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Pd, giochi fatti per la lista: i nomi

Massimo Sbardella

Pd, giochi fatti per la lista: i nomi

Verini convoca per mercoledì alle 14,30 l'assemblea, il partito di Spoleto costretto ad 'anticipare'
Mar, 24/09/2019 - 20:42

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Pd, giochi fatti per la lista: i nomi

Terminata la conferenza stampa della mattina, quella tesa a spiegare che il candidato presidente della coalizione Vincenzo Bianconi non era l’ultima spiaggia, ma uno dell’ampia rosa di nomi sondati negli ultimi giorni, il commissario del Partito democratico Walter Verini ha convocato il gruppo dirigente da lui chiamato a coadiuvarlo per mercoledì alle 14,30. In quella sede sarà sottoposta la lista, con pochi nodi ancora da sciogliere.

“Dobbiamo attendere le ultime indicazioni dai territori” ha detto Verini. Tanto che qualche territorio, come Spoleto e l’area del Folignate, il loro momento d’incontro l’avevano previsto per il pomeriggio di mercoledì ed hanno quindi dovuto cambiare programma.


Lista Pd, Verini: “Noi impresentabili non ne abbiamo”


“Un mix di esperienza, giovani e tante donne” aveva preannunciato Verini. E così è, scorrendo l’elenco dei nomi prossimi all’investitura ufficiale. “Aperta a nomi – aveva aggiunto – non direttamente ascrivibili alla militanza di partito”. E proprio le decisioni di alcuni cosiddetti rappresentanti della società civile sull’opportunità di mettere il proprio nome nella lista del Pd potrebbero cambiare, con effetto domino, qualche casella. Ma i punti fermi non si toccano.

I consiglieri uscenti

A cominciare dai consiglieri uscenti. “Noi non abbiamo impresentabili” ha replicato Walter Verini a chi, come la parlamentare pentastellata Tiziana Ciprini, sta preparando il Maalox per superare il bruciore di stomaco nel vedere le 5 stelle a fianco con una lista in cui compaiono nomi considerati parte del “sistema di potere” in Umbria. I maldipiancia restano tra la base grillina, ma le diplomazie romane avevano già disinnescato uno dei diktat lanciati da Di Maio. Sui consiglieri ed assessori uscenti il Pd si è mantenuto le mani libere.

E così su Fabio Paparelli, già vice presidente della Giunta Marini, che dopo le dimissioni dell’ex governatrice ha assunto l’onere di reggere il fortino di Palazzo Donini con un esecutivo dimezzato e scoraggiato. Del resto Paparelli, ex renziano tra i pochi big ad aver sostenuto Verini di fronte al compromesso storico Bocci-Marini, è rimasto sempre in costante contatto con la segreteria Zingaretti. Proprio con il segretario del Pd avrebbe scelto la data del 27 ottobre per le elezioni, quando lo scenario nazionale sembrava essere un altro.

Ha marcato la propria discontinuità in tempi non sospetti con la linea Bocci-Marini anche Giacomo Leonelli, a cui gli avversari (ma anche molti “amici”) continuavano però a rinfacciare di essere stato comunque segretario in tempi recenti del Pd umbro. Nel tira e molla sulle dimissioni di Catiuscia Marini, poi, Leonelli è stato l’unico a mettersi di traverso, costringendo la governatrice ancora in carica a votarsi la fiducia. Prima di rassegnare poi le definitive dimissioni con la spallata di Zingaretti.

Pagherà con la probabile esclusione della lista la vicinanza con Catiuscia Marini la consigliera uscente Carla Casciari. Anche un tentativo di Orfini per lei sarebbe andato a vuoto. Il secondo mandato della Casciari, nonostante il primo in quota Idv, ha reso più facile giustificare  la sua esclusione.

Dopo aver giurato lealtà al Pd, un altro ex renziano, Marco Vinicio Guasticchi, potrà proseguire la sua campagna elettorale permanente tra Perugia, l’Alto Tevere e il Trasimeno, magari tirando fuori ogni tanto anche il simbolo del Pd.

L’unica donna, tra gli uscente, ad essere ricandidata sarà dunque la presidente dell’Assemblea, Donatella Porzi. Che in questi mesi ha dovuto indossare più volte i panni della mediatrice: prima tra bocciani e mariniani; poi tra resistenti e dimissionisti; quindi tra gli irriducibili e il commissario Verini. Nelle travagliate beghe di partito ha insomma messo tutta la sua pazienza, quella che in Aula è riuscito a farle perdere il solo Mancini.

Affollamento a Perugia

Nel capoluogo regionale il partito è in fibrillazione. Perché contro le indicazioni del partito locale, la città del Grifo sarà super rappresentata. Con la lotta che si fa, dunque, quanto mai dura.

Prima dato dentro, poi fuori, poi ancora dentro Sauro Cristofani. Divenuto quest’estate il capo dei “104” nella battaglia per non lasciare in mano il partito al solo commissario. Per Cristofani, possibile un ticket con Donatella Porzi.

Insieme ai nomi già fatti, dal capoluogo arrivano l’ex consigliere comunale Tommaso Bori (che ha sventolato la bandiera del rinnovamento, facendo arrabbiare chi, politicamente vecchio, non ci si sente) e la orlandiana Valeria Cardinali, ex assessore a Palazzo dei Priori, in cerca di una rivincita dopo la cocente esclusione dalla politica voluta da Renzi, su suggerimenti arrivati dall’Umbria.

E territorio di caccia (o meglio, di pesca) per molti candidati perugini è il Trasimeno, dove Simona Meloni dovrebbe resistere alle pressioni sul segretario dem per far candidare anche un uomo.

Gineceo ternano

Nella provincia di Terni Fabio Paparelli sarà contorniato da donne. Alla narnese Silvia Tiberti e all’orvietana Martina Mescolini potrebbe unirsi il segretario provinciale Paolo Silveri. Ma non è escluso l’ingresso di un altro uomo.

Gli altri territori

A Spoleto un’assemblea “virtuale”, visti i tempi ristretti, ha confermato Carla Erbaioli, che già siede in Consiglio comunale. Un’altra donna a Foligno: l’ex vicesindaco della Giunta Mismetti, Rita Barbetti. La rappresentanza, per i piccoli comuni, di Maria Pia Bruscolotti, già sindaco di Massa Martana e assessore provinciale, dovrebbe far saltare l’ipotesi della trevana Stefania Moccoli. Confermata la presenza di un altro ex sindaco, il marscianese Alfio Todini. E, nel Tuderte, dell’ascaniano Andrea Vannini.

Salendo sulla fascia appenninica, una delle poche zone dove il centrosinistra ha vinto, anche se esprimendo sindaci fuori dall’ortodossia Pd, si ritrova la candidatura di Luca Gammaitoni.

E si arriva così nell’Alto Tevere, terra del commissario Verini e della vice ministra Ascani. Sicura la candidatura del vicesindaco Michele Bettarelli. Con lui, possibile quella di Letizia Guerri.

Gli indipendenti

L’ultima (o le ultime) casella dovrebbe essere occupata da indipendenti. Una è la dirigente scolastica nursina Rossella Tonti, la cui disponibilità era già stata sondata come possibile candidato presidente. Salvo poi subire il sorpasso del concittadino Bianconi. Ma ci sarebbe anche un altro colpo in serbo, la vera novità dell’ultima ora, se va in porto.

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