Terremoto, turismo in Umbria peggio del post '97 | Bankit, "crollano" le città d'arte - Tuttoggi

Terremoto, turismo in Umbria peggio del post ’97 | Bankit, “crollano” le città d’arte

Redazione

Terremoto, turismo in Umbria peggio del post ’97 | Bankit, “crollano” le città d’arte

A Londra, il vicepresidente Paparelli lancia l'offerta "Cammini" e "Wedding" | La Presidente Marini, "priorità rimettere in moto sistema economico Valnerina"
Mer, 09/11/2016 - 21:26

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di Alessia Chiriatti e Carlo Ceraso

Brutte notizie per il turismo in Umbria, dopo il terremoto Valnerina del 30 ottobre. E con il turismo rischia di ottenere segnali negativi anche l’intero comparto economico della zona. Sebbene sia ancora troppo prematuro avere dati dettagliati a 360 gradi, l’impressione, parola di Banca d’Italia, è che la battuta d’arresto ci sia, eccome. “Lavoriamo a stretto contatto con la Regione Umbria – hanno detto questa mattina in conferenza stampa i vertici di Bankit Perugia – per comprendere le tendenze economiche nella nostra regione dopo il terremoto. Per ora è possibile fare un’analisi sul breve periodo, mentre per parlare sul medio-lungo periodo è necessario aspettare che passi la fase dell’emergenza, che stimiamo duri un anno“, hanno precisato.

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londra paparelli turismoMa andiamo per gradi e per settori. Il crollo nel settore del turismo diventa lampante, come in diversi avevano purtroppo previsto e paventato, se si analizzano i dati pre e post terremoto. Secondo l’analisi provvisoria della Regione Umbria, nei primi otto mesi del 2016 (e dunque prima del terremoto che colpito principalmente Amatrice) si era intensificata la ripresa del movimento turistico. Gli arrivi e le presenze sono cresciuti del 6,1% e del 5,2%, rispettivamente. Tale aumento ha interessato principalmente i visitatori italiani (7,9% contro l’1,% degli stranieri) ed è stato più marcato per gli alberghi (6,2% contro 4,2% gli altri esercizi e strutture ricettive). L’andamento migliore è stato registrato nelle città d’arte, in particolare nei comprensori di Gubbio e Spoleto (18,6% e 12,5% rispettivamente). E’ invece a partire dall’ultima settimana di agosto che gli operatori hanno segnalato diffusi effetti negativi sull’attività ricettiva riconducibili proprio agli eventi sismici che hanno interessato la fascia appenninica. Banca d’Italia parla di una performance negativa per il turismo di -18,8%, e del -80% per il comprensorio della Valnerina, dove appunto si trova anche Norcia.

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Il dato vero, e più allarmante, è che a crollare in termini di afflusso turistico sono proprio le città d’arte, di cui l’Umbria è costellata, e dunque non solo gli arrivi di visitatori in Valnerina, colpita direttamente e in maniera drammatica dall’ultimo terremoto del 30 ottobre. Anche nella zona di Gubbio e di Città di Castello, dove il turismo, in particolare dall’Olanda, è consolidato, sono già state annullate le prenotazioni per la prossima estate, con i turisti che rinunciano anche alla caparra.

E ci sarebbe da aggiungere a quale turismo l’Umbria voglia essere votata se, quando si parla di tutela del patrimonio artistico-culturale, ci si potrebbe chiedere quanto è stato fatto per salvaguardare le sue bellezze (prova ne è il crollo delle chiese e delle basiliche di Norcia) a fronte della sequenza sismica che ha preceduto il “main-shock” del 30 ottobre. “E’ ancora presto per fare un’analisi dettagliata“, ci dicono dai vertici di Banca d’Italia a Perugia, “ma bisogna ricordare che proprio le città d’arte avevano avuto un exploit nel 2016, riuscendo a superare i dati pre-crisi del 2008″.

Tutti elementi che pesano ancora di più se si pensa che l’Umbria ha il precedente del terremoto del 1997: “in quel caso non ci fu un calo così accentuato nelle città d’arte, il cui turismo invece resse”, precisano da Banca d’Italia. “Le previsioni per i prossimi mesi, inoltre, non sono rosee, dato che ci aspettiamo ulteriori cali. E’ probabile che a fine anno si raggiunga una stabilità”.

