Terni, atti vandalici davanti a chiesa | Servono più genitori che poliziotti

Terni, atti vandalici davanti a chiesa | Servono più genitori che poliziotti

Un grppetto di adolescenti devasta colonnine di marmo davanti a Sant’Alò

Un sabato sera come tanti altri in città, ma non proprio come tutti, perché deve essere stato particolarmente ‘eccitante’ per un gruppetto di ragazzi che hanno deciso di trascorrere alcuni minuti della loro ‘notte brava’ sfasciando l’ingresso di una chiesa. Eh sì certo, qualche bicchiere in più, che non può e non deve essere attenuante e giustificazione per quanto accaduto questa notte davanti a Sant’Alò. È evidente che l’episodio di vandalismo, uno dei tanti che comunque si verificano in città nel weekend, nasconde un problema di fondo di più ampio respiro che non può essere ridotto a un semplice problema di mancanza di controlli in città.

Davvero sono necessari un poliziotto e una telecamera per ogni angolo della città per evitare che i nostri’ ragazzi si lascino andare ad atti di vandalismo? È questa la sicurezza della quale ha bisogno la città?

Sorprende come di tutta la vicenda, abbia fatto più scalpore il presunto mancato intervento delle forze dell’ordine che il fatto in sé. Presunto perché secondo quanto è stato possibile verificare, la Polizia è intervenuta con una volante nel luogo segnalato dal cittadino, quando lo stesso residente parlando telefonicamente all’operatore del 113 ha ‘smontato’ la gravità del fatto precedentemente denunciato.

Un atto vandalico può essere compiuto in pochi minuti e, a meno che una pattuglia di Polizia o Carabinieri si trovi proprio in zona, non sono certo le forze dell’ordine che possono evitarlo. Ovviamente fondamentale è il loro intervento per individuare i responsabili di questi raid a danno del patrimonio della città, fondamentale il ruolo istituzionale che hanno nelle campagne di sensibilizzazione, ma sull’educazione di questi ragazzi chi deve vigilare?

Forse ci si sentirebbe più sicuri se i genitori di questi giovani pensassero un po’ più all’educazione e al rispetto da insegnare ai propri figli, perché è evidente che la questione ha un risvolto sociale di grande rilevanza. Difficile immaginare cosa spinga un gruppo di una decina di ragazzi poco più che maggiorenni a frantumare colonnine di marmo situate all’ingresso di una chiesa.

Non si provi a giustificare tutto ciò con ‘la noia’, concetto di ben più nobile dignità letteraria. Forse ‘vuoto’ è un termine più appropriato, un vuoto da riempire così, con un gesto tanto semplice quanto insulso, forse una richiesta di attenzione.

Più che un poliziotto e una telecamera per ogni via della città, ci vorrebbe almeno un genitore per ogni famiglia; l’educazione, il rispetto, il senso civico, sono armi molto più efficaci per la prevenzione invece di lampeggianti e divise che dovrebbero essere impegnati in circostanze di ben altra natura piuttosto che correre dietro all’ineducazione dei nostri ragazzi.