UNA PROPOSTA DI LEGGE PER PRESERVARE LE AREE DI RACCOLTA DEL TARTUFO - Tuttoggi.info

UNA PROPOSTA DI LEGGE PER PRESERVARE LE AREE DI RACCOLTA DEL TARTUFO

Redazione

UNA PROPOSTA DI LEGGE PER PRESERVARE LE AREE DI RACCOLTA DEL TARTUFO

Ven, 18/02/2011 - 15:45

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Una nuova stagione di tutela e di studio per il prezioso nero di Norcia e di Spoleto (tuber melanosporum) è al centro di una proposta di legge del capogruppo del Psi Massimo Buconi, presentata in occasione della 48 Mostra mercato Nazionale del tartufo nero pregiato di Norcia. La proposta, nata da alcune valutazioni storiche sui dati di raccolta del tartufo (attraverso i cavatori professionisti), consiste in una modifica del quadro normativo regionale, andando a modificare le modalità di utilizzo delle aree di raccolta e assegnando una maggiore tutela al tartufo nero più esposto a danni da parte dei cavatori scorretti che possono essere smascherati e individuati effettuando controlli alle ditte acquirenti per stroncare la compravendita di tartufi immaturi.

Secondo Buconi, “è noto che le tartufaie spariscono se l'opera delluomo o azioni ad essa collegate, ad esempio l'esercizio del pascolo caprino, non assicurano le giuste condizioni ambientali. In passato le produzioni di tartufo erano notevoli: da un carteggio del professor Francolini -docente universitario a Perugia- emerge come alla fine dell'800 nel mercato di Spoleto si sono venduti 30mila chili di tartufi. Nella prima decade del '900 la produzione gi rallentava a quota 25mila. Ad oggi le produzioni sono di gran lunga inferiori: decremento del 60 per cento delle tartufaie nella dorsale appenninica Spoleto-Trevi e del 70 per cento nella media e alta Valnerina. In base a questo quadro serve una stagione di tutela perché il tartufo rappresenta la grande ricchezza, sotto forma anche di turismo enogastronomico, dell'Umbria e in particolare dei piccoli e medi comuni montani.

Un ruolo importante per la ricostruzione e rinascita di tartufaie viene svolto proprio dal pascolo allo stato brado o semi-brado che permette di far circolare in più territori le spore del tubero nero.

Tra le modifiche della normativa prevista da Buconi ci sono degli incentivi alle aziende, e in particolare ai giovani, che intendono avviare attività di allevamento di bestiame allo stato semibrado nelle aree a vocazione tartuficola e la revisione della disciplina di pascolo caprino nelle aree sempre vocate. Sono previsti poi degli incentivi adeguati per impiantare tartuficoli razionali nelle aree ad alta vocazione e per le specie di tartufo sperimentate con esito soddisfacente.

La proposta di Buconi per la preservare le aree per la raccolta di tartufo passa poi per un piano “di contenimento” contro la presenza di cinghiali ritenuta eccessiva, attraverso un “meccanismo venatorio più appropriato e controllato”. Infine Buconi propone una normativa per regolare l'esercizio del pascolo nei boschi e nei pascoli erborati in particolare quello caprino.

La proposta vorrebbe poi eliminare il limite di 3 ettari nella concessione delle tartufaie controllate dei tartufi neri, perché queste tartufaie spariscono se l'opera dell'uomo o un'attività ad essa collegata non assicurano la giusta condizione ambientale ed eliminare le difficoltà ad eseguire le cure colturali nelle tartufaie dei siti ove vigono alcuni vincoli ambientali.


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