Presi con le mani in pasta, Nas fanno chiudere panificio

Presi con le mani in pasta, Nas fanno chiudere panificio

L’attività era priva di ogni autorizzazione, locali e strumenti non a norma / Il titolare si giustifica, “Ha prevalso il bisogno di lavorare”

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Mattinata da incubo quella di ieri (venerdì 7 novembre) per un panificio a conduzione familiare di Fossato di Vico che, all’alba, ha ricevuto la visita dei Carabinieri locali e di quelli del Comando N.A.S. di Perugia. L’attività, infatti, è risultata priva di ogni autorizzazione, sia commerciale che sanitaria.

 

Prima di arrivare al controllo, i militari della locale Stazione avevano svolto vari servizi di osservazione, riuscendo a documentare che, nella struttura, non solo si produceva pane ma lo stesso veniva venduto anche “su larga scala”.

A questo punto, è scattato il blitz dell’Arma, che durante il controllo, ha accertato come i locali adibiti a panificio, con tutti gli strumenti del mestiere, non fossero né a norma né destinati a tale attività.

 

I titolari e gestori dell’impresa, due coniugi 40enni e i loro figli, tutti del luogo, si sarebbero giustificati attribuendo le loro inadempienze alla “lunghezza” della burocrazia in questo settore.  La necessità di lavorare, infatti, avrebbe spinto la famiglia di panettieri a non attendere i tempi biblici previsti dalla legge.

 

Il panificio è stato immediatamente chiuso, con il conseguente divieto di vendita del prodotto. Il provvedimento è stato preso con effetto immediato, dato che, da tempo, il giro di affari si era allargato, arrivando a rifornire anche settori della cosiddetta “grande distribuzione” nelle province di Perugia e di Ancona. Sono al vaglio anche le posizioni di impiego di lavoro di coloro che sono stati sorpresi a lavorare. Una persona è stata denunciata in stato di libertà ed è arrivata perfino una sanzione di 3mila euro.

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