MONTELUCO "IMPALATO" PER IL SUO BENE. IL COMUNE "E' UN AREA COMPROMESSA". CENTRODESTRA SUL PIEDE DI GUERRA (foto Tuttoggi) - Tuttoggi.info

MONTELUCO “IMPALATO” PER IL SUO BENE. IL COMUNE “E' UN AREA COMPROMESSA”. CENTRODESTRA SUL PIEDE DI GUERRA (foto Tuttoggi)

Redazione

MONTELUCO “IMPALATO” PER IL SUO BENE. IL COMUNE “E' UN AREA COMPROMESSA”. CENTRODESTRA SUL PIEDE DI GUERRA (foto Tuttoggi)

Mar, 27/07/2010 - 20:29

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(Car.Van.) – Conferenza stampa “montana” quella organizzata sul Monteluco oggi dai Consiglieri comunali di centro destra, Angelo Loretoni, Fabrizio Cardarelli (Lista Rinnovamento) e Gianmarco Profili (Gruppo Misto). Appuntamento proprio sotto l'antenna del ripetitore Rai, a due passi dalla famosa Croce. E' proprio qui che si sta consumando, secondo i Consiglieri, l'ennesimo colpo di mano ai danni della collettività, ma in questo caso anche ai danni di uno dei siti più caratteristici dello spoletino e non solo.

I fatti piuttosto noti ormai, parlano di una domanda di installazione per un impianto di telecomunicazione, presentata dalla Segit Srl di Perugia, da costruirsi proprio a ridosso delle strutture esistenti e consistente in un palo flangiato di 35 metri di altezza ( a spanne poco più dell'attuale antenna) e di 3 box per alloggiamento per apparati tecnici di circa 20 mq ciascuno. Interessata risulta una parte di superficie boschiva attualmente esistente di circa 200 mq tra istallazioni e pertinenze.

Il tutto per una “locazione” impianti a favore del Comune di Spoleto pari a 5mila euro l'anno ed un ristorno del 7% da parte della Segit, sui contratti commerciali stipulati con chi se ne dovesse servire. Dalle carte presentate dai Consiglieri alla stampa risulta una pratica ormai giunta alla sua conclusione, in attesa del parere definitivo della Soprintendenza di Perugia, che non avendo ancora scritto nulla in merito, sembra si stia avviando verso la formula del “silenzio assenso”. Se non fosse che la stessa maggioranza comunale al momento ha consigliato agli uffici il ritiro della pratica dalla discussione in Consiglio in attesa di un pronunciamento “scritto” dell' ente.

Fin qui i fatti come dicevamo, noti. Ma una conferenza stampa serve anche a chiarire tutti i punti che non sono solo ciò che “trapela” dai lavori consiliari.

E così alla stampa oggi viene mostrato il parere favorevole alla Commissione edilizia, presentato dall'Esperto ambientale del Comune, che dichiara come l'impianto “non altera le caratteristiche dell'ambito tutelato poichè lo stesso è già compromesso dalla presenza di numerosi impianti per le telecomunicazioni”.

Oppure, come si legge nella comunicazione di parere favorevole dell'ingegner Coccetta che scrive al Suic come Direzione progettazione Ambiente e Territorio, “per quanto riguarda l'installazione dei Box, si prescrive di evitare l'abbattimento di eventuali specie protette”.

Oppure come l'autorizzazione del Suic a firma della dirigente Stefania Nichinonni che nella premessa riconferma la valutazione della Commissione comunale, basata sull'analisi dell'Esperto ambientale, quello “della zona compromessa”, per intenderci.

All'apice della catena ora raccontata, la Determina Regionale che per prima esprime “una valutazione di incidenza favorevole” sulla pratica della Segit.

I consiglieri di centrodestra però non sembrano convinti della bontà della scelta aldilà della legittimità o meno della pratica e si pongono una serie di interrogativi, per primo sul “quantum” della locazione (la Vus a Montefalco per analogo servizio incassa 50mila euro l'anno). Un altro dei motivi del dubbio, se non della contrarietà all'intervento, è l'impatto dei manufatti sull'area interessata, che su carta sembrano essere “mininvasivi”, ma che, come chiarisce un convinto Angelo Loretoni, “vi immaginate cosa saranno gli scavi di sottofondazione e le basi per ancorare i box e sopratutto l'antenna che è un palo unico, con diversi problemi di ancoraggio, e non come questa esistente che è un traliccio? Per non parlare del movimento dei mezzi di scavo e delle betoniere per il cemento”.

Aggiunge Profili “ci stanno dicendo che siamo contrari alla tecnologia. E' una stupidaggine, perchè qualsiasi intervento riguardi il territorio e la comunità, e sopratutto un area protetta come il Monteluco, va necessariamente regolamentato. C'è un limite a tutto anche a fronte dei 'munifici' 5mila euro d'affitto”. Un Fabrizio Cardarelli, conosciuto anche per la sua passione per la natura e la caccia, chiarisce alla stampa presente,”Avrete capito il motivo per cui era necessario venire a vedere di persona il sito. E' uno scempio e dichiarare che l'area è compromessa non è una giustificazione valida per far fuori altri 200 mq di lecci, che per quello che mi riguarda sono in buona salute”.

Durante lo svolgimento della conferenza stampa arrivano anche due cittadini curiosi di vedere dove gli impianti si andranno a posizionare. E' lo stesso consigliere Cardarelli che si presta a spiegare il tutto ai due che scuotono energicamente la testa. Ora non resta che attendere il parere scritto della Soprintendenza, anche se i Consiglieri Loretoni Profili e Cardarelli dichiarano di voler andare fino in fondo per verificare se davvero questa istallazione è di utilità alla comunità. Intanto un primo segnale di difformità anche in seno alla maggioranza si è avuto con il ritiro della pratica dalla discussione da parte degli uffici comunali.

E sotto ai lecci da abbattere sorge spontanea una riflessione. Ci dovrà pur essere un punto in cui una collettività fa a meno del suo interesse economico, quando questo incide su uno dei suoi simboli storico-sociali-culturali che la caratterizza. E tuttavia se anche l'interesse economico fosse rilevante per qualche motivo, l'intervento che si dice vada ad interessare un'area “compromessa” non dovrebbe proseguire sulla strada sbagliata che già in precedenza aveva causato la stessa compromissione. Sarebbe come non aver imparato nulla dal passato. Ma questo è un fatto che ultimamente non riguarda solo Monteluco.

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