Estate al Trinci, la mobilitazione prosegue. L'opposizione presenta mozione

Estate al Trinci, la mobilitazione prosegue. L’opposizione presenta una mozione | L’appello di Guidi

Redazione

Estate al Trinci, la mobilitazione prosegue. L’opposizione presenta una mozione | L’appello di Guidi

Lun, 12/04/2021 - 15:07

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Estate al Trinci, la mobilitazione prosegue. L’opposizione presenta una mozione | L’appello di Guidi

L'appello di Guidi: "Questo festival è un'offesa"

Continua la mobilitazione contro il bando ‘Estate al Trinci’, finito al centro delle polemiche dopo le proteste dei professionisti della cultura. Ecco una mozione, lunga e articolata, del centrosinistra, che chiede al Comune di fare un passo indietro e fornisce alcune indicazioni.

Estate al Trinci, monta la protesta contro il bando del Comune 

La mozione in Senato e il Comune di Bologna

I consiglieri ricordano la riunione della III commissione sul mondo della cultura, richiesta il 5 marzo. Il 7 aprile l’avviso pubblico ‘Estate al Trinci’ e l’8 aprile la riunione della commissione. Si sottolinea la riunione della Commissione cultura del Senato, con la mozione della senatrice Margherita Corrado sul tema della contrapposizione tra lavoro retribuito e volontario, riconoscendo che il lavoro nella cultura e nel settore delle arti debba essere sempre retribuito. Si sottolinea anche il “Protocollo di buone pratiche” emanato dal Comune di Bologna.

“Foligno ha accresciuto il proprio livello culturale”

Considerato che negli ultimi 20 anni la città di Foligno ha visto accrescere il proprio livello culturale con la nascita e lo sviluppo di associazioni, festival, compagnie teatrali e di danza, società che lavorano nell’ambito dello spettacolo e delle produzioni educative e culturali. Nel medesimo periodo diversi professionisti dello spettacolo e delle produzioni culturali, in seguito ad un percorso di studi e di esperienze professionali specifiche effettuate in contesti sia nazionali sia internazionali, hanno deciso di ritornare nella propria città, nella quale nel corso del tempo si è sviluppato un ambiente culturale fertile e stimolante per l’autoproduzione artistica e per la progettazione e realizzazione di proposte culturali sul territorio. Al contempo diversi esperti del settore hanno scelto Foligno come sede di produzione o di esibizione artistica, contribuendo a creare opportunità preziose di valorizzazione e implementazione della qualità del lavoro e delle competenze di lavoratrici e lavoratori del comparto“.

“Una ricchezza culturale che è bene comune”

Una ricchezza “espressa in diverse forme e con estrema qualità da un contesto culturale variegato e composito. Tale ricchezza, che crediamo debba essere considerata bene comune e patrimonio dell’intera comunità, viene ormai riconosciuta in ambito regionale, nazionale e internazionale grazie ai numerosi eventi e alle qualificate produzioni culturali che nel corso del tempo hanno permesso l’incremento dei dati nel settore del turismo egarantito una conoscenza maggiore della città come luogo di sperimentazione artico-culturale“.

Le proposte

Il centrosinistra ricorda di ave proposto di destinare le eventuali risorse risparmiate causa Covid per le imprese e le famiglie e sostenere il settore della cultura. “L’Assessorato alla Cultura doveva avviare una fase di ascolto e di partecipazione per conoscere al meglio tuttele difficoltà del settore, raccogliere bisogni e necessità per trovare insieme le risposte adeguate ai diversi soggetti culturali cittadini. Come riportato e denunciato dalle numerose Istituzioni, in una situazione straordinaria di profonda crisi dell’intero settore cultura, con eventi ed attività ferme da un anno e con lavoratori e lavoratrici inattivi (attori, danzatori, musicisti, artisti, curatori, tecnici e artigiani di produzione e tutto il variegato indotto che ruota intorno allo spettacolo), che da mesi non percepiscono retribuzioni per il loro lavoro. L’amministrazione comunale non ha provveduto, in questi mesi, ad ascoltare le esigenze del mondo culturale cittadino e presentare un provvedimento come l’Avviso pubblico suddetto, il giorno prima di tale incontro, che finalmente dopo mesi metteva insieme il mondo della cultura e le Istituzioni, è stato un errore. Sarebbe stato forse più corretto ascoltare i diretti interessati e, successivamente, prendere provvedimenti“.

