Terni, M5S prepara raccolta firme da inviare al Ministero "Serve più sicurezza" - Tuttoggi

Terni, M5S prepara raccolta firme da inviare al Ministero “Serve più sicurezza”

Luca Biribanti

Terni, M5S prepara raccolta firme da inviare al Ministero “Serve più sicurezza”

Strumento di iniziativa popolare per coinvolgere i cittadini nel migliorare le condizioni di sicurezza
Gio, 24/08/2017 - 12:33

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Gli ultimi episodi di violenza in città e il mancato senso di percezione della sicurezza dei cittadini, ha indotto i consiglieri del M5S a utilizzare uno strumento di iniziativa popolare, come quello della raccolta delle firme. Nella mattina di oggi, nella sala consiliare di Palazzo Spada, è stata lanciata l’idea, perché ancora tutto deve essere formalizzato, ma l’intenzione è quella di far arrivare sul tavolo del sindaco e su quello del Ministero dell’Interno, una corposa raccolta di firme che impegni Governo e amministrazione in una più consistente attenzione nei confronti della sicurezza in città.

“Ringraziamo forze ordine che si impegnano quotidianamente, siamo dalla loro partesottolinea Federico PasculliVorremmo fossero più aiutati in fatto di mezzi e personale. La nostra intenzione è quella di raccogliere firme con banchetti per richiedere al Ministero dell’Interno maggiore attenzione alla sicurezza di Terni”.

“Gli interventi a spot della giunta – prosegue il consigliere pentastellato – (con riferimento ai recenti provvedimenti del vicesindaco Malafoglia, ndr) non servono a molto, come prendere di mira i locali e gli esercenti che fanno il loro lavoro e aiutano la città, tenendola viva e illuminata. Bisogna uscire dalla polemica e lottare per quello che è nostra”.

“Le iniziative dei consiglieri non hanno avuto effetto sull’aumento della perceione di sicurezza aggiunge Thomas De Lucaquindi abbiamo deciso di utilizzare lo strumento di iniziativa popolare. Il regolamento prevede che si possa utilizzare questo strumento anche per quanto riguarda le competenze del sindaco, con una raccolta di almeno 300 firme. Sarà dunque un atto formale che andrà a coinvolgere direttamente il Ministero Dell’Interno per avere più risorse in fatto di sicurezza.

Si sente parlare di ronde, di associazioni di cittadini che devono vigilare – conclude De Luca – attività che invece competono solo alle forze dell’ordine. Bisogna agire con qualcosa di concreto e funzionale”.

La Polizia Municipale – aggiunge ancora De Luca – è predisposta al controllo e presidio del territorio, ma la Polizia Municipale non può svolgere il ruolo delle forze dell’ordine, per una questione di età media e preparazione”.

Certo queste ultime affermazioni non aiutano a sentirsi più sicuri in città, ma, a detta del consigliere, questa sarebbe la situazione.

Attacco al vicesindaco Malafoglia: “Forse il vicesindaco Malafoglia si è dimenticata di essere l’assessore ai Servizi Sociali; se i giovani abusano di alcol dovrebbe chiedersi anche perché. Non si è fatto nulla per le politiche giovanili. Questi sono problemi che vanno affrontati con altri strumenti, non soltanto con quelli inerenti alla questione della sicurezza”.

Per completezza di informazione si ricorda quali siano le competenze e gli ambiti di intervento del sindaco quale ufficiale del governo
Il Decreto del Ministro dell’Interno 5 agosto 2008, ha disciplinato i compiti del sindaco ed i suoi poteri di intervento, quale ufficiale del governo, in materia di sicurezza e incolumità pubblica.

Secondo il Decreto, ai fini di cui all’art. 54 del TUEL, per incolumità pubblica si intende l’integrità fisica della popolazione e per sicurezza urbana un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.
In quest’ambito. il sindaco interviene per prevenire e contrastare:
a) le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni di violenza legati anche all’abuso di alcool;
b) le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscano la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana;
c) l’incuria, il degrado e l’occupazione abusiva di immobili tali da favorire le situazioni indicate ai punti a) e b);
d) le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecita occupazione di suolo pubblico;
e) i comportamenti che, come la prostituzione su strada o l’accattonaggio molesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o la funzione cui sono destinati o che rendono difficoltoso o pericoloso l’accesso ad essi.

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