Frigolandia e la satira, Sparagna: "Ho avuto sempre l’ostilità degli idioti" - Tuttoggi.info

Frigolandia e la satira, Sparagna: “Ho avuto sempre l’ostilità degli idioti”

Valentina Onori

Frigolandia e la satira, Sparagna: “Ho avuto sempre l’ostilità degli idioti”

Intervista al disegnatore, fumettista e giornalista Vincenzo Sparagna fondatore di Frigolandia, a Giano dell'Umbria
Lun, 06/04/2026 - 07:16

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C’è una Repubblica indipendente, libera e giovane (appena ventenne il 25 aprile 2026) in cui la satira comanda. Si trova nelle montagne di Giano dell’Umbria, in un luogo un po’ nascosto ma conosciuto da molti. E’ la Repubblica di Frigolandia in cui vive il suo fondatore, Vincenzo Sparagna, editore, giornalista e disegnatore italiano.

Qui ha sede la redazione di Frigidaire in edicola dal 28 ottobre 1980, testata satirica con fumetti racconti e reportage dallo stile innovativo e caustico progettata da Sparagna nel 1979, insieme al gruppo della rivista Cannibale (Stefano Tamburini, Filippo Scozzari, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore).

Siamo un’anomalia da tanti punti di vista sia editoriale che politico, non siamo schierati con nessuno, abbiamo molte critiche da fare alla sinistra e naturalmente la destra ci fa abbastanza schifo. E’ difficile avere degli interlocutori nel potere” ci dice il fondatore Sparagna.

Frigolandia e 20 anni di Frigidaire

Il 25 aprile 2026 la Repubblica di Frigolandia festeggerà 20 anni “con la nostra annuale festa della liberazione dei frigoriferi intelligenti” ci dice il fondatore Vincenzo Sparagna. Inaugurata il 25 aprile 2006, il progetto della micronazione nacque già nel 1988 insieme al fumettista underground e artista Andrea Pazienza ma si concretizzò molto tempo dopo nelle montagne umbre.

Da questa Repubblica immaginaria sono passate migliaia di persone l’anno: in questi 20 anni abbiamo fatto 40-50 mila visitatori e visitatrici, più di quanti ne abbia mai visti questo posto dal medioevo in poi. Montagne peraltro bellissime”. Oltre ad essere redazione di Frigidaire la sede: “E’ un archivio. Organizziamo mostre in tutta Italia, l’ultima al Museo di Roma in Trastevere, al Magma di Civitanova, quest’anno a settembre e ottobre andremo a Lucca. Anche dei seminari, è un modo per avere un incontro con le persone qua c’è ancora un elemento discorsivo e diretto“.

Ho avuto sempre l’ostilità degli idioti

Ma Frigolandia non ha avuto vita facile: “Ho avuto sempre l’ostilità degli idioti che in genere purtroppo coincidono con quelli che hanno potere e nel nostro caso il Comune di Giano dell’Umbria che ha passato una metà di questi 20 anni a farci causa.

Le vicende giudiziarie sono legate a due cause del Comune. “La prima del 2008 che hanno perso nel 2012-13 e hanno pagato pure le spese. L’ultima è stata molto pesante. Cominciata con il sindaco leghista, che non è mai voluto venire a vedere Frigolandia, forse la teme. E non ha mai voluto incontrare me, teme di essere ipnotizzato. Ha fatto un’iniziativa contro di noi, molto cervellotica, iniziata nel 2020 che si è trascinata a lungo, in pieno Covid, ma minacciando uno sgombero che poteva essere molto pesante. L’abbiamo vinta con l’ultimo ricorso al Consiglio di Stato che ci ha dato pienamente ragione. Anche il loro ultimo ricorso è stato considerato inammissibile.

Qui abbiamo un contratto regolarissimo e paghiamo. Finora abbiamo versato al Comune molto più di 100mila euro per stare qua. Oltre a pagare tutte le spese e tenere aperto il parco chiuso da molti anni. Ora stiamo qui salvo nuove iniziative e provocazioni che non si possono mai escludere.

