OMICIDIO MARESCIALLO CC: TRASMESSO A PERUGIA IL FASCICOLO. VARANZANO SARA' INTERROGATO IN SETTIMANA

OMICIDIO MARESCIALLO CC: TRASMESSO A PERUGIA IL FASCICOLO. VARANZANO SARA' INTERROGATO IN SETTIMANA

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L'inchiesta sull'omicidio del maresciallo capo Andrea Angelucci 35 anni (nella foto), segna un nuovo importante passo. Anzia due. Il primo è dato dall'arrivo, recentissimo, del fascicolo che la Procura di Modena a inviato a quella del capoluogo di regione umbro. In quel faldone è contenuta tutta la documentazione che racconta la fine della fuga di Rocco Varanzano, il pregiudicato 41enne alla guida del suv Bmw X5 con cui, a Volperino sulla montagna folignate, è stato investito il giovane carabiniere spirato poche ore dopo in ospedale. Documentazione inoltrata a Perugia perché nella giurisdizione della Procura Umbra è stato consumato il reato più grave e quindi a Perugia ne spetta la competenza. Il secondo passo, che matura sulla scorta del primo, vedrà, proprio nella settimana che si apre domani, salvo variazioni improvvise, lo stesso Varanzano comparire davanti al magistrato Manuela Comodi che a suo carico ha aperto, sin dai momenti successivi all'investimento mortale un fascicolo per omicidio volontario. Alla dottoressa Comodi, Varanzano dovrà dare molte risposte. Soprattutto dovrà spiegare i motivi della sua presenza a Foligno. La tragedia ebbe inizio poco dopo le 14 di giovedì 1 ottobre. Intorno quell'ora una pattuglia del Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Foligno intercettò nella zona della stazione ferrovia una Ford Focus che venne notata in quanto, uscendo dal piazzale dello scalo ferroviario, si immise in strada senza dare la precedenza e poi proseguì procedendo al centro della carreggiata. Ne nacque un breve inseguimento che sfociò, poche centinaia di metri dopo, nell'investimento del brigadiere Carmelo Infuso e del vicebrigadiere Luigi Beltempo. Poi una fuga che sembrava non aver fine culminata nell'abbandono della Focus a Cerritello di Verchiano cui seguì il furto del suv sul confine umbro-marchigiano e il successivo investimento che cancellò la vita del maresciallo capo Angelucci. La ricostruzione di quell'ultima fase umbra (Varanzano venne arrestato 12 ore dopo a Modena dopo l'ennesimo inseguimento e l'investimento di un poliziotto dell'unità “falchi”) è corredata dai rilievi dell'investimento mortale ed anche da una testimonianza diretta resa da un cittadino, un supertestimone, che ha assistito ai fatti e a messo nero su bianco ciò che ha visto. Elementi che supportano la tesi della Procura e quindi il fascicolo per omicidio volontario aperto dalla dottoressa Manuela Comodi. Varanzano, nel corso di una dichiarazione spontanea resa al giudice modenese che per primo l'ha interrogato, ha sostenuto di non aver voluto uccidere il giovane carabiniere. Tesi smentite dall'ipotesi accusatoria della Procura, dai rilievi dell'incidente effettuati dai carabinieri e, soprattutto, da quanto ha raccontato il supertestimone.

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