‘Terni violenta’, la Lega e Salvini scoprono la ‘realtà’ – Il video degli spari

La politica indignata per la sparatoria nel centro della città

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Attimi di pura follia e paura ieri mattina, quando all’altezza della centrale rotatoria che collega via Curio Dentato e via Damiano Chiesa, un 33enne di nazionalità dominicana ha seminato il panico, prima picchiando agenti di Polizia e Carabinieri, poi esplodendo almeno 4 colpi di pistola. Prima di bloccare il ‘toro scatenato’, placcato da diversi agenti e militari, c’è voluto un bel po’ di tempo e decisivo è stato anche l’intervento degli operatori del 118 che hanno dovuto sedare il folle. Il bilancio è tutto sommato ‘leggero’, senza perdere di vista che un carabiniere è stato ferito ai piedi e che avrà 30 giorni di prognosi, visto che i colpi di pistola esposi dal folle avrebbero potuto creare ben altre conseguenze. Anche il 33enne è stato trasferito al Santa Maria, dove gli è stato notificato lo stato di arresto per tentato omicidio e lesioni a pubblico ufficiale.


Terni, spari in centro | Ferito carabiniere, attimi di paura | Uomo in manette


Nella giornata di ieri, dopo il fatto, sono fioccati i commenti politici e i messaggi di solidarietà al militare ferito, compreso quello del Ministro all’Interno Matteo Salvini: “Solidarietà al carabiniere ferito a Terni da uno straniero – twitta Matteo Salvini – molto probabilmente sotto l’effetto di droghe, che ha attaccato le forze dell’ordine a calci e pugni e poi ha addirittura sparatori”. Sempre attraverso la stessa piattaforma anche l’altro vicepremier Di Maio ha twittato: “A Terni un normale controllo si è trasformato in una sparatoria e a farne le spese, ancora una volta è stato un nostro carabiniere rimasto ferito, fortunatamente, non in modo grave. Un abbraccio a lui e alla sua famiglia e grazie all’Arma per il servizio che presta ogni giorno”.

“Solidarietà a tutto il Comando dei carabinieri e auguri di pronta guarigione al militare colpito dai proiettili e al suo collega rimasti contuso. Questo squilibratodichiara il commissario della Lega di Terni Barbara Saltamartini uno straniero visibilmente alterato e sotto effetto di droghe, è stato arrestato: tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale sono le accuse contestate a questo malvivente. Adesso, anche grazie al Decreto Sicurezza bis del ministro Matteo Salvini sconterà la pena in carcere e poi verrà giustamente espulso dal nostro Paese. Non è possibile che un normale controllo si trasformi in una sparatoria in mezzo ad una strada. Un ringraziamento sincero lo rivolgiamo agli uomini ed alle donne in divisa che ogni giorno garantiscono la sicurezza e la legalità nelle nostre città mettendo, spesso, a repentaglio la loro vita”.

E così anche la Lega scopre quella “Terni violenta” che tante volte è stata richiamata all’attenzione dell’opinione pubblica durante le precedenti amministrazioni, volendo mostrare come i reati in una città dipendano dal ‘colore politico’. Soprattutto in campagna elettorale, ma non solo, ogni minimo di fatto di cronaca veniva indicato come frutto di politiche ‘buoniste’, dalla rissa in strada allo spaccio, da fatti più cruenti a quelli più banali. Ora che la Lega è al governo nazionale e locale, non sembra che nulla sia cambiato sotto questo profilo: continuano le risse, continua lo spaccio e fatti di cronaca comuni a tutte le città. Se dovessimo giudicare secondo questo metro, facendo due conti senza andare troppo lontano nel tempo, in due settimane a Terni si sono verificati: uno stupro, una maxioperazione antidroga con 19 arresti (indagini iniziate durante le precedenti amministrazioni, ndr) e una sparatoria con il ferimento di un carabiniere. Nessuno oserebbe pensare che tutti questi reati sono legati al governo leghista che, oggi, tocca con mano una realtà che non sempre è quella della campagna elettorale. E la giustificazione non può essere quella dello ‘straniero cattivo’.

Il tasso di violenza nelle città, alcuni tipi di reati, sono legati a fattori strutturali della società che difficilmente possono affrontati con misure temporanee; l’imprevedibilità di alcune situazioni non possono essere imputate a ‘responsabilità politiche’, ma bisogna fare i conti con una società complessa e stratificata che non sempre può essere ‘controllata’ e che spesso le forze dell’ordine si trovano a dover gestire con carenza di organico e di mezzi.

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