TERREMOTO POPOLARE SPOLETO, BANKITALIA CONFERMA “FUORI ANTONINI”. GUARDIA FINANZA BOLOGNA A PALAZZO PIANCIANI PER INCHIESTA RIMINI YACHT - Tuttoggi.info

TERREMOTO POPOLARE SPOLETO, BANKITALIA CONFERMA “FUORI ANTONINI”. GUARDIA FINANZA BOLOGNA A PALAZZO PIANCIANI PER INCHIESTA RIMINI YACHT

Redazione

TERREMOTO POPOLARE SPOLETO, BANKITALIA CONFERMA “FUORI ANTONINI”. GUARDIA FINANZA BOLOGNA A PALAZZO PIANCIANI PER INCHIESTA RIMINI YACHT

Mar, 08/02/2011 - 23:36

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di Carlo Ceraso

La Banca d’Italia non sembra affatto disposta a prendere ‘schiaffi’ dal Cda della Banca Popolare di Spoleto e ribadisce senza mezzi termini che serve un cambio ai vertici dell’istituto di credito a cominciare dal presidente Giovanni Antonini. E’ quanto trapela dall’incontro tenutosi stamani presso la sede provinciale dell’Authority di Piazza Italia a Perugia.

Il colloquio a Bankitalia – All’appuntamento, fissato per le 12, si sono presentati puntuali i 9 consiglieri rimasti nel Cda (dopo le dimissioni di Giorgio Raggi in quota alla Coop Centro Italia e ai 4 consiglieri del Mps). L’incontro, al quale ha preso parte anche un alto funzionario inviato dalla direzione generale di Palazzo Koch, è stato per così dire ‘tecnico’. Il dirigente avrebbe in pratica ribadito quando già scritto nella lettera a firma del d.g. Fabrizio Saccomanni, ovvero che le dimissioni di Antonini e del vice presidente vicario Bellingacci “sono ineludibili”. I consiglieri, a cominciare dalla presidenza, avrebbero tentato un approccio più dialettico, ma i funzionari di Bankitalia sono rimasti impassibili attenendosi alla relazione trasmessa due settimane orsono e che ha di fatto innescato il terremoto. Sembra anche che Bankitalia, ma su questo non vi cono conferme ufficiali, avrebbe chiesto spiegazioni sulla ‘temporanea sospensione’ del d.g. Pallini, il cui operato non è stato mai messo in discussione dagli ispettori.

L'intervento di Antonini – Per la prima volta da 10 giorni Antonini ha parlato alla stampa, o meglio all’Ansa, prima di entrare negli uffici di Perugia: “voglio mandare un messaggio chiaro agli umbri, la Bps è in ottima salute. Siamo sereni e chiariremo la nostra situazione annunciando il nuovo piano industriale”. Tono decisamente diverso all’uscita da Bankitalia quando è invece tornato a ipotizzare “un attacco alla autonomia della banca. Dobbiamo combattere per difendere l’ultima realtà bancaria dell’Umbria”. Dichiarazioni pesanti che sembrano voler spostare l’attenzione del grande pubblico (oltre che quella dei soci e correntisti). Perchè, è ormai acclarato, anche ipotizzando una eventuale ipotesi di scalata (che se fatta nel rispetto delle regole è di per sè legittima), questa non sembra azzeccarci nulla con gli addebiti mossi da Bankitalia. Cosa è stato fatto per meritare una simile ‘punizione’? Cosa lega, negli addebiti, Antonini a Bellingacci? Domande che possono trovare risposta solo nella relazione degli ispettori, che resta ancora blindatissima. Comunque al termine del confronto di Perugia i collegi dei revisori dei conti di Scs e Bps sono tornati a riunirsi, anche se non è dato sapere quali decisioni siano state assunte.

Il prossimo Cda – Per l’11 febbraio, come anticipato da Tuttoggi.info, è stato fissato un nuovo consiglio straordinario Bps sul quale, a questo punto, si focalizza l’attenzione dei più. Difficile dire se Antonini farà un passo indietro, come auspicato dalla Vigilanza, o se continuerà dritto per la sua strada sorretto però ormai solo da 5 consiglieri (quelli che gli hanno riconfermato la fiducia sabato scorso).

