La città di Spoleto dice addio a Bala Sagor, “Obi”, il 21enne ucciso due mesi fa a Spoleto e poi fatto a pezzi dall’ex collega Dmytro Shuryn. Un omicidio – stando a quanto ricostruito poi dallo stesso assassino reo confesso – avvenuto per una lite relativa a un prestito di piccola entità. Un fatto che ha scosso la comunità locale, che si è mobilitata anche con una raccolta di fondi per permettere il rientro in Bangladesh della salma del povero aiuto cuoco che in Italia era arrivato alla ricerca di un futuro migliore.
La salma rientrerà a Dacca il 28 novembre, per essere restituita alla famiglia, che anche attraverso i social in questi mesi ha chiesto giustizia per questo orribile delitto. Del rientro in patria del corpo di Obi se ne sta occupando Arci Solidarietà, che gestisce in città il centro di accoglienza dei richiedenti asilo del Comune di Spoleto dove era ospite anche il 21enne.
Tutti coloro che vorranno tributargli un ultimo saluto potranno farlo martedì 25 novembre, dalle ore 9.00 alle 20.00 alla camera ardente allestita presso la Casa Funeraria AROF in via degli Operai, 4 a Santo Chiodo.
Intanto la comunità spoletina, grazie alla raccolta fondi lanciata il 2 ottobre scorso dal Comune, è riuscita a raccogliere complessivamente 7.300 euro, somma che la Consulta Giovanile comunale ha già inviato alla famiglia di Bala Sagor, tutt’ora residente in Bangladesh. Una mobilitazione generosa e molto partecipata, che ha coinvolto tantissimi cittadini e cittadine che, oltre a lasciare le proprie offerte il giorno stesso dell’iniziativa, nelle settimane successive hanno effettuato i versamenti nel conto corrente bancario messo a disposizione dai ragazzi e dalle ragazze della Consulta Giovanile comunale di Spoleto.