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Le ultime su Berlusconi? Ve le dice Cornacchione con “Silvio C'è” (video TO®). Esilarante esibizione alla festa del Pd

Redazione

Le ultime su Berlusconi? Ve le dice Cornacchione con “Silvio C'è” (video TO®). Esilarante esibizione alla festa del Pd

Ven, 02/09/2011 - 11:03

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Riccardo Foglietta – Luca Biribanti

A quattro anni di distanza dal fortunato spettacolo “Povero Silvio” Antonio Cornacchione, reso noto al grande pubblico dalle sue collaborazioni con “Zelig” e “Che tempo che fa”, torna a lavorare con e per il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il suo nuovo lavoro dal titolo “Silvio c'è?”, presentato ieri sera nella cornice dell’Anfiteatro Fausto, in occasione della Festa del PD di Terni. Durante l’esibizione le nuvole proiettate sullo schermo in fondo al palco hanno accolto lo spettatore introducendolo nell'atmosfera surreale e profondamente ironica dello spettacolo, reso così specchio, nelle intenzioni dell’autore, della situazione attuale del Paese. Cornacchione per quasi due ore ha sostenuto il ritmo elevatissimo della satira che lo ha reso famoso in televisione, caratterizzata da battute al vetriolo, ogni volta piazzate sapientemente a suggello di un quadro descrittivo della politica italiana, condite qui e là da trivialità che avvicinano il comico alla vita del cittadino (e dello spettatore) comune. Gli argomenti proposti hanno ripercorso tutto l'ultimo anno di storia politica del Paese, dal caso Bertolaso all'aggressione di piazza del Duomo, dall'economia all'informazione, dalle escort al processo Mills. La struttura dello spettacolo prevedeva che Cornacchione non fosse da solo sul palco: insieme a lui, seduto al pianoforte, c’era Carlo Fava, un bravo cantautore che non soltanto ha vinto nel 2006 il premio della critica a Sanremo in duetto con Noa, ma che si è rivelato essere anche una spalla perfetta sul piano del cabaret, contribuendo a rendere il monologo quasi un omaggio al teatro-canzone di gaberiana memoria. Così, approfittando della musica e della voce di Fava, nel bel mezzo dello spettacolo hanno trovato spazio anche una serie di parodie di canzoni famose prestate allo scopo: ne sono state esempio “Amore impossibile” dei Tiromancino, il “Tango delle capinere” di Milva, con la sua “ronda del piacere” che si è trasformata in una ronda leghista, fino a “Meno male che Silvio c'è” che, cantata in stile karaoke, sembrava suggerire inquietanti parallelismi fra programmi televisivi di successo e fenomeni di populismo. In chiusura, per riassumere la grande insofferenza e quasi lo sconforto che nasce di fronte alle angherie dei nostri potenti, l'urlo finale gridato da Cornacchione all’immagine proiettata di Vittorio Sgarbi ha voluto restituire indietro tutta la volgarità subita ed assimilata quotidianamente dal popolo italiano.

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