Claudio Bianchini
Andavano in giro per la città chiedendo qualche spicciolo di elemosina nei parcheggi dei supermercati, ma in casa custodivano un tesoretto di circa ventiduemila euro in marijuana di alta qualità.
Giovani nigeriani – I tre ragazzi nigeriani sono però stati pizzicati ieri mattina, grazie ad una brillante operazione condotta dagli agenti del vicequestore aggiunto Bruno Antonini. Si tratta di: L.W., L.O ed O.M. queste le loro iniziali, di un’età ricompresa fra i trenta ed i trentacinque anni. Secondo quanto emerso, è probabile che in verità si trattasse di un quartetto, nell’abitazione sono stati infatti trovati quattro letti ed un altro documento d’identità.
Segnalazione e blitz – La segnalazione è giunta agli agenti di via Garibaldi direttamente da alcuni condomini, che avevano notato da qualche tempo uno strano andirivieni nel palazzo, sito nella zona di viale Firenze. I poliziotti si sono così appostati, ed hanno seguito uno dei nigeriani sino al parcheggio del supermercato della periferia cittadina dove era solito chiedere spiccioli ai clienti.
Tremila dosi di marijuna – Lo hanno quindi fermato e portato in commissariato, dove ha fornito un indirizzo diverso, poi vistosi scoperto ha condotto gli agenti nell’appartamento da dove era stato visto uscire. Una casa con quattro camere, bagno, cucina ed un piccolo bagno di servizio adibito a lavanderia, dove occultata in uno scaffale di detersivi, i poliziotti hanno rinvenuto circa mezzo chilo di marijuana di buona qualità. Lo stupefacente sarebbe bastato per confezionare almeno tremila dosi.
Presa la banda – Gli uomini di Bruno Antonini hanno subito assicurato alla giustizia l’altro inquilino, al momento all’interno dell’abitazione. Il terzo complice è stato poi rintracciato ‘al lavoro’ nel parcheggio di un altro supermercato della periferia. I tre sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, in concorso. Ora si cerca di scoprire se della banda facesse parte anche un quarto complice.
'Soggiorno umanitario' – Del caso si sta occupando dal sostituto procuratore Mara Pucci del Tribunale di Spoleto. I nigeriani erano tra l’altro in posizione regolare, due con documenti rilasciati per motivi di ‘soggiorno umanitario’ ed un altro in attesa di rinnovo come rifugiato politico.