Tesseramento Pd, Spoleto ora dà fastidio Renziani vincono ma finiscono congelati

Tesseramento Pd, Spoleto ora dà fastidio Renziani vincono ma finiscono congelati

Sgambetti e ricorsi per lo scranno della segreteria | Nuovi iscritti non voteranno per provinciale | Erbaioli, Lisci e Mazzoni “assolti” | Oggi Cardini presenta candidatura

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Spoleto ora dà fastidio al piddì umbro. La fine della campagna per il tesseramento 2017 ha registrato una impennata nel numero dei nuovi iscritti che da più parti, anziché essere esaltata, viene addirittura mal digerita. Schizofrenia della politica. Specie quando i cambiamenti rischiano di compromettere i giochi di potere e relative poltrone. E la città del festival, tenuta fin qui in naftalina per farne terreno da spartire altrove, ora rischia di scombussolare più un asset. Ma andiamo con ordine.

Record tesseramento

Che il tesseramento potesse registrare un segno +, lo si era facilmente intuito  dall’approccio a dir poco dinamico con cui i sostenitori di Matteo Cardini (con in testa il consigliere comunale Stefano Lisci) hanno fatto la loro campagna elettorale.

Una ulteriore conferma era venuta dai recenti affondi portati dal segretario Montini e dal trio consiliare Martellini – Rossi – Zampa che in diversi e, a volte disperati modi hanno cercato di ostacolare la scalata degli avversari. Anche mandando di fronte ai Garanti i colleghi consiglieri Erbaioli, Lisci e la segretaria della sezione Centro, Rosanna Mazzoni.

Ma il culmine dello scontro, a sentire i bene informati, si è verificato intorno alla mezzanotte di lunedì scorso quando Claudio Montini e Renzo Berti hanno depositato alla Commissione provinciale 304 tessere di elettori che si riconoscono nella corrente che fa capo al deputato Bocci.

Corrente composta essenzialmente di ex margheritini ma anche di alcuni ex diesse (come Roberto Loretoni e Francesco Passeri). Ma torniamo a Montini. Per lui e i suoi accompagnatori, presente quale loro ‘garante’ Dante Andrea Rossi, deve essere stata a dir poco una sorpresa scoprire che Cardini & Co., qualche ora prima di tessere ne avevano depositate 501, mettendo così un sigillo virtuale sul prossimo congresso comunale. Che, se sommate agli oltre 300 iscritti 2016 che possono ancora iscriversi, portano il piddì spoletino a oltre 1200 iscritti. Boom! Pensare che nel 2016 il Pd a Spoleto non arrivava a quota 500.

La corsa ai ripari è partita, anche se con qualche colpo maldestro. Tra richieste e controrichieste di annullamento di tutte le schede e addirittura chi, come il duo Loretoni – Passeri, ha invitato i vertici perugini a commissariare il Partito spoletino. Ottenerlo per la seconda volta in un anno sarebbe stato da Guinness dei primati.

La Commissione provinciale, presieduta dal bocciano Manini, per la verità dei controlli a campione li ha fatti non riscontrando particolari anomalie. E quindi avrebbe anche potuto confermare in blocco il tesseramento. Ma nel frattempo a livello provinciale e regionale è cresciuto un certo malumore: Spoleto non sembra più quella terra sfortunata da lasciare ad ogni conquistadores, una Cenerentola più sfigata della versione disneyana perché destinata a non incontrare mai il principe azzurro.

Il colpo di genio

Così i vertici hanno pensato ad un colpo da maestro. “Cos’è il genio?” chiedeva il Conte Mascetti in Amici miei, rispondendo “è fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione”.

Qualità che non sembrano far difetto ai democratici. Così è stata partorita la supercazzola; dopo tre rinvii e svariati test alla ricerca del male minore, la decisione per “Spoleto la birichina” è arrivata: i nuovi iscritti non potranno votare per il Congresso provinciale che si terrà quindi dal 12 al 22 ottobre solo per i tesserati 2016. Il congresso comunale invece, da concludersi entro il 23 novembre, si aprirà solo dopo che saranno verificate le tessere una ad una. Olè.

Accordo “Cardini”

Di fatto il tesseramento 2017, ma forse ancor più sgambetti e veleni interni, hanno dato vita ad un vero e proprio movimento che racchiude renziani, ex diesse e margherita che intorno al candidato segretario Matteo Cardini (oggi la presentazione) hanno trovato un accordo. Un patto fin troppo semplice e lineare, in linea con quello che la città attende da decenni: mai più senza rappresentanti nelle istituzioni di vertice. “E li sceglieremo tutti insieme” assicura con fare simil grillino Stefano Lisci, vero trionfatore di questo tesseramento . Se l’accordo reggerà sarà solo il tempo a dirlo.

Il primo test sarà proprio tra pochi giorni, con le elezioni per la segreteria provinciale dove Spoleto è chiamata ad eleggere 5 rappresentanti. Chiaro che il “congelamento” imposto per i nuovi iscritti avrà il risultato di evitare ogni tipo di scossone. In corsa c’è Leonardo Miccioni, su cui c’è l’intesa raggiunta da Marini – Giulietti – Leonelli – Bocci, e l’out sider Luca Barilari, in quota all’onorevole Ascani e al consigliere Guasticchi, renziani della prima ora.


“GIALLO” SU CONVOCAZIONE (CON SORPRESA) PER 3 RENZIANI


“Assolti”

Intanto proprio in queste ore si apprende che la Commissione di Garanzia spoletina ha “assolto per non aver commesso il fatto” i due consiglieri comunali Erbaioli e Lisci e la segretaria Mazzoni. Determinante non solo la produzione di atti che hanno sconfessato le accuse che venivano loro mosse da Montini & Co. ma, per i primi due, anche la testimonianza del consigliere Massimiliano Capitani che ha confermato come il comportamento dei due colleghi in Aula sia stato sempre corretto e in linea con le indicazioni ricevute dal Gruppo. Caso chiuso. Non la partita. Ancora tutta da giocare. A suon di tessere e preferenze.

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