Perugia 1416, “Così nasce una tradizione” | Intervista al regista Rodolfo Mantovani

Perugia 1416, “Così nasce una tradizione” | Intervista al regista Rodolfo Mantovani

La peculiarità dell’evento? “Unico caso in Italia di festa che guarda al territorio, dalla periferia al borgo” | “Nessuna imposizione, la festa si fa insieme” | Anticipazioni: un mercato in piazza Italia e nuovi punteggi ai giochi


Meno di tre mesi di lavoro per (ri)mettere mano alla prima festa cittadina di Perugia. Roldofo Mantovani, regista della seconda edizione di Perugia 1416, è stanco ma molto soddisfatto del lavoro fin qui svolto e alla richiesta di un’intervista a caldo a pochisimi giorni prima dell’evento non si è tirato indietro.

Qualche anticipazione

L’edizione targata 2017 sarà presentata giovedì primo giugno alla sala dei Notari ma noi qualche indiscrezioni dai corridoi di palazzo già l’abbiamo. Ad esempio, in piazza Italia, si svolgerà una mostra mercato. Il tema, neanche a dirlo, è quello medioevale e alcuni spazi saranno riservati ai prodotti delle zone terremotate di Norcia. Nei rioni, invece, si alterneranno attività ed eventi collaterali dedicati anche alle famiglie e ai bambini.  In tema di corteo storico, invece, tra le novità c’è quella di un rionale che commenterà la scena interpretata e il supporto della musica dal vivo.

L’inizio delle feste

Seduti ad un bar, con un Campari davanti, il regista di Perugia 1416 Rodolfo Mantovani spiega che, tempo fa, ha indagato su come sono iniziate le feste tradizionali. “Ho chiesto alle persone se all’inizio erano tutti d’accordo. “Assolutamente no” mi hanno risposto. E’ stato così a Bastia, ad Assisi, a Bevagna. Poi, quando la gente ha capito che ci si divertiva, è iniziato tutto. Ci vuole sempre qualcuno che comincia, altrimenti le cose non si fanno. L’allora sacerdote di Bastia Umbra don Luigi Topppetti quando gli dissero che in città una festa non c’era mai stata rispose “Le tradizioni si possono sempre creare”.


Perugia 1416, intervista al regista Rodolfo Mantovani “Un viaggio nella città che fu”


Fresco di assegnazione del ruolo di regista era pieno di entusiasmo. E’ ancora così?

Sì perché dai rioni è arrivata una spinta di energie pazzesca. Qualsiasi idea, qualsiasi scelta è diventata esecutiva solo dopo averla condivisa con il direttivo composto dall’Associazione Perugia 1416, il Comune e i cinque rioni. Ho studiato la storia di Perugia e di Braccio è queste nuove conoscenze mi hanno dato una marcia in più”. 

In Umbria ci sono tante rievocazioni storiche, ognuna con la propria caratteristica.  Qual è la peculiarità di Perugia 1416?

La grande peculiarità dell’evento cittadino è che va al di fuori dai rioni e guarda al territorio. In Italia è l’unico esempio di rievocazione storica di una festa cittadina e territoriale che guardo a tutta la città, dalla periferia al borgo“.

Come direttore artistico della manifestazione cittadina cosa ha fatto?

In questi tre mesi ho conosciuto i rioni e i rionali. Dopo gli incontri, abbiamo passato molto tempo insieme. Mi hanno chiesto consigli, avanzato proposte, scritto in privato per chiedermi cosa ne pensassi di un abito piuttosto che di un altro. Ho messo mano al punteggio delle sfide che la giuria valuterà. Ho cercato di far capire ai rionali che per fare una rievocazione storica non basta vestire abiti dell’epoca, bisogna studiare e documentarsi. Un lavoro, questo, fatto in poco tempo e che ha bruciato molte tappe.  Ciò che è stato modificato non è mai stata una imposizione. La festa si fa insieme“. 


Perugia 1416 c’è ma non si vede


Mercati rionali, attività per bambini, artisti di strada. La scelta su queste professionalità su cui è ricaduta?

Ovviamente ho cercato di coinvolgere le realtà turistiche del territorio a seconda della loro disponibilità. Così è stato, in molti hanno colto l’invito. Poi ho dovuto chiamare anche qualche professionalità da fuori, ad esempio per quanto riguarda i dimostratori nei mestieri. Non ci si improvvisa pescivendoli o fabbri”.


Pd, “Perugia 1416 asso pigliatutto della programmazione | Dal Comune 275mila euro”


Professionalità che hanno un costo. La somma messa a disposizione del Comune di Perugia (di fatto circa 75mila euro) si è rilevata sufficiente per la seconda edizione di Perugia 1416?

Rispetto a quello che ci vuole i soldi messi a disposizione del Comune di Perugia non sono molti, ma nessun Comune d’Italia investe così tanto in una rievocazione storica. Inoltre alcuni rioni si sono dati da fare per cercare sponsor”.

Secondo la nuova griglia per il conteggio dei punteggi delle prove, vincere la sfida del corto non assicurerà più la vittoria del palio. 

 “La griglia di valutazione prevede l’interpretazione, l’attinenza storica e la scenografia. Il tutto valutato da una giuria esperta e composta da 3 elementi. Il corteo, insomma non è la prova schiacciante della vittoria. Ho ragionato tutte le combinazioni secondo cui anche se tu vinci il corteo non è matematica la vittoria”.

Per questa edizione è stato diffuso un decalogo a chi partecipa come comparsa alla sfilata?

 “Ho solo ribadito di sorridere e di divertirsi. Nel momento in cui si fa parte del corteo storico che attraversa la città medievale in abiti storici bisogna sentirsi onorati di rappresentare la città, guardando con rispetto i palazzi che ci circondano“.

Il mandato da regista si conclude a giugno, a Palazzo della Penna si parla di riconferme del ruolo per l’edizione 2017?

Ho lavorato come regista sì, ma soprattutto come consigliere che ha messo la propria conoscenza a servizio della manifestazione. Se tutto va come deve andare non diranno che Rodolfo è bravo, ma che Perugia 1416 è bella. Sarà quel che sarà“.

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