Sovrapposizione di eventi medievali, scintille tra Gualdo e Gubbio - Tuttoggi

Sovrapposizione di eventi medievali, scintille tra Gualdo e Gubbio

Sara Fratepietro

Sovrapposizione di eventi medievali, scintille tra Gualdo e Gubbio

Botta e risposta tra i due sindaci su Giochi de le Porte e Festival del Medioevo | Presciutti "Assurda sovrapposizione di eventi, creare un Festival territoriale" | Stirati "Nessuna concorrenza, eventi non comparabili"
Ven, 27/07/2018 - 12:35

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Sovrapposizione di eventi medievali, scintille tra Gualdo e Gubbio

Due eventi medievali in contemporanea a pochi km di distanza. È quanto avverrà a fine settembre, con il Festival del Medioevo a Gubbio che si terrà in concomitanza ai Giochi de le Porte di Gualdo Tadino. E tra i due Comuni sono scintille, con il sindaco gualdese Massimiliano Presciutti che parla di “un’assurda e inspiegabile sovrapposizione di eventi” ed il primo cittadino eugubino che invece cerca di spegnere le polemiche.

Gualdo Tadino “sovrapposizione inaccettabile”

“A due giorni di distanza dalla comunicazione pervenuta da parte del Comitato Tecnico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha ufficializzato 12 milioni di euro destinati all’Area Interna Nord Est Umbria, che serviranno a finanziare importanti progetti di sviluppo di un’ampia porzione del nostro territorio, – è il commento di Presciutti – ho appreso con rammarico e stupore che il Festival del Medioevo di Gubbio si svolgerà quest’anno dal 26 al 30 settembre in concomitanza con i Giochi de le Porte di Gualdo Tadino, e non ad ottobre come sempre avvenuto negli anni passati. La strada, dunque, torna subito in salita! Nei fatti, infatti, fissare l’iniziativa del Festival del Medioevo 2018 negli stessi giorni nel quale si svolge l’unica manifestazione medioevale prevista nel calendario della Giunta Regionale nel mese di settembre, ossia i Giochi de le Porte di Gualdo Tadino, che da 10 anni consecutivi ottiene il patrocinio del MIBACT, che è finanziata dalla Regione Umbria e dalla Camera di Commercio (inserita anche nel loro calendario di eventi), non solo è una caduta di stile ma è un modo per determinare un Vulnus, francamente inaccettabile e incomprensibile”.

Il sindaco gualdese evidenzia che “nel mese di settembre in Umbria la manifestazione di carattere Medioevale per eccellenza, che rappresenta al meglio quel periodo, è identificata da 40 anni ne i Giochi de le Porte di Gualdo Tadino in programma sempre nell’ultimo week end di settembre. Sono certo pertanto che gli organizzatori del Festival del Medioevo ed il Comune di Gubbio, per ovviare all’incredibile sovrapposizione dei due eventi, vogliano collaborare attivamente per valorizzare l’intero territorio dell’area dell’eugubino-gualdese e non penalizzare ingiustamente entrambe le iniziative. La mia proposta è quella di posticipare la data del Festival del Medioevo di Gubbio ad ottobre o in alternativa fare del Festival medesimo una grande vetrina territoriale (prendendo esempio dallo spirito collaborativo e sinergico dell’Aree Interne) per valorizzare gli eventi Medievali dell’ intera area. Si potrebbe costruire un festival medievale territoriale dell’eugubino-gualdese già da quest’anno, magari di durata superiore a cinque giorni, che possa vedere come manifestazione d’eccellenza i Giochi de le Porte in modo tale da far diventare il nostro territorio capitale del Medioevo in Italia. Si tratterebbe di valorizzare, in questo modo, grazie al Medioevo non una singola città ma un intero territorio, dandogli la rilevanza che merita e ponendo una vasta area di fatto al centro dell’interesse nazionale e internazionale”.

Gubbio “Non c’è concorrenza tra eventi così diversi”

Pronta la replica del sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati, che non sembra aver minimamente intenzione di accogliere la proposta di posticipare il Festival del Medioevo. “Ho appreso dalla stampa le considerazioni del collega di Gualdo Tadino Presciutti, circa l’inopportunità del contemporaneo svolgimento di appuntamenti di richiamo nei nostri territori.  Francamente, – evidenzia il primo cittadino eugubino – non vedo  concorrenzialità tra manifestazioni così differenti  per natura e finalità,  con ambiti diversi, con un profilo specifico e un pubblico fidelizzato in entrambi i casi, proprio per il taglio  non comparabile dei due eventi.   Il ‘Festival del Medioevo’,  anche se ancora giovane,  è una realtà  accreditata a livello nazionale e internazionale, con un preciso taglio di approfondimento e divulgativo nel contempo,  ed è condizionato nel suo calendario  dalla disponibilità e presenza  di studiosi ed esperti di chiara fama e notorietà. Già nelle passate edizioni, il ‘Festival del Medioevo’ ha prodotto  un effetto benefico e un alone di ricaduta verso i territori  circostanti e  umbri in genere,  anche in sinergia con Regioni ospiti, come la Puglia,  che ne hanno amplificato gli echi positivi.  E’ una grande vetrina e un contenitore di eventi,  che ha conquistato ruolo e spazio rilevanti per tutta la Regione, promuovendo l’immagine dell’Umbria in tutte le  componenti medievali, creando opportunità  di valorizzazione  anche per gli stessi  ‘Giochi delle Porte’”.

“Con grande rispetto e attenzione verso manifestazioni altrui, che abbiamo sempre apprezzato anche con la nostra presenza, – prosegue Stirati – sappiamo bene, e lo rivendichiamo con orgoglio, quelle che sono le tradizioni millenarie. Siamo  altresì consapevoli della portata storica, culturale, architettonica e artistica di Gubbio, non a caso definita ‘la più bella città medievale’.  Ma questo patrimonio di ricchezza lo condividiamo  nell’ottica, fortemente voluta e perseguita di ‘area vasta’, allargata ai territori come bagaglio di esperienze e potenzialità a disposizione del bacino dell’area interna, proprio nella logica invocata dal collega sindaco.  E’ quanto sta avvenendo anche con la valorizzazione degli Antichi Umbri e delle Tavole Eugubine, traino per la promozione di un’intera estensione linguistica dell’Italia centrale, con  Gualdo Tadino che ha già attivato un polo museale a tale riguardo. L’invito è quello di vivere in maniera collaborativa quanto si sta aprendo a possibilità di rilancio e valorizzazione dei territori,  superando una modalità di rapporto competività e contrapposta che finisce con il penalizzare le energie migliori”.

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