Adesso anche il sindaco Bandecchi certifica che la Ternana è a rischio fallimento, ma era il dicembre 2025 quando Tuttoggi.info aveva anticipato una situazione debitoria importante che non lasciava intravedere niente di buono all’orizzonte. Nonostante commenti minacciosi rivolti da alcuni utenti sui social, abbiamo continuato a monitorare l’evolversi della situazione che era prevedibile nei suoi sviluppi e abbastanza evidente. Ovviamente il ‘tifoso’, nel leggere la parola fallimento, ha un moto di di rifiuto e risentimento, ma tutto era già abbastanza chiaro a chi cerca, con fonti certe, di informare in modo corretto.
Fallimento Ternana, caccia al colpevole
Il gioco del chi lo aveva detto prima e della caccia al colpevole non è certo utile in questo momento, ma è chiaro che un’analisi del burrascoso percorso della Ternana merita un approfondimento. Non è poi così difficile capire che i problemi rossoverdi sono iniziati da quando la questione stadio clinica è stata preponderante rispetto a un progetto sportivo. Legare il destino di una società di calcio a interessi economici e politici non sempre produce gli effetti desiderati, soprattutto quando è il sindaco della città ad avere in mano le chiavi di tutto, in un mix di interessi personali, pubblici e strategie politiche. Gli acquirenti e le proprietà che si sono succedute dall’era Bandecchi sono sempre stati individuati nella prospettiva della realizzazione del progetto stadio clinica e non in funzione di un progetto sportivo sostenibile a lungo termine (non c’è bisogno di ripercorrere tutto il tribolato e intrecciato succedersi di avvenimenti). E anche con la famiglia Rizzo si è ripetuto il copione.
I Rizzo cercano disperatamente di vendere la Ternana
Quando i Rizzo hanno capito che l’affare clinica stava sfumando, anche in virtù della nota vicenda giudiziaria al Tar (per non parlare delle indagini della Procura), hanno deciso di abbandonare Terni, visto che l’unica attrattiva della città per loro era l’eventualità della clinica. Lo dimostra anche che, come presidente, hanno pensato bene di nominare la giovanissima Claudia Rizzo, ‘vittima’ di un contesto a lei evidentemente sconosciuto ed estraneo e, non certamente per colpa sua, non è il punto di riferimento adeguato del quale la Ternana avrebbe avuto bisogno. E ora la famiglia cerca disperatamente di vendere una società indebitata fino al collo che, nonostante il tentativo di risanamento, non ha una sostenibilità economica per via di gestioni non proprio oculate nel tempo.
Debiti e imbarazzi
I debiti della Ternana hanno raggiunto circostanze imbarazzanti: i vertici della dirigenza rossoverde sono arrivati a pagare di tasca propria anche i Vigili del fuoco per poter disputare le gare al Liberati e non solo. Molte spese sono sostenute alla giornata per evitare una bancarotta immediata e arrivare a una mediazione di compravendita che come regista ha sempre il sindaco Stefano Bandecchi che continua ad avere come unico interesse quello della clinica. Come già illustrato da Tuttoggi.info per lo stadio Liberati esisterebbero soluzioni alternative a quelle indicate nella sostenibilità del progetto finanziario della clinica privata: ovviamente la scelta è anche politica in questo senso, ma chi dovrebbe decidere è lo stesso che ha interessi nella realizzazione della clinica.