Terni, il 'caso' teatro Verdi finisce in Procura | Esposto del consigliere Fiorini - Tuttoggi

Terni, il ‘caso’ teatro Verdi finisce in Procura | Esposto del consigliere Fiorini

Luca Biribanti

Terni, il ‘caso’ teatro Verdi finisce in Procura | Esposto del consigliere Fiorini

Mer, 24/03/2021 - 13:03

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Il consigliere comunale Emanuele Fiorini ha deciso di esporre i fatti relativi al concorso per il teatro Verdi alla Procura della Repubblica

Dopo aver chiesto l’annullamento in autotutela del concorso di progettazione del Teatro Verdi, a distanza di oltre 30 giorni, il consigliere comunale Emanuele Fiorini ha deciso di esporre i fatti alla Procura della Repubblica.

Dubbi su apertura buste

In particolare, Fiorini, punta l’attenzione sulle procedure amministrative seguite ed, in particolare, in ordine all’apertura “delle buste” a porte chiuse anziché nella forma pubblica prevista nei documenti di gara “fatto di per sé sufficiente ad invalidare l’intera procedura, nonché ad un presunto conflitto di interessi, in difesa della trasparenza, di quegli Studi professionali che hanno partecipato alla gara, degli ordini professionali e della città” – commenta Fiorini.

Contraddizioni

Secondo quanto riferito dal consigliere, dopo studi di approfondimento, emergerebbero contraddizioni tra il bando di concorso per la progettazione e il relativo disciplinare da un lato e il progetto vincitore e la sua relazione illustrativa dall’altro.

“Punti oscuri”

“Rimango alquanto esterrefatto che nessuno se ne sia accorto – prosegue Fiorini – specie della commissione giudicatrice che ha valutato tutti i progetti partecipanti assegnandogli un punteggio, fino a proclamare il progetto vincitore. L’amministrazione continua ad andare avanti, ma i punti oscuri di tale concorso diventano sempre più numerosi”.

Il vincolo Leoni

Il consigliere ricorda che da un’analisi tecnica si evincerebbe che è stato messo a bando di gara (da parte degli organizzatori del concorso) il mantenimento dell’intervento del Leoni nell’immediato dopo-guerra in quanto simbolo dello sforzo di ricostruzione post bellica, in accordo con le varie note della Soprintendenza che auspicavano il mantenimento del complesso con le trasformazioni subite nel tempo. “Ciò trova riscontro anche dalle risposte ai vari quesiti dei concorrenti da parte del Rup, che richiedeva la riconoscibilità di quanto realizzato dall’Architetto Leoni nel 1949” – spiega Fiorini, che aggiunge – “Come mai questo vincolo posto sul bando non è stato rispettato dai concorrenti vincitori? E gli altri concorrenti che lo hanno rispettato?”

“Spese maggiori”

“Il secondo pilastro della realizzazione del bando di concorso era il primo stralcio, ovvero il Teatro ridotto che doveva essere realizzato con la cifra stanziata di 3,2 milioni. Peccato – continua Fiorini – che la scelta del progetto vincitore di collocare il ridotto sotto la sala principale costringe a spendere cifre ben maggiori e pertanto tale scelta risulta in palese contraddizione con le richieste del bando. Il ridotto sarebbe dovuto essere, sempre secondo il bando, perfettamente funzionante fin dal primo stralcio, ma ciò risulterebbe molto difficile da ottenere in quanto si troverebbe nell’interrato di un cantiere posto ai piani superiori. Dunque durante la seconda fase dei lavori (teatro grande) non sarebbe possibile utilizzare il ridotto poiché si avrebbe un cantiere sopra la testa con relativi rischi e rumori sia durante le prove che durante gli spettacoli. Immaginare di entrare in un interrato ad ascoltare musica mentre, al disopra del solaio, si sta costruendo un teatro diventa ridicolo solo pensarlo”.

Aspetti tecnici

Fiorini individua criticità anche negli aspetti tecnici che, trattandosi di un concorso di progettazione, “dovevano essere risolti ad un livello consono ad una fase preliminare di progettazione, in particolare gli aspetti antincendio e relativi alla macchina teatrale che appaiono totalmente carenti e non rispondenti alle richieste del bando che invece erano specifiche. Com’è possibile che l’”esperto di Teatri” presente in commissione non si sia accorto che nel progetto vincitore vi era la totale mancanza del sottopalco e la mancanza di una cabina di regia indispensabile in un Teatro moderno? E com’è possibile che non si siano accorti della mancanza di vie di fuga conformi alla normativa sui Teatri?“.

“Non procedere”

“Porterò la questione in quarta commissione consiliare – conclude Fiorini – per analizzare tutti questi punti che non sono stati rispettati dal progetto vincitore come richiesto dal bando e se necessario chiederò l’audizione della Soprintendenza per il mancato rispetto del vincolo previsto nel bando. Intanto rinnovo l’invito all’amministrazione a non procedere, perché questa vicenda è piena di punti oscuri”.

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