Terni, Corte dei conti boccia manovra con Fondo di Rotazione | Ecco perché - Tuttoggi

Terni, Corte dei conti boccia manovra con Fondo di Rotazione | Ecco perché

Luca Biribanti

Terni, Corte dei conti boccia manovra con Fondo di Rotazione | Ecco perché

Contestato l'aggiornamento al piano di riequilibrio, Di Girolamo: "Sono fiducioso" | Secondo no del massimo organo di controllo finanziario, ecco le motivazioni | I commenti
Mar, 16/01/2018 - 16:41

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La Sezione Regionale di Controllo della Corte dei conti per l’Umbria DICHIARA IRRICEVIBILE la delibera del Consiglio del Comune di Terni n. 374 del 20.12.2017 e relativi allegati, riferiti all’ “aggiornamento e sviluppo del Piano di riequilibrio finanziario” dell’Ente “attraverso la rappresentazione del suo stato di avanzamento alla data del 31/10/2017”.

Così la Corte dei conti dell’Umbria, con una delibera emessa nella data odierna dalla Sezione regionale di controllo composta dai magistrati Longavita, Busa e Meniconi, ha respinto l’aggiornamento del piano di riequilibrio finanziario del Comune, la ‘manovra-bis’ contenente anche la richiesta di accesso al fondo di rotazione.

Altro pesante ko per la giunta Di Girolamo, all’indomani del consiglio comunale sui debiti fuori bilancio e alla vigilia della pronuncia delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti sul ricorso presentato dal Comune contro la bocciatura del primo piano di riequilibrio.

Ovviamente, questa secondo stop della Corte dei Conti, potrebbe avere ripercussioni anche nell’udienza del 24 gennaio che, in caso di parere negativo per il Comune, potrebbe anche aprire nuovi e imprevedibili scenari, fino alle dimissioni del sindaco Leopoldo Di Girolamo, incalzato dalla stessa maggioranza.

Cosa dice l’atto della Corte dei conti

Nelle 11 pagine che costituiscono la deliberazione, che fa seguito alla camera di consiglio odierna, vengono ripercorsi i vari step della vicenda, sin dall’adozione del Piano di riequilibrio, approvata dal consiglio comunale il 18 ottobre 2016 e trasmessa alla stessa Corte dei conti. I magistrati ricordano quindi che “Questa Sezione, con deliberazione n. 83/PRSE/2017, adottata nella seduta del 14 luglio 2017 e depositata il successivo 20 luglio, non ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale presentato dal Comune di Terni“. Da qui l’impugnativa di questa ultima deliberazione, davanti alle Sezioni riunite della Corte dei conti in speciale composizione, su cui si dovrà discutere il 24 gennaio 2018.

Ma non è tutto. I giudici ricordano che “Con deliberazione n. 158/2017/PRSE del 19.12.2017, relativa al rendiconto del 2015 del Comune di Terni, questa Sezione ha individuato ulteriori passività (non ricomprese nel piano), per fondi vincolati non restituiti, che è stata trasmessa alla Procura Generale di questa Corte, per le valutazioni di competenza“. Ne è seguito quindi l’ultimo atto dell’amministrazione comunale di Terni (la delibera del 20 dicembre 2017 in cui si aggiorna il piano di riequilibrio facendo ricorso al fondo di rotazione), che poi è stata trasmessa a Corte dei conti e ministero dell’Interno.

Analizzando la normativa vigente in materia, i giudici ricordano come la revoca del piano da parte dell’Ente viene equiparata alla sua mancata presentazione nei termini previsti. Ed insomma gli enti (e quindi anche il Comune di Terni) non possono “revocare la delibera di approvazione del piano di riequilibrio, né adottare alcun atto se non che quelli preordinati alla dichiarazione di dissesto”. Ci sono comunque specifiche ipotesi in cui il piano presentato può essere rimodulato, ma secondo la Corte dei conti queste disposizioni “vanno considerate ‘eccezionali’ e, come tali, ‘non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerate'”.

Alla stregua della riferita normativa, – scrive ancora la Corte dei conti – questa Sezione non può che dichiarare irricevibile la deliberazione consiliare n. 374/2017 del Comune di Terni ed i relativi allegatiTrattasi, infatti, di atti che non rientrano tra quelli propri del “riequilibrio pluriennale”, informati a canoni di tipicità e stretta interpretazione, sia nel suo andamento ordinario, sia – ed ancora di più – nelle modifiche del suo divenire, legate alle ipotesi specifiche di “rimodulazione” o “riformulazione”. Dalla predetta deliberazione consiliare e dagli atti ad essa allegati emergono dati contraddittori e disarmonici, tali da poter compromettere il corretto esercizio delle funzioni di controllo intestate a questa Corte, qualora si ritenesse di doverli esaminare. E’ noto, infatti, che le funzioni di controllo si esercitano in relazione all’attività (effettivamente) intrapresa dall’Ente, la quale deve essere chiaramente illustrata per evitare indebite ingerenze nell’area riservata all’Amministrazione”.

E ancora: “Nel delineato scenario, l’ “aggiornamento” del Piano e/o “la verifica della sua attuazione”, ipotizzate dal Comune di Terni appiano del tutto prive di ogni benché minima consistenza giuridica“. Le considerazioni finora esposte, inducono a dichiarare, come anticipato, irricevibili gli atti in riferimento (deliberazione consiliare n. 374/2017 e relativi allegati), stante l’intrinseca inidoneità ad attivare una qualsivoglia funzione di controllo di questa Corte. Sotto un diverso ma correlato profilo è anche da rilevare che tali atti integrano, nella loro sostanza, gli estremi di una “revoca” implicita e non consentita del Piano di riequilibrio non approvato da questa Sezione, in quanto adottati ben oltre la scadenza del termine perentorio di cui all’art. 243-bis, comma 5, TUEL”.

