Mancano le "condizioni igienico sanitarie", scuola chiusa - Tuttoggi

Mancano le “condizioni igienico sanitarie”, scuola chiusa

Redazione

Mancano le “condizioni igienico sanitarie”, scuola chiusa

Ma i genitori della primaria di Pila protestano: se il dirigente non dirige...
venerdì, 20/09/2019 - 15:34

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Mancano le “condizioni igienico sanitarie”, scuola chiusa

Manca l’acqua e il dirigente della scuola primaria Anna Frank di Pila chiede ai genitori di venire a riprendersi i figli “per mancanza di condizioni igienico sanitarie”. Un guasto alla rete idrica non assicura infatti alla scuola l’erogazione dell’acqua potabile. Per il dirigente, quindi, le lezioni non potevano svolgersi.

Ma i genitori non ci stanno e accusano la dirigenza di mancanza decisionale. “Nonostante la mancanza di acqua corrente dalle prime ore del mattino del 19 settembre, dovuta ad un danno che ha provocato il disservizio in tutta la zona, e per cui i tecnici erano già al lavoro per ritornare quanto prima alla normalità, i bambini – raccontano – sono stati accolti in classe ed hanno iniziato il regolare svolgimento delle lezioni. Noi genitori, avendo consegnato i figli presso l’Istituto scolastico, ci siamo recati come da abitudine nei luoghi di lavoro. Dopo circa un’ora la scuola ha contattato le famiglie dicendo che il preside aveva appena comunicato che la scuola non garantiva il regolare svolgimento del servizio scolastico per mancanza di condizioni igienico sanitarie, pertanto i genitori avrebbero dovuto riprendere i propri figli e solo al momento di riprendere i figli abbiamo trovato un cartello che comunicava questa decisione (come da foto allegata). Potete capire il disagio di chi ha dovuto abbandonare il posto di lavoro, o di chi non si trovava in città in quel momento o comunque di chi ha dovuto allarmare qualcuno in parte sua”.

Alcuni genitori hanno incontrato il dirigente scolastico fuori dalla scuola il quale ha specificato che tutto ciò non era prevedibile.

“Secondo noi invece – proseguono i genitori – la necessità di chiudere la scuola di fronte ad una simile problematica, diventa prevedibile nel momento in cui si prende atto della mancanza di acqua e delle relative condizioni igienico sanitarie dei bagni, ovvero nel momento in cui la collaboratrice scolastica accede a scuola prima dell’arrivo dei bambini. Se la normativa della Asl dichiara inutilizzabile un edificio scolastico in mancanza di acqua, questo un preside dovrebbe saperlo. Questo, secondo noi vuol dire dirigere: prendere delle decisioni preventive o comunque predisporre un piano di intervento per qualsiasi situazione. Questa è una situazione prevedibilissima in quanto è una delle prime problematiche che in una scuola possono insorgere, e a quanto ci è sembrato non si è affrontata la situazione con un criterio logico e decisionale. Le stesse maestre, alle quali non compete questa scelta, ci sono sembrate indecise sul da farsi come se non avessero una guida in quel momento”.

E ancora: “Se si fosse presa subito questa importante decisione di chiudere, si sarebbero evitati ulteriori disagi alle famiglie, che avrebbero avuto il tempo di organizzarsi ed avrebbero evitato ritardi nei posti di lavoro. Questa lettera di protesta – chiariscono – non vuole essere l’ennesima lamentela di genitori che contestano l’autorità scolastica, ma vogliamo che sia uno stimolo per migliorare la comunicazione famiglie-scuola-insegnanti e che serva da monito per le prossime situazioni “non prevedibili”. Un dirigente deve dare ai suoi collaboratori informazioni precise su qualsiasi situazione di disagio possa verificarsi. Altrimenti se non si dirige chiaramente sarà troppo facile far passare per imprevedibili situazioni che potrebbero rientrare all’interno di protocolli”.


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