L’Italia rifiuti di giocare contro Israele le prossime due partite di qualificazione ai Mondiali, in programma l’8 settembre a Budapest e il 14 ottobre a Udine. E’ quanto chiede l’assessore alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, in una lettera indirizzata al presidente del Comitato umbro della Lega nazionale dilettanti, Luigi Repace, affinché faccia pressione in questo senso sulla Figc.
Barcaioli ricorda che tra le oltre 60mila vittime palestinesi dei bombardamenti israeliani 635 erano atlete e atleti. Tra i quali Suleiman Obeid, noto come “il Pelé della Palestina”, ucciso il 6 agosto mentre attendeva la distribuzione degli aiuti.
“Le infrastrutture sportive – scrive Barcaioli – sono ormai quasi del tutto distrutte: 265 strutture palestinesi annientate dai bombardamenti israeliani, più di 250 calciatori palestinesi uccisi, insieme a oltre 60 bambini e bambine coinvolti nei campionati giovanili locali”.
E citando Nelson Mandela (“Lo sport è probabilmente uno dei più efficaci mezzi di comunicazione del mondo moderno, poiché bypassa la comunicazione scritta e verbale e raggiunge direttamente miliardi di persone”) e ricordando l’esclusione della Russia e dei suoi club da parte di Fifa e Uefa, Barcaioli chiede che lo sport non si volti dall’altra parte, “applicando criteri differenti a seconda del contesto o del Paese coinvolto”. Con la conseguente richiesta alla Figc di non far disputare alla Nazionale italiana le due gare contro Israele.
(nella foto Italpress il capitano della Nazionale italiana Donnarumma)