M5S all’attacco

“Qualcuno dovrebbe avere l’umiltà di chiedere scusa e dimettersi immediatamente”. Inizia così la dura nota del Movimento 5 stelle di Terni. “Chi pagherà – si chiedono i pentastellati – questi danni incalcolabili? Sindaco, Giunta, consiglieri, segretari di partito, nominati delle partecipate e tutta questa classe dirigente che ha raggiunto il culmine del fallimento amministrativo e politico. Forse sarebbe il caso che qualcuno chieda conto al collegio dei revisori che ha sempre dato parere favorevole anche a quest’ultima strampalata e vergognosa iniziativa? 

Voci della maggioranza già parlano restare appesi fino ad evitare le elezioni nel maggio 2018, continuando a produrre atti irricevibili con il solo fine di perdere tempo e allungare il brodo. La situazione finanziaria sta precipitando compromettendo irreparabilmente la coesione sociale e il tessuto economico e produttivo della città. Si continua a perdere tempo, tempo vitale per Terni. 

Ormai l’unica soluzione è l’arrivo del commissario e degli ispettori della Corte dei conti che verifichino la consistenza del debito e chiedano conto ai responsabili così come è successo ad Alessandria dove Sindaco e assessori hanno dovuto coprire il buco di tasca loro. Poi elezioni a maggio 2018. Di Girolamo ultimo atto: è finita”.

Enrico Melasecche (I love Terni)

Sulla questione interviene anche il consigliere di I love Terni Enrico Melasecche. La comunicazione della Corte dei Conti regionale che boccia per la seconda volta un piano ridicolo con cui l’interdetto assessore Piacenti, ma soprattutto il sindaco che lo ha nominato e sostenuto in tutto e per tutto, anche nella costituzione di debiti su debiti, fino alla banalizzazione temeraria di piani fantomatici di rientro dal dissesto che non avevano né capo né coda, costituisce una mazzata terribile sul piano B che questi prestigiatori avevano congegnato.

Adesso non rimane al sindaco di chiedere scusa alla città, pagarsi di tasca propria non solo la sontuosa parcella di 40.000 euro per l’incarico assegnato all’avvocato romano, ammalatosi proprio il giorno della seduta in cui le Sezioni Riunite avrebbero dovuto esprimere il proprio giudizio su una gestione non solo incauta ma addirittura temeraria, sfidando il buon senso, la prudenza che qualsiasi pubblico amministratore dovrebbe avere nella convinzione che il danaro prelevato dalle tasche dei cittadini è sacro.

Credo che in queste condizioni il PD a Terni dovrebbe per decenza saltare addirittura il turno elettorale prossimo ed ammettere il fallimento su tutto il fronte. 

Ho ieri presentato unitamente ai consiglieri del M5S ed all’amico Crescimbeni una richiesta di consiglio comunale straordinario affinchè si possa tirare una riga su un periodo tra i più negativi nella storia della città. Invito fin d’ora tutti i cittadini, le imprese, le associazioni di categoria ad esprimere serenamente la propria opinione rispetto a quella che rappresenta una vera e propria liberazione da un giogo quasi ventennale che ha ridotto la città in queste condizioni.

Un appello affinché tutti coloro che amano Terni vengano a Palazzo Spada a manifestare i propri sentimenti quando quel consiglio potrà svolgersi perché la democrazia è anche e soprattutto libertà di espressione delle proprie opinioni e, quando necessario, delle più che giustificate critiche, di fronte ad una mediocrità plateale certificata dall’ennesimo severo giudizio della magistratura contabile”.

Il commento del sindaco Di Girolamo

Non si fa attendere l’intervento dell’amministrazione comunale. “Il Comune di Terni – dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo – ha ricevuto nel primo pomeriggio di oggi  la deliberazione della sezione regionale della Corte dei conti con la quale si dichiara irricevibile la delibera del consiglio comunale del 20 dicembre scorso sull’aggiornamento e lo sviluppo del Piano di riequilibrio finanziario.

In attesa di approfondire il documento con i legali e con le strutture amministrative dell’Ente, rilevo che la Corte ha eccepito un aspetto procedurale, ritenendo di non poter prendere in considerazione l’aggiornamento, in quanto la procedura del piano di riequilibrio è ancora in atto, sussistendo, come è noto, un ricorso da parte di questo Ente alla sezione riunita della Corte dei Conti, dopo la non approvazione da parte della sezione regionale. Non c’è stato, dunque, un pronunciamento nel merito dell’aggiornamento integrativo della cui validità rimaniamo convinti.

Sottolineo, inoltre, che l’articolo 243 bis del Tuel, che disciplina le procedure del predissesto, nel corso del tempo ha subito varie modifiche e rimane per tanti aspetti un cantiere aperto, nel quale, scorrendo il panorama nazionale, sono rientrati piani, predisposti dai vari comuni, non sempre univoci e concordanti. Come è noto la situazione contabile del Comune di Terni, pur nelle criticità che hanno chiesto il ricorso al piano di riequilibrio, non presenta quelle caratteristiche di grande preoccupazione che interessano numerosi comuni, ad iniziare da città di primissima rilevanza. Aspetto fiducioso e rispettoso il giudizio che le sezioni centrali andranno a pronunciare il 24 gennaio, ribadendo anche in questo frangente che l’azione di risanamento dell’Ente è un patrimonio a disposizione del futuro del Comune e della città di Terni”.  

(modificato alle 17.30)

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