Riparte il progetto di sviluppo integrato di Piediluco e Cascata delle Marmore, sopralluogo istituzionale - Tuttoggi

Riparte il progetto di sviluppo integrato di Piediluco e Cascata delle Marmore, sopralluogo istituzionale

Redazione

Riparte il progetto di sviluppo integrato di Piediluco e Cascata delle Marmore, sopralluogo istituzionale

Un ascensore/cremagliera per unire piazzale Byron ai Campacci, nel progetto anche un parco integrato con il lago Piediluco
Sab, 08/02/2020 - 15:48

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Riparte il progetto di sviluppo integrato di Piediluco e Cascata delle Marmore, sopralluogo istituzionale

Il progetto di adeguamento del Centro federale di canottaggio di Piediluco agli standard previsti obbligatoriamente per le gare internazionali al centro di un sopralluogo alla presenza di vari rappresentanti istituzionali.

Il progetto, che vede quale stazione appaltante la Regione – nello specifico l’assessorato alle opere pubbliche guidato da Enrico Melasecche -, riprende il suo iter, dopo lo stallo del 2019, con l’obiettivo del completamento fissato al dicembre 2021 in base ad un crono programma illustrato recentemente in consiglio regionale.

Si tratta di un’opera complessa, articolata quanto delicata, in ragione della bellezza dei luoghi e dei vincoli esistenti, che consentirà di adeguare alle norme internazionali il Centro D’Aloja, coniugando ancor di più e meglio il rispetto dell’ambiente con lo sviluppo sportivo e turistico. Erano presenti la soprintendente Marìca Marcalli, l’assessore regionale Melasecche, il segretario generale della Federazione Canottaggio Maurizio Leone con tecnici, progettisti e funzionari statali, regionali, comunali e federali.

Il secondo progetto esaminato, in fase di definizione, riguarda il project financing con un investimento di circa 5 milioni, presentato dall’imprenditore architetto Giunio Marcangeli volto ad includere nel Parco, realizzato venti anni fa con la perimetrazione della Cascata e l’introduzione della bigliettazione anche il Lago di Piediluco, ancora sconosciuto ai più nonostante la sua incomparabile bellezza.

Riparte quindi il progetto, ambizioso ed articolato, adombrato nel Documento Unico di Programmazione del Comune,  con cui si consentirà ai turisti di raggiungere il Belvedere Superiore senza prendere le automobili o le navette ma di risalire in ascensore/cremagliera dal Piazzale Byron ai Campacci. Questa scelta faceva parte dell’iniziale progetto della Giunta Ciaurro ma fu stralciato per mancanza di finanziamenti nonostante l’approvazione rilasciata a suo tempo dalla Soprintendente dottoressa Garibaldi. I turisti scenderebbero poi all’approdo nel Cavo Curiano realizzato circa 2300 anni fa dal Console romano  Curio Dentato al di sotto della galleria,  costituita dalla vegetazione che si unisce al centro dalle due sponde,  e in battello risalirebbero il Canale Drizzagno (autorizzazione assentita dalla ERG) per poi entrare nel Lago di Piediluco e fermarsi nei vari porticcioli per visitare il paese e godersi l’incomparabile panorama di Labro con il Terminillo innevato. Sarà possibile in seguito, istituire in collaborazione  con la città di Rieti, un servizio di battelli per  risalire il corso del Velino fino a Rieti.

Il Presidente della FIC Giuseppe Abbagnale, impegnato a Torino nei campionati odierni, entusiasta del nuovo corso, ha voluto salutare telefonicamente i presenti al sopralluogo assicurando tutto l’interesse della Federazione e ringraziando per la sollecitudine con cui sta procedendo il primo dei due appalti, quello gestito direttamente dal Comune, che prevede il completo rifacimento dell’impiantistica del Centro le cui chiavi verranno riconsegnate a breve alla Federazione prima della ripresa dell’attività primaverile.

Si apre evidentemente, grazie alla rinnovata collaborazione fra pubblico e privato, – osserva Melasecche – uno scenario nuovo che vedrà l’ampliato Parco naturalistico Cascata – Piediluco, tra i più importanti in Italia con  i suoi 400 mila visitatori paganti ogni anno, ridurre l’afflusso delle auto ed aumentare quello dei turisti per  diventare un volano di nuova attrattività e nuova occupazione non solo per il territorio circostante ma a beneficio dell’alta Valnerina verso Norcia e Cascia, fortemente impegnata nella ricostruzione ma anche verso tutto il resto dell’Umbria che solo grazie ad una rinnovata coesione può trarre motivo di crescita e sviluppo”.

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