TEATRO LIRICO SPERIMENTALE: RIGOLETTO IN SCENA PER ANZIANI, GIOVANI E MIGRANTI. GRAZIE AI DETENUTI - Tuttoggi.info

TEATRO LIRICO SPERIMENTALE: RIGOLETTO IN SCENA PER ANZIANI, GIOVANI E MIGRANTI. GRAZIE AI DETENUTI

Redazione

TEATRO LIRICO SPERIMENTALE: RIGOLETTO IN SCENA PER ANZIANI, GIOVANI E MIGRANTI. GRAZIE AI DETENUTI

Mer, 10/09/2008 - 09:33

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Uno spettacolo realizzato grazie alla collaborazione dei detenuti della casa di reclusione di Maiano e che sarà aperto a chi solitamente in teatro non va mai: anziani, giovani e stranieri. Stiamo parlando del Rigoletto di Giuseppe Verdi, che verrà presentato questa sera al Teatro Nuovo e che vedrà tra il pubblico invitati appartenenti ai centri sociali per anziani, i membri di alcune associazioni giovanili del territorio e dei comitati di migranti, in particolar modo badanti. Ai quali verrà anche somministrato un questionario per capire perché non si va a teatro.

Un'iniziativa, quella del Rigoletto, presentata nei giorni scorsi all'interno del carcere di Spoleto da tutti gli enti coinvolti: dall'istituto di pena al Lirico, dal Comune alla Provincia.

Per lo spettacolo, che anticiperà la 62esima stagione Lirica, è tutto pronto. L'annunciato Rigoletto, firmato per i costumi, oltre che dalla costumista “ufficiale” Maria Filippi, anche dai Detenuti della Casa di Reclusione di Maiano, andrà in scena infatti questa sera. E l'attesa è grande, non solo per la particolarità dello spettacolo e della rilettura che ne ha dato Marco Carniti, ma anche perché così arriva al suo compimento La Musica dei Colori – Progetto Spettacolo Umbria 2008 il progetto che prevede la collaborazione tra la Casa di Reclusione di Spoleto e il Teatro, Lirico Sperimentale, resa possibile grazie all'Assessore alla Cultura della Provincia di Perugia, Pier Luigi Neri e promosso, inoltre, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Ministero della Giustizia – Casa di Reclusione Maiano di Spoleto, dalla Regione Umbria, dal Comune di Spoleto.

Regista lirico, ma non solo, regista cinematografico e teatrale, Marco Carniti, milanese di nascita si forma teatralmente con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano e alla UCLA di Los Angeles dove studia con Grotowsky e Bob Wilson.Molto impegnato sulle scene internazionali, Carniti ha riportato di recente un vivo successo con la messa in scena della “Clemenza di Tito” di Mozart al Teatro Real di Madrid e sempre di recente è stato pluripremiato con il suo “Sleeping Around” lungometraggio interpretato da Anna Galiena e Dario Grandinetti.”Verdi sempre ha mosso la pietra dello scandalo nella scelta dei suoi soggetti da mettere in musica – spiega Carniti – tanto che anche in Rigoletto la centralita' del “diverso”, del protagonista deforme, diventa la molla drammaturgica che scuote la morale dell'epoca e l'ipocrisia politica che è di tutti i tempi.

Oggi come allora, si emargina il “diverso” che si vede negare anche i più semplici diritti come essere umano. Rigoletto, il deforme, socialmente inferiore, non può' accedere al diritto di un'amante “bella”, come era creduta la figlia Gilda, che gli viene rapita e umiliata nell' onore e nella purezza dei sentimenti. Rigoletto è un'opera testosteronica. Dove sono enfatizzate tutte le ossessioni maschili nel rapporto madre-amante-figlia. L'opera é pervasa da un energia emotiva e psicologica interamente maschile, dove viene lesa la dignità' di un capro espiatorio, in un “atto gratuito” e brutale. Un gioco crudele tra uomini in stile goliardico militaresco. Desidero costruire – contina Carniti – una riflessione sul concetto di “diversità” ai nostri giorni denunciando come l'emarginazione nasce da un fenomeno di bullismo, così frequente in Italia e nel mondo intero.

Rigoletto, quindi, sarà una storia raccontata e interpretata da un branco, una banda di bulli, forse soldati, forse carcerati, che decidono di mettere in scena questa storia tra di loro, per puro divertimento, identificando nel gruppo, il debole, il diverso, per poi poterlo umiliare di fronte a tutti.Oggi uno, domani un altro, sono sempre loro a decidere chi dovrà indossare la “gobba” che diventa simbolo di inferiorità. Alla centralità del tema del “diverso”, fa da contraltare il tema della Maledizione. Sappiamo, che originariamente “La Maledizione” doveva essere proprio il titolo dell'opera. La Maledizione in sé è qualcosa di inarrestabile, con finale compiuto, come nella tragedia greca: un viaggio di cui si conosce il punto di partenza come il punto di arrivo. Rigoletto intraprende questo viaggio in un percorso a tappe fisse, come entrando in un film, e diventa personaggio e protagonista dello spettacolo di cui Monterone è' regista e Grande Burattinaio. Monterone appare, come un “deus ex machina”, con una maschera in volto da tragedia greca che lui stesso passerà al “braccio” della sua vendetta: Sparafucile e Maddalena, che si trasformano automaticamente nel suo doppio.Il dramma vero e proprio inizia solo dopo la Maledizione di Monterone, facendo del Preludio e dell'Introduzione del I Atto, una sorta di Prologo scherzoso.