D’altra parte i processi non ci sono mai mancati. Solo l’avvocato Marazzita mi ha difeso in 125 processi penali nei quali tra il primo e il secondo grado ho cumulato diverse decine di anni di carcere per poi essere sempre assolto nel finale dell’ultimo grado di giudizio. Non ci si rende conto della difficoltà di conservare una posizione indipendente in un mondo che invece quasi non lo concepisce. Noi siamo un’anomalia da tanti punti di vista sia editoriale che politico, non siamo schierati con nessuno, abbiamo molte critiche da fare alla sinistra e naturalmente la destra ci fa abbastanza schifo. E’ difficile avere degli interlocutori nel potere”.

La satira è anche quella sul potere dentro di noi

A che punto è la satira oggi? E che rapporto ha con il potere? “La satira è come quei fiori carsici che a volte si immergono sotto terra e poi dopo un po’ riappaiono. C’è sempre una satira da fare, il mondo è nello stesso tempo tragico ma anche molto comico nella sua tragedia. A volte erroneamente viene scambiata per barzellettistica, per generico umorismo, anche la settimana enigmistica fa ridere. La satira invece è la parodia del mondo, un vederlo alla rovescia per mostrarlo direttamente nella sua verità. La satira c’è sempre e deve esserci ma ha bisogno di libertà, di non essere cortigiana, di non essere chiusa: le vignette che appaiano sui quotidiani sono come prigioniere dentro un recinto come a dire “state lì e vi divertite un attimo”. Anche quel recinto viene controllato perché deve essere la satira sul politico di turno. Ma c’è anche la satira sul potere che è dentro di noi e che si svela nel quotidiano, quella sul costume, sulle abitudini, sui valori o disvalori del mondo contemporaneo. Quindi credo che non morirà mai, quelli che possono essere uccisi sono i satiri o anche messi in galera come succede spesso. Il potere fa di tutto per rendersi ridicolo. Prendiamo Trump è un personaggio talmente assurdo che è quasi impossibile fare satira su di lui perché è lui stesso una specie di concrezione satirica, sembra la parodia del presidente degli Stati Uniti, si fanno satira da soli. La satira è guardare il presente dal futuro, ti devi proiettare in avanti e dire: ma se lo guardassi a distanza di tempo quello che sta succedendo non mi sembrerebbe assurdo?! Assolutamente sì. Ai tempi di Mussolini uno si proietta in avanti e vede questo con la mascella che si muove ed è paradossale, però lo devi vedere spostandoti in avanti cercando di capire che c’è una decadenza, degli elementi spuria nel potere, che visti da vicino o da lontano ti appaiono chiarissimi. Sono fiducioso che ci sia uno spirito di libertà che continui a esistere comunque anche nelle epoche più buie e noi siamo in una di quelle“.

Pazienza è l’eredità di tutti noi

Qual è l’eredità di Andrea Pazienza che ha fatto fondato con lei Frigidaire? “E’ l’eredità di tutti noi. Lui è entrato nell’anima dell’arte, nel pensiero, nel linguaggio. Lui come altri, però. Si fa l’errore di pensare a questi personaggi come fossero isolati che sono chiusi nel loro studio mentre in realtà hanno formato dei gruppi con altri. Andrea ha partecipato alla fondazione di Frigidaire, era dentro la redazione del Male, scambiava le idee con gli altri. Gli artisti hanno questa caratteristica di essere continuamente aperti e non gelosi di sè stessi. Una delle cose più brutte è quando si entra nella paranoia: l’ho fatto io e questo è mio, l’idea è mia…ma che significa? Le idee viaggiano anzi quelle migliori sono sempre una combinazione di pensieri che vengono da più parti”.

La costituzione di Frigolandia

La Repubblica di Frigolandia ha anche una costituzione. Il primo dei tre articoli che la formano dichiara: “La Repubblica di Frigolandia è una libera unione di uomini, donne, bambini, animali, piante e minerali fondata sulla fantasia” basata sulla Pace, sulla solidarietà e sul “rifiuto di qualunque tipo di intolleranza culturale, sociale, etnica o religiosa”. Il secondo articolo è incentrato sul superamento dei concetti di Stato, Nazione e frontiera: “la città immaginaria dell’Arte Maivista, la prima repubblica marinara di montagna, riparo accogliente, tra una tempesta e l’altra, per i naviganti del pensiero, dell’arte, della rivoluzione”.

L’articolo tre entra nell’organizzazione statale con una “Repubblica Assembleare”, l’assemblea” elegge a sua volta il “Consiglio Cittadino” e il Presidente “che rappresenta l’unità politica, artistica e di governo della Repubblica”

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