Un paradosso burocratico che ha il sapore della beffa. Dopo oltre un mese a unica corsia e incassi azzerati, via Piero della Francesca è stata riaperta solo ieri (5 marzo) al doppio senso. Ma la “tregua” durerà appena un weekend: da lunedì 9 marzo infatti torneranno i disagi, e lo faranno con quella soluzione – il semaforo mobile – che per settimane era stata definita “non praticabile” dagli addetti ai lavori.
Il “giallo” del semaforo: prima impossibile, ora necessario
La nuova ordinanza della Polizia Locale, emessa per consentire a Tecniconsul “di ultimare – si legge nell’atto – gli allacci della condotta del metano”, stabilisce infatti il senso unico alternato gestito da impianto semaforico mobile per i prossimi 12 giorni. Tutto quello che fa presagire ad una congestione epica del traffico…
È proprio questo il punto che sta facendo esplodere la rabbia degli esercenti, sopresi da questi continui “colpi di scena”: per tutto febbraio, la richiesta di installare un semaforo per mantenere il doppio senso (evitando di tagliare fuori il traffico proveniente da nord) era stata respinta, da quanto emerge, per motivi di sicurezza e difficoltà tecniche dovute alle auto provenienti dalle intersezioni laterali. Oggi, a scavi longitudinali terminati, il semaforo compare magicamente nel cronoprogramma, accrescendo ulteriormente i sospetti dei commercianti sulla gestione del cantiere.
Il calendario dei nuovi blocchi
Il caos viario, stavolta, si sposterà a macchia di leopardo secondo questo schema:
- 9-10 marzo: Semaforo all’altezza di via Zampini.
- 11-13 marzo: Lavori e lanterne mobili davanti al “Park Geal”.
- 16-17 marzo: Intervento concentrato nell’intersezione tra via Zampini e via Piero della Francesca.
Lunedì la resa dei conti in Comune
La notizia del ritorno dei semafori cade come benzina sul fuoco proprio alla vigilia della protesta. Sempre lunedì 9 marzo, infatti, mentre i primi semafori andranno a regolare il traffico, i commercianti consegneranno al sindaco Luca Secondi una petizione firmata da decine di attività. Le richieste non cambiano, anzi si rafforzano: indennizzi per i mancati incassi durante il periodo dei lavori e sgravi sulle tasse comunali. Gli esercenti chiedono di fatto conto di quello che definiscono un “caos programmato male”.
L’accesso agli atti avviato da alcuni consiglieri, oltre ad approfondire più aspetti della questione, servirà proprio a capire perché la soluzione semaforica – oggi adottata con naturalezza – sia stata negata finora, condannando le attività ad un “isolamento” forzato. Sperando che a questo punto, dal 18 marzo in poi, si vada verso una risoluzione definitiva, la gestione politica e tecnica di via Piero della Francesca resta tuttora una grande ferita aperta.