Sono in corso le indagini e la Procura aprirà un fascicolo sul rogo per capire come le fiamme dell’incendio alla ex Tacconi, oggi Fonderie Assisi, si siano sviluppate: l’ipotesi è un cortocircuito dovuto al surriscaldamento di un trasformatore elettrico che ha “coinvolto” l’olio dei condensatori di media tensione.
A scoprire l’incendio, i manutentori intervenuti dopo un blocco dei forni; le fiamme si sono sviluppate per ore, domate solo intorno a mezzanotte dai vigili del fuoco, sul posto con carabinieri e 118. Dopo i rilievi dei tecnici Arpa la giunta ha emesso una ordinanza che vieta la raccolta e il consumo di prodotti alimentari coltivati e di pascolo e razzolamento degli animali da cortile e limita le attività all’aperto; inizialmente prevista per 2 km, la zona è stata ora ridotta alle parti limitrofe alle Fonderie, per cui è stata dichiarata l’inagibilità provvisoria della struttura e la rimozione quanto prima del rifiuto combusto, con tanto di presentazione di perizia tecnica tra un mese. Ci vorrà invece ancora qualche giorno per conoscere i risultati dei campionamenti effettuati dai tecnici, che cercano micro-inquinanti organici sui vegetali.
E se i sindacati chiedono di “garantire in tempi rapidi per la ripresa” (ma in realtà si ipotizza uno stop lungo mesi: ai quasi 200 dipendenti (e forse a circa 400 con Cannara, ferma se Santa Maria si ferma) verrà garantita la tredicesima e poi verrà attivata la cassa integrazione, non dovrebbero però esserci perdite di posti di lavoro vista la stasi dell’automotive), il comitato di via Protomartiri Francescani ricorda come “già nel 2018 era accaduto un fatto simile, e questo succede quando i cittadini non vengono ascoltati o peggio derisi e denunciati, quando chiedono la delocalizzazione dell’azienda, se non la sua chiusura”. L’avvocato Valeria Passeri, legale del Comitato, ha presentato una “istanza di informazioni ambientali spedita per conoscenza anche a carabinieri ambientali e al procuratore Cantone in cui – spiega – chiediamo di conoscere se gli impianti dell’azienda angelena siano dotati di vasche per trasformatori elettrici che consentano un rapido versamento del dielettrico (oli) e la naturale estinzione delle fiamme, per evitare la dispersione degli oli esausti e quindi la propagazione delle fiamme. Il riferimento – spiega ancora il legale – è a ben tre incendi, quello del 2018, e quello di venerdì, ma anche al principio di incendio del 2022; episodi che avrebbero già dovuto portare a provvedimenti interdittivi dell’attività. Abbiamo chiesto che ci vengano forniti i verbali redatti dai tecnici in occasione di questi tre ‘eventi’ ma anche di visionare l’autorizzazione sanitaria di cui l’azienda, industria insalubre dichiarata tale negli anni ’90 dall’allora giunta comunale, ha bisogno per operare“. Il sindaco e presidente della Regione Stefania Proietti ha già annunciato verifiche approfondite anche sull’autorizzazione ambientale. di competenza della Regione. Il Prc assisano chiede infine di “vigilare con sempre maggiore attenzione gli sviluppi che con questo incendio rischiano di degenerare ulteriormente”.