(Francesco de Augustinis) Si è conclusa in dieci minuti, come ampiamente previsto, la prima udienza di appello per l'omicidio dell'inglese Meredith Kercher, svoltasi nell'aula degli Affreschi della Corte d'appello di Perugia zeppa di giornalisti di testate locali, nazionali e straniere.
La prossima seduta, per l'apertura del dibattimento, si terrà il prossimo 11 dicembre. Le altre date calendarizzate sono il 18 dicembre (due giorni dopo che la Cassazione si esprimerà sul ricorso presentato dai legali di Rudy Guede, l'ivoriano già condannato con rito abbreviato) e il 15 gennaio 2011.
Il processo, che vede i due imputati condannati in primo grado a 26 anni per Amanda Knox e 25 per Sollecito, dovrà decidere sulle sorti dei due: da una parte le difese che indicano in Rudy l'unica persona presente sulla scena del delitto, dall'altra la Procura generale che vuole far cadere le attenuanti generiche concesse in primo grado.
Tra il pubblico c'era anche Patrick Lumumba Diya, indicato in un primo momento da Amanda come il responsabile dell'omicidio avvenuto la notte di Halloween del 2007 e poi totalmente scagionato dagli inquirenti.
Proagonisti dell'udienza di oggi, i tanti media che da stamani hanno movimentato l'intera via Baglioni, con file di furgoni sovrastati dalle antenne satellitari, teleobbiettivi riparati dagli ombrelli per la pioggia, presentatori in collegamento davanti alle telecamere che parlavano in inglese, tedesco e francese.
Alcune misure restrittive sono state annunciate per le prossime sedute: non si potrà infatti immortalare le scene del processo con telecamere o macchine fotografiche, nel tentativo di placare la ressa di obbiettivi che ha assediato oggi un Palazzo di giustizia blindato da controlli e varchi. L'assedio terminato con una pioggia di click per i due ragazzi che, con aria assente, sono stati scortati nel retro del palazzo e accompagnati sul cellulare della polizia Penitenziaria per far rientro in carcere