Ricostruzione pesante, Errani “Ordinanza la settimana prossima” | Al lavoro sui danni indiretti

Ricostruzione pesante, Errani “Ordinanza la settimana prossima” | Al lavoro sui danni indiretti

Pronto il piano per la messa in sicurezza di 10 chiese in Umbria | Individuati i criteri per la ricostruzione dei beni culturali | Summit a Spoleto con Errani, Curcio, Mibact e Diocesi

L’ordinanza per la ricostruzione pesante dopo il terremoto del 2016 c’è ed è pronta, ma prima di essere pubblicata bisognerà aspettare probabilmente la fine della prossima settimana. Lo ha annunciato il commissario straordinario Vasco Errani oggi a Spoleto a margine di un incontro promosso con le Diocesi delle quattro regioni interessate dal sisma.

ricostruzione-vescovi-chiese-1Nella sala delle Stelle della Curia arcivescovile di Spoleto – Norcia, ospiti di monsignor Renato Boccardo, si sono infatti riuniti i rappresentanti delle Diocesi del Centro Italia alla presenza di Errani, del capo della protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e del segretario generale del ministero dei Beni e delle attività culturali Antonia Pasqua Recchia per fare il punto della situazione circa il recupero e la ricostruzione di chiese ed edifici di proprietà ecclesiastica. Presenti diversi Vescovi delle zone terremotate dell’Italia centrale, tra cui il cardinale arcivescovo di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli, il vescovo di Ascoli Piceno mons. Giovanni d’Ercole, il vescovo di Camerino-San Severino Marche mons. Francesco Giovanni Brugnaro, il vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, l’arcivescovo di Pescare-Penne mons. Tommaso Valentinetti.

Errani fa il punto su beni culturali e ricostruzione pesante

ricostruzione-vescovi-chiese-3“Abbiamo fatto il punto rispetto al processo in atto, sui puntellamenti e l’attività di messa in sicurezza, che possono fare sia le Diocesi sia i Comuni oltre alla Soprintendenza” ha spiegato Vasco Errani. “Si sta facendo un discreto lavoro, – ha aggiunto – abbiamo detto di accelerare ulteriormente. Abbiamo individuato un piano per una serie di chiese immediatamente riparabili (in Umbria sono una decina, di cui 3-4 nell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia, ndr) che è stato definito attraverso il comitato tra Soprintendenza, commissariato per la ricostruzione e Cei. Abbiamo individuato i criteri di fondo per la ricostruzione dei beni ecclesiastici, che poi è legata al piano della ricostruzione dei beni culturali complessivi, e le priorità attraverso cui realizzare gli interventi sui beni pubblici”. Prossimo appuntamento del comitato sui beni ecclesiastici, che si riunisce una volta al mese, sarà il 7 aprile a Camerino. 

“La nostra aspirazione – ha detto ancora il commissario straordinario per la ricostruzione – è quella di accelerare, ma bisogna tener conto dei problemi. Ad esempio si sta facendo un lavoro molto importante che riguarda i beni culturali mobili (quadri, opere d’arte), che vanno portati via dai luoghi dove si trovano, da sotto le macerie, e portati in luoghi idonei. Stiamo parlando di migliaia e migliaia di opere. Si sta facendo un gran lavoro anche con le Diocesi, con i Beni culturali, con i volontari delle associazioni”. In particolare sono circa 12mila i beni mobili recuperati da circa 300 chiese, ha spiegato il capo della Prociv Curcio.

Quanto all’ordinanza per  la ricostruzione pesante, di cui Errani durante la sua ultima visita a Spoleto aveva annunciato la pubblicazione a breve, “è pronta, ma abbiamo pensato insieme ai presidenti delle Regioni giustamente di fare un confronto anche nei Comitati istituzionali la prossima settimana, chiudendo giovedì della prossima settimana. Comunque siamo sostanzialmente alla conclusione di questo percorso”. Dopo il passaggio quindi con i vari organismi costituiti presso le Regioni, l’ordinanza finalmente dovrebbe essere pubblicata, consentendo l’avvio anche di questa ultima fase.

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Definiti criteri per le chiese, priorità a santuari e cofinanziamenti Cei

ricostruzione-vescovi-chiese-2La prima a prendere la parola nel corso dell’incontro a porte chiuse del pomeriggio è stato il direttore generale  del Mibact Antonia Pasqua Recchia: “Siete i rappresentanti – ha detto ai Vescovi e ai loro collaboratori negli uffici tecnici – di territori ricchissimi di storia i cui edifici crollati o lesionati vanno ricostruiti. Abbiamo fatto oltre 4000 sopralluoghi e tutta la verifica sta arrivando a conclusione e ciò consentirà di avere un quadro più chiaro della situazione”. Paolo Iannelli, soprintendente speciale unico per le zone dell’Italia centrale colpite dal terremoto, ha definito gli incontri come questo di Spoleto “occasioni stimolanti in cui siamo monitorati in quello che facciamo. Per la tutela dei beni culturali stiamo studiando dei criteri oggettivi, il più possibile trasparenti“. Qualche esempio: “Un santuario indipendentemente se è grande o piccolo, ricco o meno di affreschi è di alto valore simbolico ed ha quindi priorità; sono poi da privilegiare gli interventi dove c’è una compartecipazione alla spesa da parte della Conferenza Episcopale Italiana, della stessa Diocesi o di imprenditori, donatori ecc…”.

