: prima la sacca e, sette mesi dopo, la chitarra che aveva accompagnato la sua grande passione per la musica. È come se, in questi giorni, ogni pensiero tornasse ancora una volta su quel sentiero e rendesse l’assenza ancora più presente, più viva, più dolorosa. Dopo ventuno anni, mentre il tempo continua a scorrere, resta immutato il desiderio più semplice e più grande: sapere dove sia Fabrizio e poterlo, finalmente, riportare a casa. Un desiderio che continuerà ad accompagnare anche le tante iniziative che l’Associazione promuoverà nella prossima stagione, per mantenere viva la memoria di Fabrizio e continuare a condividere la sua storia”.
Era il 2005 quando come detto Fabrizio, originario di Collegno, scomparve da Assisi appena diciannovenne, mentre frequentava in città un corso di musicoterapia, forse mentre si era incamminato sul sentiero francescano tra Assisi e Valfabbrica, dove in due momenti differenti sono stati ritrovati suoi effetti e la chitarra intatta. Da allora per la famiglia Catalano, i genitori ma anche il fratello Alessio, si è aperto un pozzo di disperazione: ma da venti anni questa famiglia piemontese testardamente non molla. Per anni i familiari hanno condotto numerose battute di ricerca e visite ad Assisi e lanciato un concorso letterario in occasione del decimo anniversario della scomparsa; con il tema “Caro Fabrizio, ti racconto…”, i partecipanti sono chiamati a esprimere le loro riflessioni, contribuendo così a mantenere viva la sua memoria.