Liceo scientifico agibile, i tecnici "Resistenza al 30 ottobre più importante di certificati" - Tuttoggi

Liceo scientifico agibile, i tecnici “Resistenza al 30 ottobre più importante di certificati”

Sara Fratepietro

Liceo scientifico agibile, i tecnici “Resistenza al 30 ottobre più importante di certificati”

Genitori divisi sul rientro in sede, c'è chi chiede moduli prefabbricati | In città solo due istituti superiori con il certificato di vulnerabilità | M5s segnala la situazione delle scuole alla protezione civile nazionale
Gio, 17/11/2016 - 11:57

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Il liceo scientifico riaprirà la sua sede presumibilmente lunedì. A meno che ulteriori approfondimenti e colloqui con la prefettura, la protezione civile ed altri organismi portino a chiudere l’edificio. E’ la decisione presa dal sindaco Fabrizio Cardarelli – che si è preso fino alla fine di questa settimana di tempo prima di eventuali provvedimenti – al termine dell’infuocata assemblea con i genitori dello scientifico, andata in scena ieri pomeriggio a Villa Redenta. Due ore e mezza di dibattito in cui sono emerse due cose: la piena agibilità della scuola e le divisioni interne gli stessi genitori, divisi tra chi vuole un’altra sede per i loro figli e chi invece vuole che rientrino in quella di vicolo San Matteo.

Liceo scientifico è agibile

A fare chiarezza sugli aspetti tecnici sono stati i funzionari della Provincia di Perugia: l’ingegner Andrea Rapicetta e l’avvocato Bruno Palazzetti. “La Protezione civile – ha esordito Rapicetta – ha detto che l’edificio del liceo scientifico può essere utilizzato, la situazione non è cambiata. Ci sono state delle lesioni sulle tamponature e la condizione ante terremoto è stata ripristinata, quindi quell’edificio si può utilizzare. Nel mirino delle famiglie, però, c’è il certificato di vulnerabilità sismica, che evidenzia che quella struttura riesce a resistere al 10% dell’azione massima sismica. E a nulla, per alimentare le proteste di madri e padri, è valsa la spiegazione che “l’edificio ha rispettato le norme del tempo e che non ha difetti di fabbrica, un aspetto molto positivo, ma la norma non lo contempla“. “La scheda Aedes comunque dice che il liceo scientifico può essere utilizzato e non è semplice far passare l’idea che non si usi” ha aggiunto Rapicetta.

Forti ed incisive, a questo proposito, le parole dell’altro dirigente della Provincia, Palazzetti: “La scuola è vulnerabile ma questo non vuole dire che non sia agibile. Per quanto ci riguarda, non c’è alcun motivo, basato su motivazioni scientifiche, per dire che quella scuola sta per crollare. L’istruttoria tecnica è stata fatta con scrupolo e coscienza per ben tre volte, non giochiamo al calcolo delle probabilità con la vostra vita, siamo convinti, secondo scienza e coscienza, che lo Scientifico non è in una condizione di inagibilità strutturale. “Se il sindaco – ha aggiunto Palazzetti – in base ad una sua valutazione ed ai poteri che la legge gli attribuisce dichiara comunque l’inagibilità della scuola, ed il prefetto e la protezione civile ritengono che quel provvedimento è giusto, noi come tecnici della Provincia di Perugia saremo a disposizione 24 ore su 24  per mettere gli studenti in condizioni di proseguire l’anno scolastico”.

Certificati “superati” dai fatti

Nello specifico, sui certificati, i tecnici della Provincia hanno spiegato che a Spoleto ne sono in possesso soltanto due scuole superiori, lo Scientifico (alta vulnerabilità, certificato datato 2008) e il liceo delle Scienze umane (bassa vulnerabilità). Ma le verifiche sono state fatte su tutte le scuole. “Per avere la certificazione di vulnerabilità servono dai 10mila ai 40mila euro ad edificio e la Provincia ha 110 scuole, servirebbero quindi milioni di euro”. Chiarimenti anche sui temi di miglioramento ed adeguamento sismico: “Sugli edifici esistenti – ha spiegato Rapicetta – prevedere l’adeguamento sismico è praticamente impossibile, possiamo però fare dei lavori di miglioramento. Abbiamo verificato tutti gli edifici consolidati e costruiti prima del 1982, partendo dai più vecchi, e lo Scientifico è uno di quelli verificati”.

