Pd, giallo su convocazione (con sorpresa) dei 3 renziani

Pd, giallo su convocazione (con sorpresa) dei 3 renziani

Su Facebook “suicidio politico” | Il testo della convocazione | Capogruppo Rossi “attendo di conoscere gli atti”

Giallo sulla convocazione da parte della Commissione di Garanzia del piddì spoletino dei tre rappresentanti in quota all’area del segretario Matteo Renzi: i consiglieri comunali Carla Erbaioli e Stefano Lisci e la segretaria di Spoleto Centro, Rosanna Mazzoni.

Un giallo con sorpresa, vista la modalità con cui i tre ieri mattina, lunedì 7 agosto, sono stati convocati.

Ma andiamo con ordine, cercando di ricostruire le ultime ore che per il Pd festivaliero devono essere state a dir poco infuocate.

Tuttoggi, nell’edizione di ieri mattina – 7 agosto – , aveva anticipato la notizia, confermata dal segretario comunale Claudio Montini, del deferimento dei tre ai Garanti.


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Neanche la convocazione aiuta a capirne di più. Tuttoggi ha avuto accesso alla mail spedita dal presidente dei Garanti Francesco Santirosi, un’oretta dopo la pubblicazione del nostro articolo. Leggiamo: “Ai sensi del Regolamento nazionale, a seguito di convocazione formale  del Segretario comunale del Pd Spoleto dott. Claudio Montini, di cui verrà fornita copia in sede di audizione, si convoca la S.L. (testuale, n.d.r.) presso la sede comunale del Partito democratico. La Commissione di Garanzia”.

Alla faccia della “Garanzia”. Insomma, stando alle carte, i tre conosceranno le contestazioni mosse loro solo nel corso della “audizione”. Una convocazione con sorpresa, appunto. Da far impallidire il Codice penale e pure quello di Procedura, che solitamente prevede che pure gli indagati conoscano l’oggetto delle indagini.


Le reazioni

La notizia anticipata su queste colonne ha infiammato anche i social netowrk. Su Facebook, per fare un esempio, il renziano Michael Surace scrive che il “3 dirigenti TUTTI RENZIANI guarda caso deferiti ai garanti?! Ma stiamo scherzando?!!….Il Pd di Spoleto deve rinnovarsi se vuole uscire da questi continui atti di suicidio politico dettato dai personalismi”. Ma nel suo post Surace denuncia qualcosa che finora era rimasto sconosciuto: questo deferimento “è peggiore della mossa di trasferire un centinaio di tesserati alla vigilia degli ultimi congressi con criteri quanto meno discutibili (e su cui è stato presentato un ricorso ai garanti regionali)…”. Poi la solidarietà a Lisci, Erbaioli e Mazzoni.

Nessun commento dal capogruppo Pd Dante Andrea Rossi, che vede sotto accusa due colleghi di Consiglio comunale: “Non conosco la situazione, tanto meno il documento del segretario Montini. Come gruppo non ho alcuna comunicazione ufficiale, non escludo quindi che possano sentire anche noi” dice al telefono con Tuttoggi “appena verrò messo a conoscenza, vedrò il da farsi”.


I precedenti

A Spoleto non si ricordano molti precedenti di dirigenti inviati alla Commissione di garanzia. E sì che di guai il Partito democratico spoletino, nella sua pur breve storia, ne ha registrati. Dal ‘buco di bilancio’ delle casse, che sta rischiando di mandare in malora almeno un paio di aziende del territorio, ai comportamenti di certi consiglieri che, a loro comodo, entrano ed escono dal piddì con la stessa disinvoltura con cui si aprirebbe un garage. Cosa avrà convinto il piddì a procedere contro i 3? Cosa mai avranno fatto? Il giallo continua. Destinato a rimanere tale, almeno per altre 48 ore, quando Erbaioli, Lisci e Mazzoni conosceranno le contestazioni mosse loro dal segretario Montini. O da chi per lui.

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