di Ada Spadoni Urbani (*)
Non risponde ad una logica sana l'esternazione della Presidente Marini che commenta la linea del Governo come anti-federalista. No, non è contro il federalismo dire che ci sono sprechi nel bilancio dello Stato, anche a livello regionale, provinciale o comunale.
Ho partecipato in questi giorni alla maratona che ha portato alla razionalizzazione degli Enti lirici italiani. Il fatto è che, nel tempo, lo Stato ha sovvenzionato istituzioni di qualità e poi… anche tutto il resto!
Solo in Umbria, si sa, ci sono centinaia di posti per politici o amici di politici da tagliare in decine di enti inutili. Uno sterminato “cimitero degli elefanti “con costi altissimi. Non c'è comune umbro con più di qualche migliaio di abitanti che non partecipi alla gestione di almeno tre o quattro enti con un numero di rappresentanti… funzionale alla politica.
Non ce lo possiamo più permettere. I cittadini capiranno se ci saranno meno poltrone. Capirebbero meno se certe spese venissero mantenute e i servizi essenziali diminuiti. Perché a volte accade che ciò che è essenziale per la politica non lo è per i cittadini.
Anche questo è federalismo, Presidente Marini. Responsabilizzare gli amministratori locali che non sono sempre attenti alla gente.
La crisi che stiamo vivendo obbliga a fare giustizia di tanti sprechi. Non è facile, ma lo chiedono gli organismi economici internazionali, l'Unione europea e tanti, tantissimi cittadini.
Certo, non è un modo per mantenere il potere; la sinistra umbra lo sa bene. Tant'è ! Anche se i dipendenti della scuola sembra, avranno un trattamento meno penalizzante – se è vero che Tremonti è disposto a rivedere la manovra in tal senso, accogliendo così l'emendamento che insieme ad altri parlamentari, avevo fatto in proposito – lo scontento tra i dipendenti dei ministeri (che devono compiere una buona parte dei sacrifici richiesti per rimettere i conti pubblici in ordine) è noto. Il Governo sa di sopportare un peso politico non piccolo. Ma non ci sono strade alternative per nessuno.
E non credo che serva aprire polemiche sulle responsabilità storiche per la situazione attuale.
(*) Senatore PdL