GdF a Palazzo Pianciani – Ad infuocare la giornata è stata una visita della 2a sezione della Guardia di Finanza di Bologna che su ordine della procura di Bologna ha fatto visita a Palazzo Pianciani chiedendo di visionare alcuni fascicoli. In particolare, a quanto può anticipare TO®, le fiame gialle avrebbero acquisito la pratica relativa alla richiesta di un finanziamento avanzata lo scorso anno da Giulio Lolli, l’imprenditore catturato 3 settimane fa a Tripli, in Libia, a seguito dell'inchiesta sulla Rimini Yacht, la società dichiarata fallita con un ammanco complessivo di 50 milioni di euro (è accusato di associazione a delinquere, truffa, appropriazione indebita, falso e riciclaggio). La richiesta di finanzimento alla Bps, vale ricordarlo, venne però bocciata dalla direzione generale Bps, proprio dal d.g. Pallini e dal suo vice Conticini. Sono state però alcune intercettazioni telefoniche legate allo scandalo della P3 a portare a galla la complessa vicenda che vede coinvolto il faccendiere Flavio Carboni (che avrebbe beneficiato per questo di una Aston Martin e di una barca Bertram). In una telefonata con un certo Paolo che si qualifica quale “maggiore del X Tuscolano” Carboni assicura di aver “fatto parlare Lolli con il presidente (Giovannino Antonini, n.d.r.)”. Siamo a metà agosto 2010. Poche ore dopo il lancio della notizia la smentita del legale di Antonini, l’avvocato Duccio Caparvi: “La BPS ha bocciato una richiesta avanzata da Giulio Lolli di avere un finanziamento. Tutto il resto sono fantasie. Lolli si rivolse a una decina di banche tra le quali la Bps. La sua richiesta è stata vagliata e respinta dagli organismi tecnici come accade tante altre volte. Il presidente Antonini non ha mai saputo nulla e tanto meno gli è stata fatta alcuna pressione e non è assolutamente amico di Carboni”. Ma la procura di Bologna vuole vederci chiaro e capire, dalle carte del fascicolo, se realmente non ci sono state pressioni.

La politica – A rompere il silenzio del centrosinistra, rimasto finora a guardar da debita distanza l’affaire, è stato in serata i senatore del Pd umbro Mauro Agostini, membro della Commissione finanza: “la situazione è ormai tale che c’è bisogno di un gesto di chiarezza e trasparenza. Per quanto si sa, i rilievi di Bakitalia sono pesanti. A nessuno può sfuggire l’esigenza di allinearsi alle indicazioni dell’istituto di vigilanza. In Umbria ci sono energie adeguate per poter esprimere una nuova governance che risponda alle esigenze di aprire una nuova fase per la banca”. E’ di fatto la prima risposta del piddì dopo l’interrogazione di 25 deputati del Pdl al ministro Tremonti. Un atto con il quale si puntava l’indice contro l’ufficio di Vigilanza di Bankitalia e lo stesso d.g. Pallini. Ma anche nei confronti del presidente della Coop Centro Italia che, si legge nella interrogazione, avrebbe rassegnato le proprie dimissioni per una presunta incompatibilità. Il documento riporterebbe le parole pronunciate da Raggi nel corso del Consiglio di lunedì 1 febbraio. Peccato però che Raggi, a quanto dicono fonti vicine alla Coop, non abbia mai dichiarato quelle frasi e avrebbe così dato mandato ai propri legali di vagliare la vicenda. Tace invece la politica cittadina e regionale, anche se il sindaco Benedetti e la governatrice Marini seguono costantemente l’evolversi della vicenda. Non è escluso che ad ore sia su tema diramato un comunicato stampa.

Il sindacato – Nel pomeriggio l’incontro richiesto dalle 8 sigle sindacali alla direzione generale. Dall’altra parte del tavolo c’era il vice d.g. Conticini che ha confermato il ‘delicato momento che vive l’istituto ma anche che i conti sono tutti in ordine’. Risposte che non hanno convinto molto i rappresentanti dei lavoratori, specie Cisl e Cgil (più attendista la posizione della Uil), che hanno quindi richiesto un incontro urgente allo stesso Consiglio di amministrazione.

La strategia – In queste ore il presidente Antonini starebbe valutando insieme ai propri legali più di una strategia anche se il presidentissimo non sarebbe disposto, in nome dell’autonomia della banca, a lasciare il comando. Secondo i bene informati però starebbe valutando anche la possibilità di dimettersi dalla Bps e assumere un nuovo ruolo nel cda della Credito e Servizi (la holding che controlla la Bps dove già siede insieme a Bellingacci quale consigliere di amministrazione). Forse quale nuovo presidente al posto di Fausto Protasi che verrebbe cooptato in Bps. Una ‘manovra’ questa che però ai più sembra ormai tardiva.

I media – il ‘caso’ Bps è oramai approdato su tutti i quotidiani e siti locali e nazionali dopo più di una settimana di assoluto silenzio. Per domani è atteso un ritorno sulla vicenda di Milano Finanza ma anche del Sole 24 ore che dedicherà alla Bps un ampio servizio, corredato di un profilo del presidente Antonini.

(modificato alle 8.31 del 9 feb. 2011)

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