Agnelli alimentati con gli scarti della birra sono più buoni, premio a studente Unipg

Agnelli alimentati con gli scarti della birra sono più buoni, premio a studente Unipg

Antonio Germinara ha vinto il premio Assalzoo 2017 con la tesi sulle carni di agnelli alimentati con razioni contenenti sottoprodotti della lavorazione della birra


Gli agnelli alimentati con gli scarti della lavorazione della birra sono più buoni da mangiare. Lo ha dimostrato la tesi di uno studente dell’Università di Perugia, che per questo ha ricevuto un importante premio.

Antonio Germinara, Dottore magistrale del Corso di Laurea in Scienze Zootecniche (Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali) ha vinto il Premio ASSALZOO (Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici) edizione 2017, il riconoscimento destinato a giovani laureati magistrali e dottori di ricerca che, con un loro elaborato, abbiano portato un effettivo contributo alla nutrizione animale e/o alla mangimistica.

Il dottor Germinara ha concorso con la tesi Magistrale “Consumer test su carni di agnelli appenninici alimentati con razioni contenenti sottoprodotti della lavorazione della birra”, lavoro svolto nell’ambito del PRIN 2014-15. Coordinatori i professori Paolo Fantozzi e Giuseppe Perretti; relatore della tesi il professor Luciano Morbidini, dell’Unità di Ricerca in Scienze Zootecniche.

Questo premio – rimarca l’Università – è un’ulteriore dimostrazione dell’intenso lavoro scientifico e didattico dell’Università degli Studi di Perugia e di valorizzazione dell’impegno dei suoi giovani ricercatori. L’elaborato del dottor Germinara riguarda un consumer test (svolto presso L’Università dei Sapori dell’Umbria) su carni di agnelli appenninici alimentati con razioni contenenti trebbie di birra come fonte di polifenoli, a forte potere antiossidante.

Le informazioni raccolte riguardano, principalmente, la valutazione di alcune caratteristiche sensoriali della carne di agnelli appenninici alimentati con 3 diete differenti (controllo, Lino e Trebbie più lino), e quale effetto possa avere, sui potenziali consumatori, l’informazione sull’utilizzo delle trebbie di birra relativa alla qualità delle carni consumate.

I dati così ottenuti hanno permesso di riscontrare che alcuni parametri sensoriali possono essere valutati in maniera sensibile anche da consumatori non addestrati. In secondo luogo, è stato verificato che l’uso oculato delle Trebbie di Birra non deprime, ma addirittura potenzia le caratteristiche sensoriali della carne, che ha avuto gradimenti superiori rispetto a quelli dell’agnello pesante tradizionale.

Lo studio, inoltre, ha evidenziato la grande influenza dell’informazione riguardo alle tecniche di allevamento e, nel nostro caso, l’alimentazione sull’apprezzamento di un prodotto. E’ stato riscontrato come l’uso di alimenti non tradizionali, ma ritenuti di qualità, forniscano un valore aggiunto, potenziando l’immagine di un prodotto come la carne, che ha avuto, negli ultimi periodi, una ‘cattiva stampa’.

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