Si cercano le armi del delitto a Perugia nelle indagini sull'omicidio di Olinto Leandri, l'uomo di 87 anni ucciso dal figlio Antonio nella sua casa di via Cartolari, tra il 26 e il 26 novembre scorsi, i cui resti sono stati ritrovati a dicembre in un'area boscosa del monte Tezio.
Secondo le ricostruzioni dei carabinieri del Roni di Perugia, la morte dell'uomo sarebbe avvenuta in seguito a un dissidio di carattere economico e di stile di vita tra la vittima e il suo carnefice, che lo avrebbe colpito con un pezzo contundente e fatto a pezzi con un coltello. Proprio quest'ultima arma sarebbe al centro delle ricerche dei sommozzatori, in corso nel torrente Chiascio a Perugia, sotto la direzione del maggiore dell'arma Pierugo Todini e del capitano Giovanni rizzo, mentre a Ponte san Giovanni si cerca il martello che sarebbe stato usato dal giovane per colpire il padre.
Le indicazioni sull'ubicazione di altri resti smembrati dell'uomo e delle armi del delitto sono state fornite agli inquirenti dallo stesso Antonio Leandri, che ha confessato l'omicidio del padre. Ieri la squadra di sommozzatori aveva recuperato nei pressi di san Terenziano di Todi la testa della vittima, a quanto si apprende da fonti di stampa “cementata” dentro un secchio, mentre altri arti sempre ieri erano emersi in una zona boschiva di Montelaguardia.
L'autore dell'efferato delitto, un insegnante di educazione fisica di 53 anni, dovrà rispondere ora di omicidio non premeditato e soppressione di cadavere.
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