Gesenu, oggi le difese davanti al Riesame | Dopo i dissequestri molti rinunciano

Gesenu, oggi le difese davanti al Riesame | Dopo i dissequestri molti rinunciano

Gli avvocati della società potranno chiedere di vedersi sbloccati i 25 milioni ritenuti frutto di guadagni illeciti


L’appuntamento dinanzi ai giudici del tribunale del Riesame per gli avvocati di Gesenu e di alcuni tra i dirigenti indagati nella maxi inchiesta ‘Spazzatura d’oro connection’ è per oggi pomeriggio alle 15. Anche se erano stati in molti, praticamente tutti gli indagati ad aver subito sequestri di beni e conti, a fare ricorso al tribunale delle libertà tramite i loro legali, alcuni di questi, visto il provvedimento del sostituto procuratore Valentina Manuali, rinuncerà e chiedere qualcosa che è stato già ottenuto.

I dissequestri. Si perché, secondo quanto emerso dagli atti depositati dalla procura in vista dell’udienza dinanzi al Riesame, il pm Valentina Manuali aveva disposto il dissequestro di quei beni ‘congelati’ dei dirigenti indagati che sarebbero stati aggrediti solo in caso di incapienza di Tsa e Gesenu. Come era stato spiegato in un’informativa della guardia di finanza del 15 dicembre scorso, nelle società erano stati reperiti soldi e beni a sufficienza per arrivare a completare quanto indicato dal gip Alberto Avenoso come guadagnato in maniera fraudolenta e quindi, case, terreni e conti bloccati a Luca Rotondi, Roberto Damiano, Giuliano Cecili e Luciano Sisani potevano essere dissequestrati. Non solo, il due gennaio scorso, dopo che sempre il tribunale del Riesame aveva annullato per l’ex direttore generale di Gesenu l’accusa di frode, il magistrato aveva anche disposto la restituzione di quei beni che a Sassaroli erano stati bloccati.

Chi discute e chi no. A questo punto, l’avvocato Ubaldo Minelli, che difende Giuliano Cecili dovrebbe rinunciare a discutere, così come il professor David Brunelli per la posizione di Roberto Damiano. Sono invece propensi a discutere ugualmente l’avvocato Giovanni Corbucci per il suo assistito, Luciano Sisani, perché ha ancora circa 270mila euro in sequestro e l’avvocato Nicola di Mario per Luca Rotondi. In questo caso, nonostante a Rotondi sia stato dissequestrato tutto, il legale vuole dimostrare che non sussiste l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Certamente proporranno la loro lettura delle cose gli avvocati Francesco Falcinelli e Dario Buzzelli negli interessi di Gesenu, dai cui conti sono stati sequestrati circa 20 milioni di euro.

L’inchiesta. La maxi inchiesta che conta fino ad ora 15 indagati nel primo filone e qualcuno già iscritto nel secondo riguardante le eventuali connivenze che avrebbero permesso agli indagati di gestire un traffico illecito di rifiuti, aveva portato nell’ottobre del 2015 a perquisizioni ed acquisizioni. Secondo la direzione distrettuale antimafia di Perugia, tra Ponte Rio, Pietramelina e Borgogiglione i rifiuti venivano smaltiti in maniera illecita per risparmiare – e quindi guadagnare – sul costo reale. Questa lettura dei fatti, completamente respinta dagli indagati, ha portato però il gip Alberto Avenoso ad emettere una corposa ordinanza di custodia cautelare e ad ordinare il sequestro di circa 25 milioni di euro. Che i legali adesso cercheranno di far riavere indietro ai loro clienti.

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