Ospedale Terni, sindacati "Si rischia il collasso e chiusura reparti" | Caos al Santa Maria - Tuttoggi

Ospedale Terni, sindacati “Si rischia il collasso e chiusura reparti” | Caos al Santa Maria

Luca Biribanti

Ospedale Terni, sindacati “Si rischia il collasso e chiusura reparti” | Caos al Santa Maria

Mer, 21/09/2022 - 21:30

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Ospedale Terni, caos su assunzioni, rinnovo contratti oss, stabilizzazioni e nomina primari. Cgil e Uil "Colpa di Coletto"

Continua la bufera sull’ospedale di Terni e la sanità ternana; da tempo le criticità del Santa Maria sono oggetto di attenzione di sindacati, cittadini e politica e, a quanto pare, nonostante l’azienda ospedaliera provi a tamponare e a ‘mascherare’ quello che non va, tutti nervi ormai sembrano scoperti. E ad aggravare la situazione sembrano profilarsi i blocchi delle assunzioni e dei rinnovi dei contratti.

Ospedale, blocco assunzioni

A distanza di un giorno dal manifesto contro i disservizi della sanità firmato da 14 associazioni arriva un nuovo strale dai sindacati sulle assunzioni: “È poi notizia di questi giorni, confermata oggi in un incontro dei sindacati con il dottor Casciari – affermano Giorgio Lucci, segretario generale della Fp Cgil di Terni, e Mauro Candelori, segretario della Uil Fpl di Terni – (nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera) dello sforamento dei tetti di spesa relativa al personale, che impone il blocco totale delle assunzioni, compresa la sostituzione del personale in quiescenza”.

“L’assessore Coletto è il colpevole”

“Il decadimento del nosocomio cittadino, vissuto in questi ultimi anni, ha un colpevole con nome e cognome: l’assessorato alla Sanità della Regione Umbria”. Secondo Cgil e Uil ne sono segnali “le innumerevoli manifestazioni di protesta di Cgil, Cisl e Uil, il ricorso allo stato di agitazione davanti al prefetto di Terni, la sfiducia bipartisan al direttore generale da parte del Consiglio comunale, l’insoddisfazione delle associazioni a tutela del malato, e, non ultima, le condizioni di lavoro del personale della dirigenza e del comparto”.

Ospedale, blocco rinnovo contratti Oss

Sempre secondo Lucci e Candelori questa situazione “comporta il mancato rinnovo dei contratti di 12 Oss, figura professionale spesso poco menzionata, ma la cui importanza è fondamentale per la cura del malato. Inoltre, entro l’anno, per vari motivi, l’azienda perderà circa 20 infermieri ed è poi in forse il rinnovo del personale Covid pari a circa 30 unità”.

In forse i processi di stabilizzazione e primari

Fp Cgil e Uil Fpl riferiscono inoltre che rimangono “in forse” i processi di stabilizzazione possibili con la legge Madia per l‘anno 2023. Così come rimangono “in sospeso” le nomine dei primari in almeno 10 strutture importanti, direttori che sono elemento essenziale per una buona organizzazione e una ripresa di attrattività dell’azienda per le regioni limitrofe.

“Rischio chiusura reparti”

“Se ad oggi la situazione dell’ospedale è a dir poco precaria – insistono Lucci e Candelori – da qui a qualche mese potrebbe implodere, con la conseguenza di un’ulteriore riduzione dei servizi e chiusura di reparti. Del colloquio avuto con il direttore abbiamo apprezzato la trasparenza sui dati, che confermano purtroppo quanto da tempo andavamo dicendo: l’azienda ha una grande maggioranza di indici di performance del tutto negativi, appesantiti anche dal mancato filtro del territorio (quindi della Usl 2), che di fatto ha imposto all’azienda un carico di lavoro enorme a partire dal Pronto Soccorso”.

Cosa succederà in ospedale?

Secondo quanto riferito da Cgil e Uil, vista l’impossibilità per ora di implementare il personale, due sono i filoni di intervento che l’azienda ospedaliera intende seguire: una rivisitazione dell’organizzazione interna, che necessità di una forte e costante collaborazione della dirigenza medica, in particolare per ovviare al fenomeno dei letti nei corridoi e delle liste di attesa; e un rinnovato e fattivo rapporto con l’Usl 2, a partire da una maggiore presa in carico dei pazienti cronici a domicilio, con un utilizzo totale e diretto dell’ospedale di Narni e del centro geriatrico per i pazienti con malattie croniche, che non necessitano di una assistenza particolarmente complessa.

La direzione del Santa Maria precisa “Rispettata legge Madia”

“Per quanto riguarda il personale – precisa l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni – nel corso dell’incontro è stato confermato che l’azienda rispetta in pieno i dettami della legge Madia in merito alle stabilizzazioni. Sul fronte delle assunzioni, su cui l’attenzione del Santa Maria è sempre massima, è stato rappresentata la necessità di un processo comunicativo/autorizzativo regionale, al fine di garantire le esigenze di assunzioni nel rispetto dei tetti di spesa”.


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