Ospedale di Foligno, così si torna alla normalità: il programma

Ospedale di Foligno, così si torna alla normalità: il programma

Redazione

Ospedale di Foligno, così si torna alla normalità: il programma

Pubblicato il documento: ripristinata la diagnostica per immagini
Mar, 02/06/2020 - 12:49

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Ospedale di Foligno, così si torna alla normalità: il programma

L’ospedale di Foligno resta covid fino al 31 luglio, ma può riorganizzare le attività non Covid, solo parzialmente ridotte durante la fase emergenziale. E’ stato pubblicato il documento che sancisce la riorganizzazione dell’ospedale di Foligno, dopo la riunione del 28 maggio, a cui hanno partecipato i direttori di dipartimento.

Ospedale di Foligno: cosa resta

Presso la medicina d’urgenza, adiacente al pronto soccorso, restano individuate: 1 camera filtro con due posti letto distanziati e separati da tende per attesa del tampone rapido. E nel Pronto soccorso restano attive una stanza per la stabilizzazione di un paziente critico sospetto di infezione; una stanza per visita per un paziente stabile con sintomatologia respiratoria; un container pretriage con camera di isolamento per visita specialistica.

Ospedale di Foligno: cosa cambia

Nell’area medica, la riorganizzazione prevede: 26 posti di pneumologia per pazienti con sintomatologia grave che necessita di ventilazione non invasiva; 32 posti di area bianca di posti di medicina. I 10 posti letto di gastro, i 7 di oncologia e i 5 di nefrologia vengono di nuovo trasferiti nell’area di degenza originale posta al terzo piano. La dotazione organica sia medica che infermieristica delle due discipline viene rimodulata nell’organico prima dell’emergenza covid in funzione del reale utilizzo dei posti letto assegnati. Per la neurologia – stroke unit: vengono mantenuti 17 posti letto non covid. Nel caso di trattamento urgenti in caso sospetto, lo stesso viene trattato nella stanza di stabilizzazione del Pronto Soccorso e nel caso di positività avviato alle aziende ospedaliere di Perugia o Terni.

Riabilitazione e terapia intensiva

La Riabilitazione continua a garantire le prestazioni di neuroriabilitazione per le gravi celebro lesioni acquisite nel rispetto dei percorsi riabilitativi già definiti. L’open space con otto posti letto di rianimazione viene riorganizzata Covid Free, restano seppure non attivi i 4 posti letto presso i locali delle Sale operative piccoli interventi da utilizzare nel caso di una nuova emergenza epidemica. Gli infermieri del blocco operatorio assegnati alla terapia intensiva vengono riassegnati alle attività operative.

Preospedalizzazione

I percorsi di preospedalizzazione dovranno prevedere triage telefonico il giorno precedente. In caso di negatività andrà previsto un unico accesso del paziente per l’esecuzione degli esami previsti. Il tampone naso faringeo deve essere eseguito al più tardi 48 ore prima del ricovero. Per ostetrica e ginecologia vengon ripristinate le degenze pre covid mentre viene mantenuto un percorso assistenziale per pazienti in attesa di accertamento diagnostico con accesso separato. Ripristinate le degenze pre covid anche per pediatria.

Chirurgia

Vengono mantenuti i 36 posti letto di chirurgia generale e i 23 di ortopedia con la disponibilità di stanze di isolamento in attesa del referto del tampone. Riattivata la day-week surgery con 24 posti, riattivata anche la diagnostica per immagini.

III Commissione

Intanto, la scorsa settimana si è svolta l’audizione dei vertici di Usl Umbria 2 in Comune. “Esprimo grande soddisfazione per come si è svolta la terza commissione consiliare riguardante la situazione relativa all’ospedale ‘San Giovanni Battista’ di Foligno”. Lo afferma in una nota Tiziana Filena (Fratelli d’Italia), coordinatrice della terza commissione consiliare. “Ci tengo in particolar modo a riferire quanto espresso da Massimo De Fino, commissario straordinario della Usl2 Umbria, che ha ribadito che l’attività del nosocomio folignate non si è mai interrotta – afferma Filena – e, come ha spiegato, vi sono ancora nel territorio delle situazioni da tenere sotto controllo e comunque la fase di emergenza, anche per normative di livello nazionale, non può considerarsi conclusa“.


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