I certificati di vulnerabilità previsti da una norma del 2003, quindi, è stato evidenziato, servono per programmare gli interventi da effettuare sugli stabili. Alla prova dei fatti, comunque, l’edificio ha resistito bene alla scossa di terremoto del 30 ottobre, per la quale sono stati forniti i dati di accelerazione a Norcia e a Spoleto. “Se abbiamo paura dobbiamo evacuare tutta Spoleto e non solo lo Scientifico“. A dare un contributo è stato anche il comandante della polizia municipale, Massimo Coccetta, già dirigente ai lavori pubblici del Comune, che ha spiegato il tipo di prove che vengono fatte per ottenere il certificato di vulnerabilità, vale a dire simulazioni. “Noi qua – ha evidenziato – il terremoto lo abbiamo avuto e ha fatto vedere le sollecitazioni a cui sono stati sottoposti tutti gli edifici. Non solo quello del 2016, ma anche gli altri dal 1997 in poi. L’edificio dello scientifico in un certo senso, rispetto ai parametri che determinano la sua vulnerabilità, ha avuto il suo collaudo: ha resistito alla prova dei fatti ad un terremoto molto più forte di quello che era stato previsto”. Un tema, questo, su cui hanno fatto forza anche i due funzionari della Provincia di Perugia. Ma che lunedì in consiglio comunale era stato evidenziato anche dal consigliere comunale del Pd Massimiliano Capitani, intervenuto in qualità anche di genitore e di professionista del settore.

Sollecitati lavori sull’Ipsia

Buona parte dei genitori presenti, però, hanno chiesto soluzioni alternative, evidenziando poi i disagi che gli studenti stanno affrontando in questo periodo andando a scuola il pomeriggio. Nel mirino anche la questione della sicurezza delle altre scuole ospitanti (al Liceo Classico, è stato spiegato, sono stati effettuati lavori di miglioramento sismico), tanto che alcune famiglie hanno chiesto l’installazione di dei moduli prefabbricati. Un’ipotesi però impossibile considerando che i tecnici della Dicomac hanno dichiarato la scuola agibile. Altra questione è l’avvio di lavori sulla sede dell’Ipsia di via Visso, negli ultimi anni vuota perché necessita di interventi. Su questo plesso c’è un progetto per 150mila euro e l’effettuazione dei lavori è stata sollecitata dal sindaco Cardarelli a prescindere dall’attuale situazione: “Non è pensabile che una struttura del genere sia vuota, è uno spreco, per questo ho chiesto e continuo a chiedere che sia ristrutturata nel più breve tempo possibile”. Se gli studenti non dovessero tornare nella sede originaria, comunque, i tecnici della Provincia hanno spiegato che per qualunque situazione alternativa da mettere in campo tra le due citate ci vorranno almeno 2 mesi.

Novità, a questo punto, sono attese entro la fine della settimana. Se non cambierà nulla lunedì si rientrerà allo Scientifico. Prima, però, il sindaco ha annunciato che avvierà contatti con il prefetto ed altri organismi per stabilire insieme il da farsi e per chiedere ulteriori conferme sulla situazione dello stabile.

Movimento 5 stelle scrive alla protezione civile nazionale

Intanto sulla questione della vulnerabilità delle scuole, non solo superiori, torna ad alzare la voce il Movimento 5 stelle, che ha segnalato la situazione al dipartimento nazionale di protezione civile. “Il sindaco Cardarelli è a conoscenza dello stato delle scuole comunali di Spoleto. Ha dichiarato che 11 di esse non sono provviste di certificazione di vulnerabilità sismica (che è obbligo giuridico secondo l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 2003). E’ anche a conoscenza delle strutture la cui certificazione indica un alto livello di vulnerabilità ed è senz’altro a conoscenza anche delle eventuali raccomandazioni di interventi in esse contenute. Su chi ricadrà la responsabilità di non aver ovviato nei termini di legge sulle mancate certificazioni di vulnerabilità? E perché Spoleto non ha mai usufruito del fondo istituito presso il Fondo unico per l’edilizia scolastica istituito presso il Miur, a differenza di Terni, Perugia, Marsciano e Città della Pieve? Il caso esemplare del Liceo Scientifico, la cui struttura è agibile in fascia “A” ma con una certificazione di “alta vulnerabilità” ha messo i genitori di tutte le scuole in uno stato di agitazione e ha di fatto indotto la proroga della riapertura dell’istituto, forse ne determinerà direttamente il ricollocamento. Ricordiamo anche il caso della scuola materna di Eggi con inagibilità di fascia “C” e allo stesso tempo con uno alto indice di vulnerabilità sismica. La scuola non rientrava nell’ordinanza di chiusura ed è stata chiusa solo dopo le rimostranze delle maestre e dei genitori.  Complessivamente le scuole di Spoleto riportano uno stato ibrido che bisognerebbe intersecare con i dati sulla vulnerabilità sismica degli edifici. Questo stato è da un lato ancor più complesso da gestire rispetto alla piena inagibilità delle strutture, e desta nella popolazione una profonda preoccupazione”.

“Ai sensi del Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, – ricordano i pentastellati – gli edifici scolastici hanno funzioni strategiche nei piani di emergenza di protezione civile. Per questi motivi, la consigliera del Movimento 5 Stelle Elisa Bassetti ha sentito il dovere di segnalare la situazione alla Protezione Civile Nazionale per chiedere un intervento urgente, diretto e specialistico di esperti della Protezione civile nazionale, a supporto degli operatori locali che stanno conducendo un lavoro eroico per le emergenze, per un esame e valutazione più accurati dello stato delle nostre scuole, nella emergenza ed urgenza, nonché al fine di accedere ai previsti fondi per l’adeguamento strutturale e antisismico delle scuole”.

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