Omicidio Ilaria Sula, la madre dell'assassino non andrà in carcere - Tuttoggi.info

Omicidio Ilaria Sula, la madre dell’assassino non andrà in carcere

Luca Biribanti

Omicidio Ilaria Sula, la madre dell’assassino non andrà in carcere

Omicidio Ilaria Sula. La signora Nors Manlapaz patteggia a 2 anni con pensa sospesa. Genitori di Ilaria distrutti dal dolore
Ven, 28/11/2025 - 19:30

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Il Tribunale di Roma ha disposto due anni di carcere, con pena sospesa, per la signora Nors Manlapaz, la madre di Mark Samson (assassino di Ilaria Sula, la studentessa Ternana barbaramente uccisa a Roma), accusata di occultamento di cadavere in concorso, accogliendo la richiesta di patteggiamento formalizzata dall’avvocato Paolo Foti al pm Maria Perna. Il gip di Roma, Paola Petti, nell’ambito dell’udienza che si è tenuta questa mattina, 28 novembre, ha emesso la sentenza nei confronti della donna che ha aiutato il figlio a ripulire il sangue della vittima e a disfarsi del corpo della studentessa di Terni, selvaggiamente uccisa da Mark Samson nell’appartamento di via Homs 8, a Roma nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2025. Il legale dei genitori di Ilaria, l’avvocato Giuseppe Sforza, racconta che il padre, Flemur, e la madre, Gemize, della vittima sono distrutti al pensiero che la donna non sconterà neanche un giorno di carcere.

Omicidio Ilaria Sula, per l’assassino udienza il 9 dicembre

Per l’assassino reo confesso Mark Samson si attende invece l’udienza fissata per il 9 dicembre. L’uomo, ricordiamo, è accusato di omicidio volontario aggravato e il processo a suo carico era iniziato il 12 novembre con la richiesta di giudizio immediato. Alla luce di tutti gli elementi, emersi nel corso dell’indagine i pm capitolini, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, a Mark Samson sono stati contestati i reati di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione, oltre a quelle dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima e l’occultamento di cadavere. “O torna con me o la uccido”, era uno dei messaggi trovati dagli inquirenti nel telefonino del giovane e da cui emerge il ‘progetto’ del femminicidio. Nell’ordinanza con cui lo scorso aprile è stato convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, il gip Antonella Minunni aveva sottolineato come “ciò che colpisce è il suo atteggiamento di forte autocontrollo e lucidità, in particolar modo nella fase successiva all’omicidio di Ilaria. Nonostante egli avesse detto più volte di non riuscire a vivere senza Ilaria e a non immaginare una vita senza di lei, dopo averla brutalmente uccisa ed essersi liberato del cadavere della ragazza, riesce a rientrare nella normalità sin da subito”. 

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