di Francesca Benedetti
“L’antica Spello, la ridente Asisi, la salubre Nocera, l’aprica Trevi, la torreggiante Montefalco e la grave Bevagna sono le Città che si distendono intorno all’industriosa e commerciante Foligno”. Queste le parole che Giuseppe Bragazzi adoperò, nell’edizione del 1864 del libro “La Rosa dell’Umbria”, per offrire una visione generale di Foligno e delle città circostanti. Parole che ha ricordato la professoressa Ambra Cenci nella prestigiosa Sala delle Conferenze a Palazzo Trinci che ha fatto da cornice alla presentazione della ristampa anastatica del volume. Una iniziativa realizzata dall’Associazione Culturale Rhà Eventi, che, come ha spiegato il Sindaco Manlio Marini, l’anno scorso ha anche provveduto al restauro della tomba del Bragazzi. L’Associazione il 6 dicembre prossimo conferirà il premio “Rosa dell’Umbria”, durante una serata di gala all’Auditorium in Piazza San Domenico, in cui si esibiranno anche artisti importanti. Questa manifestazione, che si svolge dal 2005 sotto la supervisione della Rhà Eventi, è in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, per cui “il ricavato sarà devoluto per l’acquisto di apparecchiature per un’ambulanza” dice il vicepresidente dell’Associazione, Marco Riommi. Unaa prima ristampa era stata realizzata da Arnaldo Picuti già nel 1974, intervenuto anche ieri alla presentazione. Presenti alla cerimonia anche il prof. Fabio Bettoni e Bruno Marinelli, profondo conoscitore della vita del Bragazzi, che ha anche evidenziato alcune somiglianze tra la vita di quest’ultimo e quella di Giuseppe Piermarini, anche lui dai natali folignati ed anche lui, come Bragazzi, spentosi nel totale silenzio delle autorità ed in condizioni di indigenza. Foligno, il “punto centrale, a cui le foglie siccome a calice si connettevano”, resta tutt’oggi il cuore pulsante di una Rosa che, sempre con riferimento alle parole del Bragazzi, “profuma di santità, di lettere e di arti”.