A fornire un quadro completo, sono anche i dati che ci arrivano dal traffico dello scalo aeroportuale regionale, in incoming e outcoming: il San Francesco di Assisi ha infatti sofferto di un’ulteriore battuta d’arresto, slegata questa volta dagli eventi sismici. A pesare è la cancellazione di alcuni collegamenti con località italiane ed estere, effettuate primariamente dalla compagnia irlandese Ryanair, con la quale la Regione Umbria sta in questi mesi cercando di approntare un quadro di offerta economica per fornire nuove rotte, in particolare verso l’est Europa. Sulla base dei dati di Assaeroporti, nei primi tre trimestri del 2016 il numero di passeggeri è calato del 23,6% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

londra turismo paparelliLa Regione Umbria, dal canto suo, prova a invertire la rotta, anche con la visita del vicepresidente Fabio Paparelli al World Travel Market di Londra, uno degli appuntamenti mondiali più importanti per gli operatori del turismo, forte dei suoi 50mila partecipanti provenienti da 182 Paesi e degli oltre 100 mila visitatori. “L’Umbria vuole rialzarsi e ripartire anche sotto il profilo turistico”, ha detto Paparelli, puntando sui due nuovi “prodotti” dei “Cammini” e del “Wedding“. “L’Umbria vuole ripartire dallo scorso 24 agosto che aveva fermato le lancette del turismo ad un +10% di arrivi e presenze, a testimonianza di un piccolo boom turistico, con una crescita doppia a quella del paese. Ci stanno arrivando segnali di vicinanza da tutto il mondo” ha detto Paperelli, senza nascondere il “dolore nel cuore“.

Ieri, 8 novembre, allo stand Enit, si sono così accesi i riflettori sul progetto interregionale “In.Itinere” che vede la Regione Umbria capofila per le regioni del centro Italia e protagonista indiscussa con i Cammini di San Francesco, della Via Lauretana e dei Protomartiri, con la speranza di ripristinare quanto prima quello di San Benedetto. L’Umbria è stata poi ancora protagonista grazie a un altro appuntamento promozionale, organizzato in collaborazione con la Toscana, durante il quale le due Regioni hanno illustrato la propria offerta “wedding”. L’Umbria si è presentata quale “destinazione ideale per condividere momenti romantici indimenticabili, immersi in un paesaggio ricco di cultura arte e spiritualità”, presentando la guida Love me in Umbria realizzata dalla Regione al fine di valorizzare gli aspetti più “poetici” del territorio. l’assessore Paparelli ha infine presenziato anche all’incontro con giornalisti e tour operator inglesi presso il Merylebone Hotel. “E’ stata una Ottima occasione per comunicare la fruibilità del territorio e delle strutture ricettive in seguito al sisma che ha colpito solo una piccola parte dell’Umbria- Marche-Lazio”.

Ma la Valnerina non è solo turismo: è anche agroalimentare, zootecnia, industria della trasformazione. Come detto, per Banca d’Italia è ancora prematuro calcolare la performance economica che questi settori raggiungeranno dopo il terremoto. “Il colpo è stato pesante. Ci si aspetta anche un segno negativo per l’occupazione“, dicono da Piazza Italia.

Dopo la fase emergenziale, ci sarà quella della ricostruzione, per la quale ci si aspetta un miglioramento della performance anche nel settore dell’edilizia, che soffre invece da tempo di una crisi congiunturale. “Se guardiamo alla fase post terremoto del ’97, la ripresa è stata buona, con una ricostruzione durata circa 7/8 anni. Ma non abbiamo ancora gli elementi per sapere se il trend si ripeterà anche in questo caso”.

La Regione Umbria,ripresa econommia marini-0002 intanto, si lavora per “riprogrammare” le risorse comunitarie dell’attuale programmazione al fine di reperire ulteriori risorse da indirizzare verso le aree colpite dal terremoto. “Rimettere in moto il sistema economico della Valnerina il più presto possibile e le norme contenute dai decreti varati dal Governo, e le prime misure adottate dalla Regione Umbria, consentono questa opportunità che deve rappresentare per tutti una priorità”.

È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, introducendo l’incontro, tenutosi questa mattina al Centro regionale di protezione civile a Foligno, per discutere delle problematiche delle imprese, delle attività produttive e del lavoro connesse agli eventi sismici che hanno colpito l’Umbria e le altre regioni del centro Italia. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle organizzazioni delle imprese, sindacali e alcuni sindaci. “La Regione Umbria – ha detto – istituirà uno specifico ‘sportello’ per le imprese e ogni altro soggetto economico nella stessa città di Norcia, per essere ancor più vicina alla comunità ed assistere al meglio tutti i soggetti interessati”. Per la presidente “far ripartire l’economia significa far ripartire la vita sociale e comunitaria di questo territorio per evitare, in ogni modo, il suo spopolamento. E per questo è anche indispensabile intervenire sulla rete viaria, anch’essa compromessa duramente dal terremoto”.

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Nel corso della riunione è stato posto anche il problema del turismo che sta subendo un durissimo colpo, anche in aree non direttamente coinvolte dagli eventi sismici: “per questo settore – ha spiegato la presidente – dobbiamo prevedere misure che agiscano su due fronti paralleli: quello dei danni diretti alle strutture ricettive e della ristorazione in Valnerina, e quello dell’intero comparto turistico-alberghiero di tutta la regione”. I diversi rappresentanti delle associazioni ed organizzazioni presenti all’incontro hanno sollecitato la presidente Marini affinché si prosegua il confronto avviato e lo si renda – almeno per il prossimo futuro – costante, al fine di poter condividere quanto più possibile le azioni per il rilancio dell’economia della Valnerina e di tutta l’Umbria.

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