Migranti e integrazione, fondi in arrivo |  351mila euro in Umbria

Migranti e integrazione, fondi in arrivo | 351mila euro in Umbria

Fondo Fami e Puzzle riunisce Prefetture, Anci, Asl, Regione e soggetti privati | Tutte le azioni in campo

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Si chiama ‘Puzzle‘ ed è il nuovo progetto messo in campo dalla Prefettura di Perugia per cittadini richiedenti asilo, migranti e per la loro integrazione. Arrivano così 351mila euro dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Fondo FAMI (anagramma di Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione), nel quale ‘Puzzle’ ricade. Il capoluogo umbro si posiziona così al quarto posto nella graduatoria per l’assegnazione dei finanziamenti del FAMI, preceduto da Milano (469mila euro), Foggia (378mila euro), Ragusa (373mila euro).


FONDO FAMI – TUTTI I PROGETTI E I FINANZIAMENTI


I dettagli del progetto Puzzle sono stati illustrati questa mattina in conferenza stampa a Perugia dal Prefetto, Raffaele Cannizzaro. Nello specifico, Puzzle nasce da una partnership  con  Anci, A.S.L. 2, Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica,  soggetti del privato sociale impegnati nell’accoglienza di richiedenti asilo sul territorio e ha ricevuto l’adesione della Prefettura di Terni, della Regione Umbria e dell’A.S.L. 1.


Gli obiettivi

Tra gli obiettivi, c’è quello di potenziare ed ottimizzare il sistema regionale di prima accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; promuovere e facilitare i processi di integrazione dei richiedenti e dei titolari di protezione Internazionale.
Le carenze – Un sistema, quello umbro relativo all’accoglienza dei migranti, basato su una rete di strutture di piccole e medie dimensioni, diffuse sul territorio che ha consentito negli ultimi tre anni di far fronte ai trasferimenti disposti dal Ministero dell’Interno garantendo determinati standard accoglienza. “Tuttavia – riferisce la Prefettura – alcune fasi del percorso di accoglienza presentano aspetti di particolare complessità”.

Nuove azioni in campo

Ed ecco che ‘Puzzle’ prevederà: il rafforzamento del  networking tra gli enti pubblici che compongono il Tavolo Regionale di Coordinamento dei flussi migratori non programmati, nonché la rete dei soggetti del privato sociale che gestisce i servizi di accoglienza dei richiedenti protezione; la gestione della fase iniziale dell’accoglienza, soprattutto in caso di arrivi numerosi e ravvicinati; la presa in carico delle situazioni complesse e multi-problematiche da parte dei servizi socio-sanitari delle  UU.SS.LL. e delle aziende ospedaliere, in particolare nell’area del disagio psichico, della tratta di esseri umani, di quello connesso all’abuso di sostanze psico-attive, del trattamento degli interventi informativi-educativi per le malattie infettive, dell’assistenza materno-infantile; la gestione del conflitto all’interno delle strutture temporanee e la mediazione con la popolazione del  territorio che accoglie; il monitoraggio e controllo sui centri di accoglienza da parte delle Prefetture.

Le azioni previste, riferisce la Prefettura, saranno orientate ad incrementare gli interventi di mediazione culturale in ambito sanitario ed in tutte le attività informative rivolte ai richiedenti; a sviluppare maggiori competenze dei soggetti pubblici e del privato sociale chiamati  a dare risposte più efficaci, sensibilizzare le comunità ed il territorio, mediare i conflitti, sperimentare modalità di intervento basate su approcci interculturali.

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