L’avviso pubblico ‘Estate al Trinci’

Tale Avviso – dicono i consiglieri comunali di Pd, Foligno 2030 e Patto per Folignosorto senza percorsi partecipativi collettivi, potrebbe rispondere ad alcune esigenze di parte del mondo associativo, ma non risponde in alcun modo alle necessità dei professionisti del settore e rappresenta, di fatto, un intervento parziale“. La richiesta è quella dunque di “rivedere l’Avviso “Estate al Trinci” secondo le osservazioni, emerse nell’incontro in 3a Commissione, da alcuni soggetti intervenuti, prevedendo la possibilità di poter effettuare la vendita di biglietti da parte di quelle associazioni/organizzazioni che promuovono eventi nei quali si riscontra la presenza di lavoratori e lavoratrici contrattualizzati/e. Adottare le proposte avanzate dai soggetti culturali in sede di Commissione di cui sopra, in particolare il Censimento delle associazioni/organizzazioni culturali cittadine, le loro difficoltà rilevate durante la pandemia, comprese i loro bisogni per uscire dalla crisi. Convocare i professionisti della cultura presenti in città:compagnie, organizzazioni, operatori e coordinamenti di lavoratori e lavoratrici, anche per valutare possibili idee utili ad arricchire l’offerta culturale del territorio”.

Serve pianificazione integrata

L’idea è quella di “studiare una pianificazione integrata che preveda diversi interventi e provvedimenti volti a rispondere ai bisogni dell’intero mondo culturale cittadino. Si vuole prevedere un Piano straordinario che la situazione delicata ed altrettanto straordinaria richiede, scelte e risorse importanti per salvare e sostenere quel patrimonio costruito in diversi anni che rischia di disperdersi in pochi mesi. L’impegno è a predisporre e sottoscrivere un Protocollo di Buone pratiche sull’esempio del Comune di Bologna, volto a sostenere le categorie lavoratrici dello spettacolo, a partire dall’inserimento nei Bandi di gara e negli affidamenti di servizi, nei Bandi per la stipula di convenzioni, nei Bandi per la concessione dei contributi, e nelle manifestazioni che ricevono il Patrocinio del Comune, clausole specifiche al fine di garantire il riconoscimento ed rispetto del contratto collettivo nazionale, dei livelli retributivi e dei tempi di pagamento, come dei Protocolli sulla salute e sulla sicurezza“.

L’appello di Giovanni Guidi

Il celebre musicista, in lungo post, ricorda come quello che accade a Foligno sia “un’offesa e il rischio di un pericolosissimo precedente. Il comune di Foligno, anche con soddisfazione e convinzione sta proponendo a tutte le associazioni o organizzazioni culturali di organizzare una stagione all’interno di un cartellone condivido che si dovrebbe svolgere nei mesi estivi.Bellissimo mi direte.Purtroppo no. Il comune infatti dice chiaramente che per questi concerti si occuperà unicamente di pagare il palco, le quinte, le sedie, un impianto basilare di amplificazione, la comunicazione degli eventi dai propri canali e tutte le questioni necessarie che saranno necessarie quando il governo comunicherà il protocollo per lo spettacolo pubblico per il distanziamento. Vale a dire il Comune si farà carico di tutto ciò di cui si fanno carico i comuni del 99 per cento dei paesi sviluppati del mondo quando patrocinano un evento. Poi il nulla. Non ci saranno soldi per pagare un driver, un tecnico del suono, un runner, un grafico, un addetto stampa, un social media manager, un hotel ma neanche una stanza in un appartamento per gli artisti che verranno invitati, le spese di viaggio per questi artisti, i cachet, i costi di produzione e Tutte le altre cose che ora mi sto dimenticando”.

Spettacoli gratuiti

La cosa che viene ritenuta peggiore è che si dice che “tutti i concerti dovranno essere gratuiti. Abbiamo faticato per un anno di pandemia per far capire quanto questo nostro mondo sia così variegato e diversificato nelle figure lavorative che lo compongono ma a Foligno questa cosa non è passata e non è stata voluta capire. Questa è una offesa e una umiliazione per le decine di migliaia di persone che stanno faticando a pagare le bollette. E lo è ancora di più quando viene presentata dalla nostra amministrazione come una misura tesa ad aiutare e a far ripartire il nostro settore. Questo festival non si deve fare. Non si deve fare perché nessun altro comune dovrà mai poter pensare che questa pratica possa essere minimamente considerata come plausibile o possibile. Non si deve fare perché creerebbe solamente una divisione nel nostro mondo tra quelli che già sono affermati professionisti e altri che o per la giovane età o per un ruolo della cultura nella loro vita diverso da quello che ha nella vita di chi lo fa per professione che anche comprensibilmente potrebbe essere tentato di accettare“.

“Non sia consentita in Italia un’offesa così”

Questo è un appello accorato a tutte e a tutti voi. Aiutatateci ed aiutiamoci a far sì che nessuno in Italia si consenta mai più di offendere in questa maniera arrogante e sprezzante le tante ore di fatica e di studio che le nostre vite hanno dedicato alla cultura. LE ORE, IL TEMPO E LA FATICA DI TUTTE E TUTTI NOITUTTE E TUTTI NOI che abbiamo l’unica colpa, mentre non stavamo lavorando, di aver reso con i nostri dischi, film, spettacoli, dirette, libri e tutti i più variegati modi possibili,meno triste e doloroso questo anno di pandemia a decine di migliaia di persone”.

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