Innocente in carcere, figli ritrattano “non ha abusato di noi” | Assolto dopo 14 anni

Innocente in carcere, figli ritrattano “non ha abusato di noi” | Assolto dopo 14 anni

Detenuto a Terni, la decisione della Corte d’Appello di Perugia. “Giustizia è fatta, è la fine di un incubo”

“Costretti da nostra madre a mentire”. Dopo anni i figli ritrattano le più infamanti delle accuse e un padre, condannato ad 11 anni di carcere, viene assolto nella revisione del processo. L’uomo sarà scarcerato già oggi dal carcere di Terni, dopo essere stato rinchiuso sulla base di bugie.

Una vicenda che inizia tra la Sardegna e Brescia, ma trova il suo atteso finale a Perugia.  Saverio De Sario, sardo emigrato in Lombardia, era stato condannato in via definitiva a 11 anni di carcere per abusi sessuali sui figli che però a distanza di anni hanno ritrattato la loro versione spiegando di essere stati costretti dalla madre a mentire.

I fatti contestati risalgono al 2003. Quando i figli dell’uomo hanno 7 e 10 anni De Sario e la moglie affrontano una difficile separazione. In quel contesto scattano le accuse e parte un processo al tribunale di Oristano nel quale sono proprio le dichiarazioni dei minori a pesare come macigni. I due ragazzini raccontarono di essere stati abusati dal padre. La condanna a 10 anni è diventata definitiva nel 2015 , quando l’uomo è finito nel carcere sassarese di Bancali e attualmente si trovava in quello di Terni. Alle 15.45, poche ore dopo la sentenza, l’uomo ha lasciato la cella ed è tornato libero. Perchè due anni fa i figli avevano ritrattato, sostenendo di aver fornito quella versione per assecondare la madre.

Una verità diversa, secondo quanto ricostruito in seguito dall’avvocato Massimiliano Battagliola difensore dell’imputato, era stata già raccontata in un memoriale che il figlio maggiore aveva scritto già qualche anno fa ma che evidentemente non era stata presa in considerazione. Il legale ha quindi lavorato al corposo dossier che ha portato alla revisione del processo, come cardine proprio il memoriale che il maggiore dei due figli ha consegnato sei anni fa ai suoi educatori e mai finito tra gli atti del processo.

La ritrattazione e il memoriale hanno quindi riscritto una storia che si stava chiudendo con un futuro dietro le sbarre per un uomo, oggi 48enne, che non aveva commesso il crimine del quale era stato accusato. “Giustizia è stata fatta – il commento dei parenti alla lettura della sentenza della Corte d’Appello di Perugia -. La verità trionfa sempre, non bisogna mai abbandonare le speranze”. “Non ci speravamo più, dopo 17 anni siamo riusciti a far emergere la verità” ha commentato oggi il figlio Gabriele dopo la lettura della sentenza. A confermare l’innocenza dell’uomo sono state anche le consulenze mediche e ginecologiche chieste dall’avvocato Battagliola, che hanno dato risultati diversi da quelli raccolti nel primo processo.

Il legale e il suo assistito valuteranno una istanza di risarcimento per l’errore giudiziario e i tre anni trascorsi in carcere ingiustamente.