Terni, trema Palazzo Spada | Procura "sistema fraudolento e politici compiacenti" - Video - Tuttoggi

Terni, trema Palazzo Spada | Procura “sistema fraudolento e politici compiacenti” – Video

Luca Biribanti

Terni, trema Palazzo Spada | Procura “sistema fraudolento e politici compiacenti” – Video

I dettagli del filone di inchiesta che hanno portato all'arresto dell'assessore al bilancio D'Ubaldi
venerdì, 22/12/2017 - 20:15

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“Una delle prime inchieste in Italia che affronta il tema della turbativa e della manipolazione delle società partecipate 100% controllate pubbliche” – è quanto riferito dal Procuratore Capo della Repubblica di Terni, Alberto Liguori, sugli ulteriori sviluppi dell’Operazione Spada, che ha portato all’arresto dell’assessore al Bilancio, Vittorio Piacenti D’Ubaldi, ascoltato oggi in Tribunale per l’interrogatorio di garanzia.

Nella conferenza che si è tenuta nel comando provinciale della Guardia di Finanza,  il Procuratore, affiancato dal questore Messineo, dal pm Marco Stramaglia, dal comandante provinciale GdF Massimiliano Giua, dal comandante della polizia tributaria, Fabrizio Marchetti e dal dirigente della Squadra Mobile Davide Caldarozzi, ha illustrato i dettagli della complessa attività di indagine che ha portato alla luce presunti illeciti relativi all’affidamento di incarichi di consulenza esterna e alle società in house a totale partecipazione pubblica come Terni Reti e Farmacie Terni.

In sostanza, gli inquirenti, avrebbero scoperchiato un sistema secondo il quale

“un soggetto ha illecitamente ottenuto incarichi dall’amministrazione comunale, senza alcuna gara, approfittando delle amicizie coltivate negli ambienti comunali e mettendo a frutto i crediti maturati presso esponenti politici compiacenti”.

L’intuizione investigativa che ha portato allo scoperto quanto ampiamente documentato dalla Procura è stata quella di ‘cercare’ fuori regione per verificare quanto denunciato con alcuni esposti depositati in Procura da diversi soggetti, sia pubblici che privati.

Gli investigatori hanno così ‘monitorato’ un server situato a Rimini attraverso il quale passava tutta la corrispondenza telematica tra quello che è stato definito il ‘dominus’ della vicenda e i soggetti politici locali. Le indagini si sono poi concentrate anche su server ternani e su acquisizioni di sms e messaggi. Dal carteggio in esame agli esperti militari di polizia tributaria di Terni,

é emerso un sistema che avrebbe pilotato la predisposizione degli atti politici prima della loro approvazione.

Le indagini si riferiscono a un periodo di tempo compreso tra il 2012 e il 2017 e avrebbero portato alla luce un “sistema illegale finalizzato a favorire un medesimo soggetto” e a “procedere illegittimamente ad affidamenti di incarichi in via diretta, senza la predisposizione di una gara o di una procedura comparativa delle offerte” – così come spiegato dal procuratore capo Liguori.

Secondo la legge 165 del 2001 le amministrazioni pubbliche devono avviare delle procedure comparative per l’affidamento di incarichi di collaborazione esterni, che possono essere richiesti soltanto in presenza di determinate condizioni, come l’assenza di personale tecnico competente. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti ci sarebbero delle prestazioni affidate in via diretta al commercialista Roberto Camporesi, residente a Rimini, per importi sempre stimabili tra i 15mila e i 18mila euro, per un totale complessivo di circa 150mila euro.

Secondo quanto riferito dal dott. Liguori “dall’analisi dell’email e dei documenti sequestrati…è emersa una corrispondenza intercorsa tra il commercialista ed alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, tesa all’ottenimento di diversi incarichi di collaborazione esterna da parte del comune di Terni, della ASFM poi diventata Framacie Terni e Terni Reti; tutto ciò grazie a favoritismi personali e ad espedienti fraudolenti reiterati e adattati a seconda delle occasioni di guadagno”.

L’anomalia più grave riscontrata dagli investigatori fa senza dubbio riferimento al modus operandi del commercialista riminese Camporesi che, secondo quanto ricostruito dagli uomini della Squadra Mobile e dalle fiamme gialle, avrebbe

“predisposto il contenuto di atti istituzionali, di delibere comunali e di determine dirigenziali al posto dei pubblici dipendenti del comune di Terni, una sorta di ‘dominus’ che manipolava a suo piacere le procedure amministrative”.

Le bozze predisposte dal commercialista venivano poi trasmesse ad alcuni esponenti comunali ‘compiacenti’ che avrebbero provveduto a inserirle negli atti politici.

Grazie ai continui rapporti con gli esponenti dell’amministrazione comunale di Terni, con dirigenti (come l’ex vice sindaco Libero Paci e l’assessore D’Ubaldi) e tecnici, il commercialista avrebbe ottenuto incarichi senza gara di appalto tramite assegnazione diretta, suggerendo addirittura escamotage per porre in essere la condotta fraudolenta.

Secondo le indagini della Procura, gli stessi soggetti avrebbero agito con lo stesso modus operandi relativamente alle partecipate 100% pubbliche Farmacie Terni e Terni Reti. Nel ruolo di dominus sempre il commercialista Camporesi, mentre Piacenti D’Ubaldi ne avrebbe favorito la condotta tramite una “intermediazione illecita” che avrebbe consentito al consulente esterno di avere in affido diretto incarichi esterni.

Sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, i soggetti coinvolti, tramite scambio di mail e sms, si sarebbero accordati preventivamente per predisporre gli atti politici da veicolare nelle mani dei tecnici del Comune e poi formalizzati con atti di Giunta e poi di Consiglio per l’approvazione dei progetti di trasformazione dell’azienda speciale Farmacie Terni.

Questo filone di inchiesta, nello specifico, ha riguardato 6 episodi di illecita scelta del consulente, 3 per Farmacie Terni e 3 per Terni Reti, ma le indagini sono ancora in itinere. Non è escluso che, a breve, possano esserci infatti ulteriori clamorosi sviluppi che riguardano vertici ed esponenti di Comune e partecipate.


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