Condanna unanime da parte delle istituzioni dopo che in un cimitero di Tuoro, comune dove è sepolto Emanuele Petri (il sovrintendente ucciso in un agguato nel 2003), sono comparse scritte inneggianti due terroristi e contro la polizia. Una vicenda su cui sta indagando la Digos, per risalire all’autore o agli autori del gesto.
In una nota, la presidente della Regione Stefania Proietti e la giunta regionale “stigmatizzano il gesto ignobile compiuto al cimitero di Tuoro sul Trasimeno dove viveva Emanuele Petri, il sovrintendente della polizia ucciso il 2 marzo 2003 sul treno regionale Roma-Firenze, in un’operazione contro il terrorismo. Fu colpito in occasione della cattura di Nadia Desdemona Lioce, nello scontro morì anche il terrorista Mario Galesi e fu recuperato materiale documentale decisivo per smantellare le Nuove Brigate Rosse”. Nel cimitero di Tuoro sul Trasimeno sono apparse scritte inneggianti ai due terroristi e la definizione di “poliziotti infami”.
“ A distanza di 23 anni – affermano la presidente e la giunta – è una ferita che si riapre per il dolore di una vita spesa al servizio dello Stato e persa nel compimento del proprio dovere. E’ un gesto inqualificabile che offende la memoria e il ricordo di Emanuele Petri, il suo sacrificio per difendere la democrazia”. “Questi comportamenti vanno condannati senza alcuna remora – hanno aggiunto la presidente e gli assessori – perché non ci deve essere spazio per atti vandalici infami e volo che offendono i nostri valori e richiamano gli anni bui del terrorismo. Esprimiamo vicinanza e affetto alla moglie Alma, al figlio e a tutti i familiari che sono stati costretti a rivivere una sofferenza indicibile”.
(foto di repertorio)