FESTIVAL, LA "VARNA ORCHESTRA" DELIZIA ANCHE I BAMBINI DEL CHIOSTRO SAN NICOLO' (FOTO TO®) - Tuttoggi

FESTIVAL, LA “VARNA ORCHESTRA” DELIZIA ANCHE I BAMBINI DEL CHIOSTRO SAN NICOLO' (FOTO TO®)

Redazione

FESTIVAL, LA “VARNA ORCHESTRA” DELIZIA ANCHE I BAMBINI DEL CHIOSTRO SAN NICOLO' (FOTO TO®)

Ven, 08/07/2011 - 17:54

Condividi su:


FESTIVAL, LA “VARNA ORCHESTRA” DELIZIA ANCHE I BAMBINI DEL CHIOSTRO SAN NICOLO' (FOTO TO®)

Luca Biribanti
Una piacevole sensazione ha accolto il pubblico del chiostro di San Nicolò che ieri sera ha assistito al concerto della “Varna International Chamber Orchestra”: quella di sentirsi trasportare in un mondo di quiete e ultrasensoriale dalle note di una delle ensemble più stimate dal mondo della musica classica. Nel mese di giugno l'orchestra aveva conquistato Venezia con il “Requiem” di Mozart, eseguito nella chiesa di San Salvador. Il direttore Kalin Tchonev, è stato mirabilmente accompagnato dai solisti Michael Emery al violino, Constance Gee alla viola e Holly Patterson all'oboe. Per il Festival di Spoleto sono stati scelti 3 diversi autori: Johann Sebastian Bach, Felix Mendelssohn e Paul Hindemith, tenendo conto dell'armoniosità del suono e la dolcezza del ritmo che i compositori hanno interpretato in modo diverso, ma convergente: dal Bach polifonico e lineare fino all'estrema varietà ritmica di Hindermith, al confine tra espressionismo musicale e lirismo disteso del suono. La platea è stata colpita positivamente dallo spettacolo offerto in sala, che nonostante l'afa del pomeriggio (il concerto era in calendario alle 18.00), era abbastanza piena. Oltre ai soliti ben informati in fatto di musica classica, c'erano anche numerosi 'profani' che hanno davvero apprezzato l'esibizione della 'Varna', riuscendo a cogliere il messaggio puramente metafisico di una musica che riesce a sollevare pieghe dell'animo di cui, spesso, non conosciamo neanche l'esistenza. Una poetica che potremmo definire del 'fanciullino' insomma, considerando anche il fatto che in sala, mirabile dictu, erano presenti anche numerosi bambini che hanno seguito con un certo interesse tutto lo spettacolo. Certo qualche lamento, risatina o vagito sono stati inevitabili, ma potremmo azzardare che in fondo il linguaggio dei bambini è lo stesso della musica: primordiale, primitivo e fonosimbolico. Neanche loro, i bambini, si sono alzati prima della fine dello spettacolo e all'ultima nota è scattato l'applauso sentito di tutto il pubblico, a testimonianza che, anche gratuitamente, la qualità e la resa delle aspettative fanno la differenza e non sempre si può attribuire all' 'ignoranza' dello spettatore il flop di un evento; in particolar modo nell'ambito di un Festival.
© Riproduzione riservata


Condividi su:


Aggiungi un commento