Il nodo delle macerie e dei progetti delle Soprintendenze

L’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche mons. Francesco Giovanni Brugnaro si è detto soddisfatto per i primi puntellamenti che consentono piano piano di rientrare a Camerino. “Il dramma – ha detto – sono i piccoli Comuni, il grande numero di chiese – oltre 70 nella mia Diocesi – completamente distrutte. Chiedo – ha detto ai rappresentanti delle istituzioni – come mettere al sicuro le macerie? Se non vanno recuperate, dove vanno? Chiediamo maggiore puntualizzazione e chiarezza per portare nei nostri territori tutto quanto di buono state facendo”. A mons. Brugnaro ha risposto la Pasqua Recchia, sottolineando come la Regione Marche è in ritardo, per vari problemi in via di definizione, nell’individuazione dei luoghi per sistemare le macerie. Ha ribadito con chiarezza  che “hanno un valore culturale e che quindi vanno messe in salvo. Le conserveremo – ha sottolineato – anche se non si dovessero ricostruire per qualsivoglia ragione (anche se noi del Ministero non contempliamo il non ricostruire) chiese o cappelle. Recuperare dalle macerie quanto più patrimonio possibile è un processo fondamentale per la ricostruzione”. L’arcivescovo di Pescara – Penne mons. Tommaso Valentinetti ha chiesto se nella ricostruzione le Diocesi devono sottostare alle progettazioni delle Soprintendenze. Ancora la Recchia: “Si vuole superare tutto questo e trovare professionalità nel mercato. Si sta lavorando per individuare progettisti, che ci sono già nei territori e nelle vostre organizzazioni, a cui si possono affidare incarichi tramite un bando pubblico. Non faremo affidamenti diretti. Per gli interventi inferiori ai 40mila euro, invece, può avvenire l’affidamento diretto da parte della Diocesi a professionisti idonei”. Mons. Carlo Bresciani, vescovo San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto ha chiesto che nelle priorità vengano inserite anche “quelle chiese terremotate che non hanno un valore storico-artistico – come ce ne sono molte nella mia Diocesi – ma che sono necessarie per la vita spirituale dei fedeli”.

Al lavoro per riconoscere il danno indiretto

Vasco Errani, commissario straordinario del Governo alla ricostruzione, ha detto ai Vescovi di gestire questa delicata fase con saggezza, “ma a voi – ha detto scherzando – non manca“. Poi, entrando nel concreto: “I puntellamenti fateli, sono nella norma e devono essere pagati. Se qualcuno vi blocca, segnalatemelo. Per le chiese che non sono beni culturali la messa in sicurezza spetta al sindaco per ragioni di incolumità e non lo può fare la proprietà. Dovremmo aver risolto definitivamente il tema del rapporto con i professionisti per i danni lievi, quindi si può procedere“. Ancora Errani: “Stiamo realizzando le prime 21 nuove scuole i cui cantieri partiranno a maggio-giugno; l’ordinanza per la riparazione o demolizione/ricostruzione delle imprese è operativa; entro la fine della settimana prossima ci dovrebbe essere l’ordinanza per le lesioni gravi alle abitazioni private. Certo – ha detto Errani – non esiste un impianto che possa rispondere a tutti i problemi, quindi correggeremo di volta in volta le ordinanze. Ci stiamo adoperando, poi, per dare risposte fiscali alle aziende, per attrarre investimenti; stiamo cercando una soluzione per i danni indiretti, soprattutto nel settore turistico-commerciale anche fuori dal cratere. Roma non risente dal punto di vista turistico del terremoto di Amatrice, ma Perugia, ad esempio, risente molto del terremoto di Norcia”.

Al termine dell’incontro l’arcivescovo di Spoleto – Norcia mons. Renato Boccardo ha ringraziato gli intervenuti, dicendo che “il senso di questi incontri mensili è quello di continuare la collaborazione tra le Diocesi, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e gli uffici del Commissario Errani in maniera che quanto è stato iniziato si possa approfondire e possa portare frutto. È stata confermata la volontà di lavorare insieme per risolvere i diversi problemi che di giorno in giorno si presentano. Stiamo seminando idee per la ricostruzione del nostro patrimonio storico-artistico e speriamo che germoglino e portino frutto in tempi brevi. Da questo incontro è scaturita l’idea di individuare una chiesa simbolo per ogni Diocesi da proporre come modello per la ricostruzione. Sarebbe bello – ha concluso il Presule – rimettere in piedi un monumento che diventi simbolo di speranza e di ripartenza. Per la mia Diocesi sarà sicuramente la basilica di San Benedetto a Norcia”.

(aggiornato alle ore 23.50)