Uno stanzone surreale attraversato da corde come sbarre di prigione, ospita il “branco” che assegna per “gioco” ad uno tra di loro la parte del “diverso”, Sarà' lui Rigoletto. Tutti vestono i panni dei personaggi e il gioco del teatro comincia.Appare un Teatro: l'arco scenico, qualche tela dipinta all'Italiana, alcuni elementi simbolici a segnare lo stato d'animo e il dramma dei personaggi.Un teatro nel teatro che Monterone costruisce alle spalle del suo attore-marionetta Rigoletto, e lo conduce per mano attraverso la sua storia fino a vendetta compiuta.In quel Teatro Monterone condurra' i protagonisti del suo diabolico intrigo.Prima fra tutti , la figlia Gilda, intenta a ricamare una grande coperta, con l'immagine di un albero genealogico al quale mancano i tasselli delle sue origini. La sua stanza e' un labirinto di gabbie che imprigionano un letto candido a cui fa sfondo un muro, quello creato simbolicamente da Rigoletto, tra il mondo esterno e la figlia. Lo spettacolo avra' fine solo con il compimento della vendetta: la scoperta di Gilda morta. A quel punto tutte le scene scompaiono cadendo al suolo, lasciando la scena nuda come dell'inizio dell'opera. Dietro questo ultimo sipario si scopre che la maschera di Monterone svela un nuovo volto come reale Gran Burattinaio: il Duca, ribaltando radicalmente la posizione del racconto. E' lui, che durante tutta l'opera si burla delle credenze popolari cristiane, che volevano far credere alle “maledizioni” tanto quanto all'esistenza delle “streghe”. Un ribaltamento laico della vicenda che scopre le ultime carte del gioco e rivela come Monterone fosse solo uno strumento nelle sue mani. Il Duca si rivela essere il vero autore della macchina folle che frantuma il cervello della sua vittima portandolo alla disperazione assoluta.Un gioco cinico che diverte solo se stesso nell'essersi preso gioco di tutti. Rigoletto e' dunque la storia di uno psico-dramma. Dove un represso ribalta la sua posizione di schiavo in vendetta sul padrone, subendo come conseguenza una profonda lacerazione psichica.

Un percorso psicologico che porta all'incubo e all'allucinazione come “vittima di un sogno spaventoso”. Uno spazio creato intorno a Rigoletto dove potersi prendere gioco della sua mente e condurlo alla follia. Una follia che non lascia luce sulla ragione e tutto viene ribaltato come un immagine allo specchio” conclude il regista milanese. Carlo Palleschi dirige l'Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto.La recita del 10 settembre avrà come interpreti: nel ruolo del Duca di Mantova Alejandro Escobar; di Rigoletto Giulio Boschetti; di Gilda Emiliya Ivanova, di Sparafucile Alexandar Stefanoski, di Maddalena e Giovanna Sabrina Bessi, di Monterone Ilja Popov.

Dopo l'anteprima del 10 settembre, il Rigoletto andrà in scena, per la 62ma Stagione Lirica Sperimentale del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, al Teatro Nuovo l'11 settembre (ore 20.30) con repliche il 12, 13 (ore 20.30) e 14 settembre (ore 17.00).Gli interpreti saranno per il Duca di Mantova Piero Pretti (11 e 13), Alejandro Escobar (12 e 14), per il Rigoletto Massimiliano Fichera (11 e 13), Felice Tenneriello (12 e 14), per Gilda Desirée Migliaccio (11 e 13) e Emiliya Ivanova (12 e 14), per Maddalena Nadia Pirazzini (11 e 13) e Sabrina Bessi (12 e 14), Sparafucile Ilia Popov (11 e 13) Alexandar Stefanoski (12 e 14), per Giovanna Nadia Pirazzini (11 e 13) e Sabrina Bessi (12 e 14); il Conte di Monterone sarà Giulio Boschetti, Marullo Ferruccio Finetti, Matteo Borsa Antonio Trippetti, il Conte di Ceprano Maurizio Cascianelli, la Contessa di Ceprano Elena Vigorito.

Sempre il 10 settembre alle ore 18.00 presso la sala Petrassi (p.zza Garibaldi Ex Caserma Minervio) i il direttore, Carlo Palleschi, il regista Marco Carniti e tutto il cast del Rigoletto presentano l'opera al pubblico. Ingresso libero.


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