Foligno Capitale Italiana della Cultura, ecco il dossier

Foligno Capitale Italiana della Cultura, ecco il dossier

La vicesindaco Barbetti: “abbiamo tutte le carte in regola, ed il lavoro fatto resterà comunque utile alla città”

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E’ partita ufficialmente, con la presentazione di un mega dossier al Ministero della Cultura, la gara nazionale per fare di Foligno la “Capitale Italiana della Cultura 2020”: cinquantasei pagine per presentare le mille potenzialità del ‘centro del mondo’ puntando non soltanto sulle bellezze storico artistiche e paesaggistiche, ma anche e soprattutto su progetti innovativi ed unici.

Foligno città della Quintana, della Divina Commedia, del Barbanera, ma anche crocevia di pellegrini e di artisti, dall’Alunno e dei Trinci, di Gentile da Fabriano e del Piermarini: ma anche città dei festival, della scienza e filosfia, della musica e dell’artigianato. Dagli oratori barocchi, agli antichi monasteri, dagli orti urbani ai parchi delle montagne, e poi le dimore storiche ed i borghi fortificati, dalla campagna umbra all’Appennino la proposta è ampia quanto variegata.

Le carte in regola per giocarsela con altre 45 agguerrite concorrenti ci sono tutte, anche perchè – come sostiene la vicesindaco con delega alla Cultura, Rita Barbetti “ci sono città più competitive di noi ma anche moltre con le quali siamo alla pari o decisamente superiori”. E allora, perchè non crederci sino in fondo? In fin dei conti il sogno di Foligno Capitale Europea dello Sport si è avverato, tra lo scetticismo generale e persino qualche controproducente ironia.

“Ci siamo messi in gioco – rilancia la Barbetti – il lavoro è stato lungo e complesso, ma adesso abbiamo messo nero su bianco tutte le componenti artistiche e culturali che possiamo offrire e non ci sono i percorsi danteschi o di Santa Angela, quelli dell’Alunno o del Piermarini ma anche il settore dell’arte contemporanea con il Ciac ed il Museo dell’Annunziata così come le carte dell’Abbazia di Sassovivo ed il polo scientifico del laboratorio di scienze sperimentali”.

Nel dossier infatti, viene descritta l’offerta culturale a tutto tondo della città. “Per questo abbiamo inserito il corso di Ingegneria della Sicurezza del Centro Studi e le attività contro la pirateria informatica, così come i progetti sulle Smart City e sulle nuove tecnologie. C’è poi il fattore dell’accoglienza e dell’inculusione con realtà importanti – sottolinea il vicesindaco – basti pensare all’Arca del Mediterraneo e Felcos, a Libera ed Emergency sino ai progetti di diffusione della cultura sviluppati dalla rete di tante associazioni cittadine. C’è il contributo dell’Agenda Urbana, il lavoro dell’Ente Giostra della Quintana e tanto altro ancora, sino alle idee sulla valorizzazione del verde dal Parco di Colfiorito a quelli della Lipu”.

Una sorta di rinascimento folignate, che ad ogni modo – e qui punta moltissimo la vicesindaco con delega alla Cultura Rita Barbetti – permetterà a Foligno di avere a disposizione un dossier completo che ha messo in rete tutte le potenzialità che la città esprimere in tutti i campi a 360 gradi”.

Nel gruppo di lavoro del Comitato Promotore, anche il sindaco Nando Mismetti, la presidente della Regione Catiuscia Marini, il vescovo monsignor Gualtiero Sigismondi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno Gaudenzio Bartolini, Maurizio Renzini del Laboratorio di Scienze Sperimentali ed il presidente dell’Ente Giostra della Quintana, Domenico Metelli. A sostegno della candidatura folignate arriva inoltre l’adesione delle città ricomprese nella cosiddetta ‘Rosa dell’Umbria’ ovvero Assisi, Bevagna, Montefalco, Nocera Umbra, Spello, Trevi e Valtopina, ognuna delle quali ha inserito le proprie peculiarità.

Sono previsti investimenti per circa quattro milioni di euro, esattamente 3,7 milioni di euro, di cui uno sarà messo a disposizione del Ministero in caso di vittoria. Il ‘dossier Foligno’ sarà attentamente esaminato da sette esperti incaricati dal Mibact: il primo scoglio è per il 15 novembre quando saranno selezionate le dieci città finaliste, mentre il verdetto ufficiale sarà pronunciato entro il 31 gennaio.

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