Aveva vissuto a lungo in Umbria Sara Ardizzone, una delle due vittime dell’esplosione avvenuta ieri notte (20 marzo) in un casolare al parco degli Acquedotti a Roma.
La 36enne, secondo quanto emerso, sarebbe morta durante l’assemblaggio di un ordigno artigianale, ovviamente andato storto. Insieme a lei è deceduto Alessandro Mercogliano, anch’esso legato all’ambiente anarchico-insurrezionalista. Entrambi erano nomi noti del ‘gruppo Cospito’.
La donna aveva vissuto a Spoleto dopo il matrimonio, celebrato nel 2013, con Michele Fabiani, esponente di spicco del “circolaccio” locale degli anarchici. La sua permanenza in Umbria si registra anche in Valnerina, in particolare a Sant’Anatolia di Narco, dove però aveva condotto una vita molto tranquilla.
Il nome di Sara Ardizzone comparve anche tra i 12 indagati per istigazione al terrorismo, nell’inchiesta “Sibilla”, portata avanti dalla procura di Perugia nel 2021. Tutti però furono prosciolti nel gennaio 2025. In aula la 36enne lesse pure uno scritto dove si professava “nemica dello Stato”.
In queste ore, infine, la tragedia di Roma. Gli investigatori puntano ora a scoprire se lei e l’altra vittima stessero assemblando un ordigno per una imminente azione sovversiva. La procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine.